CROZZA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE/ Video, Napolitano telefona a Bersani: hai il numero di Grillo? Puntata 22 marzo 2013

- La Redazione

Il consueto appuntamento settimanale con Crozza nel Paese delle Meraviglie, in onda come sempre su La7, è ovviamente incentrato sugli ultimi avvenimenti del Parlamento. Il video.

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Il consueto appuntamento settimanale con Crozza nel Paese delle Meraviglie, in onda come sempre su La7, è ovviamente incentrato sugli ultimi avvenimenti del Parlamento italiano e sul percorso travagliato che sta vivendo la nuova legislatura. Il primo personaggio interpretato è infatti Giorgio Napolitano, il quale passeggia nervosamente nel suo ufficio cercando una soluzione alle difficoltà politiche e pensando a un nome a cui affidare l’incarico di governo. Il ruolo della spalla comica è affidato come al solito ad Andrea Zalone, collaboratore storico di Crozza, che interpreta il corazziere del Capo dello Stato. Dopo aver consultato tutti i partiti, il Presidente della Repubblica non sa che fare: il più affidabile come premier sarebbe Ciampi, afferma, ma non può mica essere un sequel come al cinema! Napolitano cerca allora di formare un governo mettendo insieme vari punti disegnati sulla lavagna, ma una volta fatto ecco comparire le sagome di Snoopy e di Topolino (a cui, come suggerisce il Corazziere, non è possibile affidare il governo). Alla fine il Presidente rompe gli indugi e telefona a Bersani, che ha la maggioranza alla Camera ma non ha i numeri al Senato. ” come ai tempi della scuola, quando la maestra parlava alla madre di Bersani – dice Crozza – Suo figlio si applica, ma non ci arriva!”. La telefonata tra Napolitano (interpretato da Crozza in diretta) e Bersani (sempre lo stesso Crozza, sul teleschermo del teatro) è una raffica di metafore e di tormentoni da parte del politico emiliano, che poi si sente chidere: “hai mica il numero di Grillo?”. Il siparietto comico termina con la canzone “Prendilo così”, a proposito del mandato esplorativo affidato al segretario del Partito Democratico, sulle note di Battisti. Lo spettacolo prosegue con un lungo monologo di Crozza che commenta a ruota libera le ultime vicende politiche. Si comincia con Bersani, che nonostante i rifiuti dei grillini continua testardamente a voler fare un governo assieme a loro; si continua con i neoeletti alla Camera e al Senato Boldrini e Grasso, che fanno a gara a ridurre le spese delle rispettive Camere. Per finire una stoccata a Fini, che voleva ridurre le spese del Parlamento del 5% in 3 anni: “Nel giro di pochi giorni – dice Crozza – abbiamo tagliato il 50% delle spese e il 100% di Fini!”. Il comico non dimentica poi il caso dei marò e i difficili rapporti con l’India: “Siamo partiti male già dai tempi di Colombo, che voleva andare verso le Indie e si ritrovò ai Caraibi!”. Il caso diplomatico è diventato sempre più scottante, tanto che persino Gandhi sarebbe saltato al collo del ministro Terzi, spiega.

Il monologo di Crozza termina con una rassegna delle proposte di legge più assurde presentate dai parlamentari nei primi giorni della nuova legislatura, tra cui: l’istituzione del Principato di Salerno, la proposta di attribuzione a Grassano del titolo “Città nazionale del Presepe”, le norme per la tutela delle televisioni di strada, il riconoscimento degli equini quali animali d’affezione, l’istituzione della giornata del rifiuto della povertà. Prima della pausa pubblicitaria, Crozza fa in tempo a regalare agli spettatori un’altra imitazione: questa volta è il turno di Antonio Ingroia, il candidato di Rivoluzione Civile che non è riuscito a superare la soglia di sbarramento per accedere al Parlamento. Adesso che è scaduta l’aspettativa da parte del CSM, il magistrato siciliano rischia il trasferimento presso il tribunale di Aosta, l’unico posto in cui non si era candidato. Le battute di Crozza giocano sul possibile futuro di Ingroia nella città montana e sullo scarso risultato elettorale: “I nostri elettori erano almeno il 35%, ma sono rimasti a casa perché non avevano voglia di votare!”. Lo spettacolo continua con un nuovo monologo, stavolta incentrato su Rosario Crocetta, il Presidente della Regione Sicilia. “Crocetta è intellettuale, gay e di sinistra, tiene insieme il PD, l’UDC e il Movimento 5 Stelle. È come se Riccardo Muti dirigesse un’orchestra composta dagli Abba, i Dick Dick e i Ricchi e Poveri!”. Tra le tante riforme di Crocetta c’è l’abolizione delle province, che nessuno era stato ancora in grado di realizzare. Il comico genovese ne approfitta per ribaltare il classico rapporto tra nord e sud: adesso la Sicilia è avanzata, mentre il Nord è arretrato, tanto che un siciliano potrà andare nei territori padani e trattare gli altri con aria di superiorità.
A questo proposito, Crozza si esibisce nelle ultime imitazioni politiche della serata, proponendo la rivisitazione satirica dell’insediamento della giunta Maroni. Grazie ai pezzi registrati e proiettati sul teleschermo del teatro, il comico riesce a imitare contemporaneamente Formigoni, Maroni, Bossi e Berlusconi. Dapprima Formigoni cerca di perdere tempo e si rifiuta di dare il campanellino del potere a Maroni; poi arriva Bossi, con la tipica casacca verde e un campanaccio da mucca. Infine è il turno di Berlusconi, con gli occhiali da sole e il sorriso sul volto, che cerca di tenere Maroni e la Lega alla larga da un possibile governo con Bersani. Berlusconi lancia poi il campanellino e Maroni lo insegue come un cane: “Il segreto del mio successo – dice – è circondarmi di politici da riporto!”. La serata termina con uno dei personaggi più amati, ovvero Massimiliano Fuffas: architetto, designer, art creator, life stylist. L’architetto Fuffas è alle prese con i preparativi di Expo 2015 e riflette sull’impostazione che verrà data alla manifestazione milanese: nutrire il pianeta. “Per il momento è l’Expo che nutre l’architettura, grazie a tutto il cemento che ha portato!”. Nei botta e risposta con la voce fuori campo di Andrea Zalone, Fuffas spiega che la natura è la principale fonte di ispirazione per l’architettura: nel corso dei suoi viaggi, infatti, si è recato in Papua Nuova Guinea a studiare le costruzioni di legno e le case a misura d’uomo. A tal proposito mostra il suo ultimo progetto attraverso un disegno stilizzato: un albero con un buco al centro, in cui potrebbe abitare al massimo uno scoiattolo. Le ultime gag di Fuffas ruotano attorno a un concetto chiave: l’architettura deve tornare al concetto di umiltà. A questo proposito, i moderni architetti avrebbero pensato a case che si vergognano di essere sfarzose. Attraverso dei sensi di colpa in titanio da inserire nelle fondamenta, le case potrebbero addirittura arrossire. “Stiamo pensano a case di 80 metri quadri che ne dichiarano 65 perché sono modeste”. Tra le risate e gli applausi, si chiude qui la puntata. Appuntamento a venerdì prossimo con le nuove imitazioni e con la satira pungente di Maurizio Crozza!



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