SERVIZIO PUBBLICO/ La telefonata di Pietro Grasso per sfidare Marco Travaglio (video). Puntata 21 marzo 2013, La 7 ore 21.10

- La Redazione

Nella puntata di Servizio Pubblico di ieri, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha invitato Marco Travaglio a un confronto televisivo, per rispondere alle accuse del giornalista

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Michele Santoro (web)

Decide Grillo, questo il titolo scelto da Michele Santoro e la redazione di Servizio Pubblico per la puntata di ieri sera, giovedì 21 marzo. Cos’ha detto Grillo a Napolitano? Il colloquio è tutto da immaginare, visto il riserbo del leader stesso del Movimento 5 Stelle e la sua rocambolesca fuga per le vie di Roma inseguito da giornalisti e fotografi. Avrà sicuramente chiesto il conferimento del mandato per formare il prossimo governo. Avrà contrattato spiattellando numeri che solo lui conosce e può sostenere di avere, dopo il risultato incerto delle urne. E il Presidente? Cosa avrà mai risposto? Grillo, muto con la stampa italiana, non si risparmia nelle interviste concesse alle più autorevoli testate straniere. Dalle pagine del Toronto Star veniamo a sapere di quanto sia sfavorevole all’incarico proposto a un premier di transizione fino alle inevitabili prossime elezioni. E riguardo una necessaria riforma della legge elettorale? Grillo è convinto di vincere con il “porcellum” e ripresentando lo stresso schieramento nonché contro gli stessi avversari? Lintervista rilasciata, sempre da Beppe Grillo, alla giornalista della TV turca Selin Sanli, è risultata interessante. Lex comico ha tracciato una storia del Movimento prodigandosi in particolari che svelano strategie a suo giudizio innovative, come limpiego della rete e dei blog per tentare una forma inusuale di democrazia diretta. A riguardo è doveroso rammentare quanto sostenuto da Harper Reed, ingegnere e consulente informatico durante lultima campagna Obama, in merito all’utilità della rete in materia politica. Internet può sostituire i rapporti porta a porta, la propaganda e la discussione, ma mai sostituirsi all’esercizio del dibattito nei luoghi deputati del potere come ai tradizionali mezzi atti alla raccolta dei consensi. Una follia quella di Grillo e Casaleggio oppure un lucido disegno che sa sempre meno di populismo? Nel prosieguo, i contenuti si sono fatti gli stessi di sempre. La solita tirata che vorrebbe M5S lunica alternativa credibile ai partiti. La stessa valanga di numeri e sondaggi. Le stesse pretese di governare con il 25% dei consensi. Poi la verbosità tecnologica, con limpiego di un lessico specifico: liquid feedback e altro. Dove si nasconde il problema, allora? Secondo Vittorio Sgarbi, il problema rimane la “capraggine” di Grillo, lassoluta mancanza e disinteresse nei confronti di ogni possibile forma di cultura. Una questione vecchia, dunque. Lanalisi del critico è stata diretta, come suo solito. Si è chiesto come mai agli italiani la ricchezza dei musei, delle mostre, di biblioteche e fondazioni non interessa più. Mentre lui visitava ville romane ricostruite, cappelle e chiese, dov’erano gli italiani? Tutti fuori da Quirinale ad attendere luscita di Grillo e a sproloquiare commenti insulsi? La situazione, secondo Vittorio Sgarbi, è grave e al collasso. Uno sfacelo, anche se, a suo parere, questa difficoltà che appare come una palude insormontabile, potrebbe rappresentare il momento migliore per il paese. La ricetta che lui propone non è semplice, anzi. Se da parte sua Grillo sostiene che per costruire una nuova società in Italia sono necessarie due generazioni, dunque ventanni, per Sgarbi è indispensabile unautentica rivoluzione culturale.Marco Travaglio, sollecitato da Santoro con un filmato dedicato alle imbarazzanti dichiarazioni rilasciate dal neoeletto senatore del M5S Francesco Campanella sul perché ha votato il candidato Pd, ha tentato di tracciare un quadro sulle modalità che hanno condotto alla scelta di Pietro Grasso come presidente del Senato. Ancora allusioni alla diatriba Grasso/Schifani, ancora parole sui rapporti pericolosi Pd/Pdl. Di nuovo i toni sprezzanti e le invettive forti: Schifani “bestia nera”, amicizie, collusioni e mafie varie. Grasso colpevole di gesti poco nobili. Dunque? Tornano alla memoria tutti i tristi “inciuci” di una casta che non riesce a cogliere loccasione per togliersi di mezzo. Giuseppe Civati ha risposto alle domande postegli con consumata retorica pidiessina. Non ha detto nulla in merito agli impacci di Bersani. Nulla sui suoi silenzi. Anzi, ha rivendicato la legittimità di un possibile incarico esplorativo affidato al suo segretario di partito. E poi? Si dichiara daccordo con Vittorio Sgarbi e la necessità di un salto di qualità ritornando al ritornello sul fatto che lItalia chiede con voce forte di cambiare anche se, davanti alla richiesta di manifestare proposte credibili, il silenzio risponde in maniera fin troppo eloquente. 

Lara Comi, da parte sua, ha tentato di difendere programmi e prerogative del Pdl, problemi del loro leader, risultati elettorali e precedente campagna, giudicata un autentico successo dovuto a un escalation di Silvio Berlusconi. Poi ha accennato a una mai dichiarata chiusura nei confronti di Grillo, alla totale assenza di pregiudizi nei confronti di M5S. Ha risposto alla positiva confusione istituzionale e sociale affermando che alla creatività di Sgarbi, preferisce le certezze della matematica, strumento maggiormente idoneo in materia di analisi politica.La lite telefonica tra il Presidente del Senato Pietro Grasso e Marco Travaglio, ha messo in evidenza, dopo le problematiche affrontate, secondo Michele Santoro, di come siamo ancora lontani dalla consapevolezza politica necessaria al cambiamento da tutti auspicato. Il neo eletto presidente del Senato ha giudicato infamanti le accuse di Travaglio, e ha invitato il giornalista a un confronto televisivo prima della prossima puntata di Servizio Pubblico.



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