QUARTO GRADO/ La svolta nel caso Ragusa, il dopo-processo Scazzi, le morti di Tiziana Olivieri e Valentina Salamone. Puntata 17 maggio 2013

- La Redazione

Salvo Sottile e Sabrina Scampini alla guida della trasmissione più nera della tv: omicidi irrisolti e sospetti casi di donne scomparse, come quello di Mirella Cimò

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Salvo Sottile
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Nella puntata di venerdì 17 maggio di “Quarto Grado”, condotta da Salvo Sottile insieme a Sabrina Scampini, sono diversi i casi giudiziari ed investigativi che vengono posti sotto la lente d’ingrandimento. La trasmissione prende il via con la misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa che, grazie agli elementi forniti da alcune nuove testimonianze, sulla quale spera possa presto essere gettata una nuova luce. Importantissime sono infatti le parole del supertestimone Loris Gozi che inguaierebbe sempre più il marito di Roberta, Antonio Logli. Si passa quindi a parlare del processo per il delitto di Avetrana e la morte della 15enne Sarah Scazzi: viene mandato in onda un collegamento in diretta con un inviato nel paese della provincia di Taranto, che racconta che ci sono sei nuovi indagati nel processo che ha visto la condanna all’ergastolo di Cosima Serrano e Sabrina Misseri e a otto anni di reclusione per Michele Misseri. Tra questi anche il “pomo della discordia”, Ivano Russo, il ragazzo conteso tra Sarah e Sabrina. Viene poi preso in considerazione il caso relativo all’omicidio di Valentina Salamone e per il quale risulta indagato il suo ex amante Nicola Mancuso, attualmente in carcere. In un primo momento si pensò a un suicidio della giovane, ma poi alcuni elementi fecero capire che ci si trovava davanti a un vero e proprio omicidio: ne sono certe le sorelle della vittima, presenti nello studio di Salvo Sottile Sabrina Scampini. In collegamento, poi, parla la moglie di Mancuso, Piera Castelli, convinta dell’innocenza del marito e del fatto che la morta non fosse la santa che si dipinge, e spalleggiata dall’avvocato della difesa, Salvatore Barzilla, che non sa però dare ragione del fatto che tracce ematiche del suo assistito siano state ritrovate sulle suole delle scarpe della vittima. Si passa poi al caso di Tiziana Olivieri, assassinata oltre un anno fa dal giovane fidanzato Ivan Forte, che – intercettato fuori dalla Stazione dei Carabinieri dove si reca a firmare – parla davanti alle telecamere di “Quarto Grado”. Il 27enne da qualche settimana è stato infatti scarcerato per decorrenza dei termini della custodia cautelare, ed è tornato ad abitare con i genitori nella nativa Calabria. Infine, viene ripreso il caso della scomparsa di Mariella Cimò. Le indagini continuano e sembra sempre più chiaro che sono molte le dichiarazioni contraddittorie rese dal marito di lei, Salvatore Di Grazia. Secondo gli inquirenti ed il nipote della Cimò, l’uomo avrebbe ucciso la moglie e ne avrebbe fatto sparire il corpo con l’aiuto di alcuni complici, perché la donna, dopo aveva deciso di vendere l’autolavaggio nel cui ufficio il marito era solito tradirla. La puntata si chiude con il racconto tratto dal libro “Il male ero io”, nel quale Pietro Maso parla di come, 22 anni fa, uccise entrambi i genitori con l’aiuto di tre amici per intascarne l’eredità.

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