QUANDO MENO TE LO ASPETTI/ Una favola allincontrario che fa “mettere in gioco” gli spettatori

- Federico Bason

Il film di Agnès Jaoui riesce a far ridere, ma anche a far capire qualcosa agli spettatori, in una sorta di favola allincontrario. La recensione di FEDERICO BASON

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Una scena del film

Una favola allincontrario, ecco cosè Quando meno te lo aspetti (regia di Agnès Jaoui). La storia di due innamorati che cambiano di ruolo: lui come Cenerentola; lei come una impavida eroina. Si chiamano Sandro e Laura, si dichiarano eterno amore, almeno fino al prossimo sbandamento. La storia di una coppia felice? Nossignore, perché anche nelle favole vivono personaggi strampalati: la strega altera, impersonata da una sessantenne super liftata, luomo che ha paura di morire, che ricorda il leone codardo del Mago di Oz, una bambina che nella recita scolastica vorrebbe diventare un albero, il playboy della porta accanto con lo charme di un tenebroso vampiro.

Preparatevi al meglio, tra una girandola di dialoghi il comico e il surreale (che richiamano le migliori battute del primo Woody Allen) condizioneranno le vite dei personaggi, trasformando la frustrazione di coppia, la superstizione del singolo, in una capacità di sovrapporre la fantasia con la realtà.

La visione che Quando meno te lo aspetti trasmette dei rapporti umani è cinica, surreale, ma irresistibilmente buffa. Anche il cosiddetto amore moderno si avvicina a una confusione esistenziale, dove non solo non si comprende chi ama chi, ma la stessa parola amore non è più decodificabile: basta un sms per infrangere la debole inconsistenza. Altro che principi azzurri. Se fin troppo ridiamo delle illusioni dei protagonisti, bisogna preoccuparsi dei loro tic, delle nevrosi, che chiudono lesistenza in un angolo, amplificando la difficoltà di capire, se stesso e laltro.

La risata liberatoria, togliendo lo spettatore da qualsiasi disagio, è trasformare la favola in un opposto: lamore eterno non esiste, la felicità è una chimera, e cè solo un modo per riprendere conoscenza: un sonoro schiaffone in faccia, altro che bacetti a La bella addormentata.

Tradimento, spiritualità, disincanto, sono utilizzati da Sandro e Laura per trasmettersi un senso di vita, che è smarrimento, non libera scelta. Ma almeno, viene da chiedersi: i due si amano? Si sposano? Vivranno felici e contenti? Che ne sarà delle rispettive famiglie, i personaggi che interpretano le favole? Non lo sappiamo. Non lo sanno neppure loro.

Prendendo coscienza di un dubbio, gli uomini e le donne, in coppia oppure “scoppiati”, propongono un nuovo passo all’altro, mettendo a nudo le contraddizioni. Possibile che cappuccetto rosso dia ancora retta al lupo, che gli indica la strada di casa? In una scena allegorica come questa, nel bosco, troviamo la difficoltà di affrontare le circostanze, rendendoci conto che, nell’arco della giornata, passiamo anche noi dalla baldanza all’ingenuità, come i personaggi delle favole. Imparando ben poco dai nostri errori.

Divertirsi con Quando meno te lo aspetti è prima di tutto mettersi in gioco come bambini, assistere al film come al dipanarsi di una favola. Gli argomenti sono da adulti: l’amore, la coppia, la separazione, ma la leggerezza è tale che non esistono buoni, cattivi, giudici o maestri. Come una recita alla scuola elementare, non è fondamentale il ruolo, l’importante è credere di vivere una favola.



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