BALLARO’/ Video: Mara Carfagna invita Crozza a scendere in politica. Puntata 28 maggio 2013

- La Redazione

Nella puntata di Ballarò, in onda martedì 28 maggio, nella sua copertina Maurizio Crozza ha commentato i risultati delle ultime elezioni amministrative

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Mara Carfagna e M

L’Italia è il paese delle contraddizioni e del fitness. Le immagini della grande fiera del Wellness che si è tenuta a Rimini negli ultimi giorni, mostrano come l’impero dell’effimero sembra non voler mai cedere: belli fuori, e dentro? Un’apertura insolita per Ballarò di ieri sera, martedì 28 maggio, dove il tema conduttore sono stati gli sconcertanti risultati delle elezioni amministrative svoltesi durante l’ultimo fine settimana. Contraddizioni ovunque, come nelle previsioni meteo, dove nessuno mai ci capisce qualcosa! Ha esordito Maurizio Crozza aprendo la sua sua copertina. Il Pdl viene dato al 35%, a Genova il clima è invernale mentre il Pd ha vinto pressoché ovunque. Manca solo che a Mara Carfagna diano il premio Nobel per la Pace. Parole che hanno spinto la Carfagna stessa, presente in studio, a interrompere il monologo del comico con pungenti precisazioni rievocando gli spettri delle contestazioni avvenute a Sanremo, definendosi una piacevole ossessione. Un battibecco che ha rivelato la suscettibilità di chi sperava di confermare risultati anomali mascherandoli dietro il volto di un successo inesistente. Poi l’invito diretto a Crozza di scendere in campo, dato che in Italia tutti si sono messi a fare politica e dopo i magistrati, a fianco di Grillo, un altro comico non ci starebbe male. Malgrado l’interruzione, il comico ha proseguito riflettendo sul flop riguardo l’affluenza alle urne registrata durante la tornata elettorale. Ormai non possiamo più parlare di elezioni a suffragio universale, ha commentato Crozza, ma a disagio trasversale. La gente non ce la fa più. stanca di vedere le stesse facce, di sentire sempre le solite parole, di vedere i nemici uniti in parlamento e divisi in comuni, province e regioni. Alemanno ha detto che il derby della capitale ha distratto gli elettori, ma questo non ha evitato di guardare ai suoi cinque anni disastrosi di amministrazione. Il Pd sta vincendo ovunque, anche nelle roccaforti di Berlusconi. Non sarebbe ora di richiamare Bersani per un intervento? Chissà che la condanna di un leader politico a quattro anni di reclusione non possa aver sortito qualche reazione? Ma dove abbiamo votato? Si è domandato Crozza. In Italia o nel Canton Ticino? Non si capisce davvero più niente e questo è il bello della situazione. E cosa dire di Grillo, dopo la sua profezia di voler arrivare al 50% delle preferenze? L’obiettivo l’ha centrato, certo, precipitando di oltre metà punti rispetto a quelli ottenuti alle politiche di febbraio (nella pagina seguente il video della copertina di Maurizio Crozza).

Aspettative e risultati. Il primo servizio presentato da Giovanni Floris ha approfondito quanto hanno vissuto i sostenitori di Beppe Grillo durante il fine settimana elettorale a Roma. Dai comportamenti evidenziati, sono emerse tutte le contraddizioni di un movimento che non ha saputo cogliere l’occasione di misurarsi con gli impegni di governo, preferendo le strettoie populiste in merito a remunerazioni dei parlamentari, rinunce a benefit lussuosi e quanto altro. Malgrado lo scivolone elettorale, non mancano emulatori che vorrebbero il comico genovese come novello re d’Italia nonostante le sue parole altro non fanno che descrivere due diverse nazioni: quella che vive all’ombra di una politica allo sfascio ma che continua a garantire privilegi e stipendi, e quella di chi lavora con la costante minaccia di perdere l’impiego a causa di una crisi galoppante.?L’imprenditrice Antonella Nonino ha affermato di ritrovarsi d’accordo con l’analisi fornita da Grillo malgrado l’opposizione di Mara Carfagna, sempre dichiaratamene schierata sulle posizioni del suo partito e speranzosa nella risoluzione per i guai che sta passando il loro presidente. Guai che condizionano la politica e le scelte degli italiani. Le urne hanno mostrato tutta la stanchezza dei cittadini e la voglia di rintracciare qualcuno del quale fidarsi. Meglio sostenere che esistono due mondi politici, ha aggiunto. Il mondo capitanato dal M5S e che grida allo sfascio, e il mondo di chi si è messo al lavoro con serietà e impegno accettando compromessi impopolari ma, a suo giudizio, vincenti. Il problema rimangono le profonde disuguaglianze che caratterizzano il nostro paese. Su questo aspetto ha approfondito Beppe Civati con il suo primo intervento. Quelle disuguaglianze che una certa politica sembra non voler considerare per evitare decisioni che scontenterebbero chi sempre ha approfittato delle istituzioni per promuovere i propri interessi. Due Italie sono emerse anche dal servizio dedicato al crollo del Monte dei Paschi di Siena. L’Italia di chi ha lavorato ponendo le speranze su una banca emblema e sostegno di una città intera e quella losca della cosiddetta Bande del 5%, preoccupata di mietere soldi col favore di una politica compiacente.

Le critiche a Grillo non sono finite. Pierluigi Battista, del Corriere della Sera, ha definito le analisi del comico genovese, superficiali e inconsistenti oltre che irrispettose nei confronti di quanti lo hanno sostenuto laddove rovescia le responsabilità della situazione sul popolo stesso. Inoltre, ha sottolineato come non ci dobbiamo dimenticare del crollo del Pdl, malgrado la presunta e sbandierata vittoria inesistente alle politiche di febbraio. Dopo lo tsunami che ha frantumato il Pd, ha proseguito Battista, dovremmo aspettarsi un terremoto all’interno del Pdl stesso, prigioniero di pericolose convinzioni smentite puntualmente dagli elettori. Secondo il giudizio di Carlo Dell’Aringa, sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, dovremmo cercare di evidenziare delle responsabilità diffuse, all’interno dei partiti, evitando assurde e anacronistiche cacce alle streghe.

 



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