NIENTE PUO FERMARCI/ Tra le risate del film un “diktat” spietato sui giovani

- Federico Bason

Il film di Luigi Cinelli è un teen movie on the road capace di far ridere, ma che dipinge in maniera spietata luniverso giovanile. La recensione di FEDERICO BASON

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Una scena del film

Pronti ad andare? Dove? Non ha importanza, se cè in gioco lindipendenza personale. Pensate anche alla scoperta di se stessi, alla ricerca di un flirt estivo, e il gioco è fatto. Tutti in partenza con il teen movie on the road: Niente può fermarci. Come non ricordarsi dello strafamoso blockbuster American Pie, pellicola a cui il regista Luigi Cinelli deve essersi ispirato, aggiungendo un mix di scontri e inseguimenti, degni de The Blues Brothers?

La storia non ha velleità di lanciare messaggi o rappresentare una generazione, è un escamotage per portare al cinema il pubblico giovane e farlo divertire, senza pretese. Loperazione potrebbe riuscire perché gli ingredienti ci sono tutti. In una clinica dove vengono accolti teenager fuori di testa, avverrà il sodalizio dei cinque protagonisti, stanchi di sentirsi diversi dai loro coetanei. Inizia la ribellione: invece di farsi curare, sceglieranno di scappare alla volta di Ibiza.

Il furto delle chiavi della macchina, a danno del presidente della clinica, è uno dei momenti più riusciti del film. Il narcolettico Mattia, lInternet-dipendente Augusto, lossessivo compulsivo Leonardo e Guglielmo, affetto dalla sindrome di Tourette, nella fuga troveranno lavventura della vita, che non è un gesto eroico o concludere una missione, ma procacciarsi una ragazza e perdere la tanto vergognosa verginità.

A parte qualche parolaccia, daltronde si vuol simulare lo slang giovanile, Niente può fermarci è adatto a tutti: la ricerca dellamore per i cinque ragazzi è un semplice pretesto per un intrattenimento spontaneo. Nel viaggio verso Ibiza si dipana la voglia di indipendenza, mettersi alla prova di fronte alla paura, il recidere il cordone ombelicale dalle figure genitoriali, rappresentate come troppo presenti o scarsamente empatiche.

Il prodotto è girato bene, le gag fanno sorridere, credo faranno ridere gli adolescenti, poiché la comicità utilizzata è quella televisiva, veloce e facilmente fruibile. La riflessione seria con cui possiamo concludere è che la valorizzazione dellaffermazione personale oggi è diventata dobbligo anche per i ragazzi, gli adolescenti. Non parlo del conformismo che porta il giovane a omologarsi al branco, ma il desiderio indotto di avere una chance per essere non uguale allaltro ma migliore di tutti.

Anche in un film comico come questo, senza pretese, sembra che il dipinto che si faccia sull’universo giovanile sia spietato, peggio del mondo in cui vivono gli adulti. Nell’allegra comitiva di Niente può fermarci per guadagnarsi l’amore bisogna essere esenti da difetti o imperfezioni. E se si hanno, l’imperativo è cercare di nasconderli. Non perché lo richiedono le ragazze, ma perché l’immaginario consumistico esalta un Io ideale, ripudiando tutte quelle differenze che portano alla maturazione.

Ibiza, Rimini, Capo Horn, qualunque meta sia stata simbolo per le generazioni, rappresenta qualcosa di più di un luogo da visitare, un sogno da realizzare per prendere coscienza di se stessi.

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