RICORDA CON RABBIA/ Sylvia De Fanti: oggi come ieri il problema dei giovani è trovare una risposta alla rabbia

- int. Sylvia De Fanti

Dopo aver trascorso quasi 60 anni in giro per il mondo, dal prossimo 4 aprile (per 10 giorni) approda a Roma, al Teatro Ambra Jovinelli, Ricorda con rabbia. Ce ne parla SYLVIA DE FANTI

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Ricorda con rabbia sbarca a Roma
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Dopo aver trascorso quasi 60 anni in giro per il mondo, dal prossimo 4 aprile (per dieci giorni, fino al 14), approda a Roma, al Teatro Ambra Jovinelli, Ricorda con rabbia, spettacolo rivisitato di Look back in anger, la commedia che nel 1956 trasformò il drammaturgo inglese John Osborne nel portavoce degli Angry Younger. Sotto la regia di Luciano Melchionna, lattuale edizione vede Stefania Rocca e Daniele Russo calarsi nei panni di Alison e del marito Jimmy, mentre Sylvia De Fanti e Mario De Notaris interpretano la coppia di amici. Quattro giovani adulti che, nello spettacolo, non sono in grado di prendere in mano la propria esistenza, di risolvere i propri problemi esistenziali che li travagliano, e che proprio per questo sono arrabbiati. E in effetti più che loro, ad essere protagonista della pièce è proprio lei, la rabbia. Per comprendere più a fondo le varie sfaccettature di questopera di Osborne, abbiamo intervistato Sylvia De Fanti che in scena è Elena, anticonformista attrice degli anni 50, alla ricerca di una sua identità. Nella realtà Sylvia una sua identità lha raggiunta, miscelando le diverse culture ed etnie che hanno fatto parte della sua vita, una vita in giro per il mondo che lha portata a scegliere il mestiere di attrice. Incantesimo 9 è la fiction televisiva che le ha dato finora maggior successo, e nel prossimo futuro è già calendarizzato un film con Daniele Lucchetti, uno dei registi più importanti della nuova cinematografia italiana.

Sylvia, lei è una dei protagonisti di Ricorda con rabbia. Quanto crede sia ancora attuale il messaggio di quest’opera?

Sicuramente molto. Parla della rabbia giovanile, di quella rabbia che certe volte non trova sfogo, non riesce a trovare una direzione precisa verso cui essere incanalata. Oggi come allora e parlo degli anni ’50, l’epoca in cui John Osborne scrisse questopera – il tema è sempre quello di trovare delle risposte. Forse gli anni ’50 erano caratterizzati da una maggiore difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, le proprie difficoltà esistenziali, in una società certamente più rigida, più conservatrice di quella doggi.

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In sintesi, può spiegare a chi non conosce lopera come si svolge e come è strutturata?

Quattro personaggi, due coppie strettamente interconnesse, che sviluppano relazioni importanti tra di loro, interscambiandosi i ruoli in continuazione. La scena è unica: un magazzino di lavatrici, un ambiente povero, ideale per lo svolgimento di questa rappresentazione.

Mettere in scena uno spettacolo è sempre un mettersi in gioco: come è stato il rapporto con gli altri attori? E con Melchionna, il regista?

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E stata unesperienza bellissima e arricchente anche professionalmente. Con Luciano Melchionna, regista eccezionale che sa tirare fuori il meglio dagli attori, che conosco da dieci anni e che stimo moltissimo, mi sono trovata benissimo. Come mi sono trovata bene con i colleghi attori, e in particolare con Stefania Rocca, unattrice molto brava e molto disponibile ad aiutare ad entrare nel personaggio.

Ci può parlare invece del suo personaggio, Elena?

Elena è una vecchia amica di Allison, fanno parte tutte due dell’alta borghesia. Ma hanno scelto due ruoli differenti, anzi in contrapposizione fra loro: Allison fa la moglie, Elena fa l’attrice. E fare l’attrice, in una società abbastanza conservatrice come quella degli anni ’50, vuol dire sfuggire alle regole, essere anticonvenzionale. Sfugge alle regole, sì, ma alla fine, rientra in anche lei in una classica convenzione, quella dell’amante, per di più di Jimmy, il marito di Allison, con il proponimento di incanalare la rabbia che strabocca dall’uomo, di bloccare questa sua forza negativa.

Dopo “Ricorda con rabbia”, quali altri progetti usciranno dai cassetti? Qual è il suo sogno nel cassetto?

 Terminato il lavoro all’Ambra Jovinelli, ho partecipato all’ultimo film di Daniele Lucchetti, “Storia mitologica della mia famiglia”. E poi continuo a sognare di fare l’attrice e di occuparmi dei testi dei film in cui recito.

 

(Franco Vittadini)

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