VIGEVANO/ Il servizio delle Iene show sulla mensa delle scuole (video)

- La Redazione

Se le famiglie non pagano la retta della mensa scolastica, i bambini sono costretti a mangiare un panino portato da casa in unaula separata. Accade a Vigevano, comune in provincia di Pavia

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Ilary Blasi e Teo Mammucari - Infophoto

Se le famiglie non pagano la retta della mensa scolastica, i bambini sono costretti a mangiare un panino portato da casa in unaula separata. Accade a Vigevano, comune in provincia di Pavia, dove a molti studenti è stato impedito laccesso ai pasti per il mancato pagamento dei 900 euro necessari per poter mangiare insieme agli altri bambini nella mensa della scuola elementare. Le Iene Show sono andate quindi a indagare, prima contattando le famiglie coinvolte, poi andando a chiedere spiegazioni al sindaco leghista del comune lombardo, Andrea Sala, le cui parole hanno fatto sorgere un acceso dibattito in rete nelle ultime ore. Le immagini raccolte dal programma di Italia 1 in una scuola di Vigevano mostrano chiaramente che, mentre tanti bambini mangiano tutti insieme in mensa, tanti altri sono costretti a dover consumare un panino in unaltra aula, sui banchi dove normalmente seguono le lezioni. Questo perché le famiglie non hanno pagato la retta annuale: Il Comune non può regalare soldi – ha detto il primo cittadino allinviato delle Iene – il problema è che non si possono rifocillare le casse del Comune. Diamo la possibilità ai genitori di venire a prendere il bambino, ma ovviamente in molti non possono a causa degli orari lavorativi. Il sindaco sembra non preoccuparsi del trauma che i bambini potrebbero subire subendo una discriminazione di questo tipo (come spiegato da una psichiatra contattata dalla Iena Matteo Viviani nel corso del servizio) e spiega: Io penso che sia più pericoloso per i bambini avere dei genitori che si lamentano e che chiedono soluzioni ai genitori. Il bambino deve imparare che non cè sempre qualcuno che provvede sempre lui. Le manifestazioni contro sono state fatte da extracomunitari. Queste persone devono capire che i servizi devono essere pagati. Il servizio gratuito non deve esistere – conclude il sindaco -. Chi paga è giusto che abbia, chi non paga non può. così, da accettare serenamente. Il comune non è obbligato e nel momento in cui lo dà si deve pagare. Il bambino può andare a casa o attrezzarsi con un panino.







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