SFOOTING/ Lotta alla disoccupazione: solo in Svizzera i disoccupati non prendono cantonate

- Comic Astri

La disoccupazione è un problema avvertito in Italia e nel resto dEuropa. I COMICASTRI ci spiegano che però la Svizzera sembra unoasi felice (o quasi) del lavoro

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Infophoto - immagine di repertorio

LEuropa ha raggiunto il suo vertice, per quanto riguarda i livelli di disoccupazione. Forse per questo, domani 3 luglio, è in programma un vertice tra i ministri Ue del Lavoro per rilanciare loccupazione. Vertice chiama vertice, dunque. Meglio tardi che mai, vedremo cosa saranno in grado di rilanciare, sperando si accorgano che non stanno facendosi un pokerino tra vecchi amici. In ogni caso, se cercate lavoro, non indugiate oltre, andate in Svizzera! La vicina Confederazione Elvetica (vicina sti ciufoli di ragionamenti da polentoni del nord! Provate a chiedere a un siciliano quanto sia vicina la Svizzera!) offre tutta una serie di servizi che noi nemmeno possiamo permetterci di sognare.

Innanzitutto le agenzie intercantonali CerCHi Lavoro?, che ti fanno sentire come a casa tua. Allatto della consegna del curriculum, le affabili impiegate assegnano a ciascun candidato un lavoro domestico diverso, che può andare dalla pulizia dei bagni dellagenzia al lavaggio dellautovettura di servizio della filiale, oppure dal lavaggio e stiraggio degli abiti da lavoro al confezionamento di gustosi manicaretti per il pranzo (gli svizzeri sono molto esigenti, in cucina). Il livello di affidabilità del lavoro svolto sarà stabilito con un punteggio da 1 a 10. Dopodiché, toccherà alle agenzie cantonali reperire il lavoro sul territorio di competenza, in maniera accurata ed efficiente. Il loro motto? Nei nostri cantoni, nessuna cantonata!, con il punto esclamativo finale, perché quello che promettono, mantengono.

E siccome ogni cantone ha la propria sigla (ci tengono tutti moltissimo), i relativi house organ, vale a dire i periodici con gli annunci di lavoro per mettere in contatto domanda e offerta, sono facilmente identificabili. Per esempio, in Canton Ticino (sigla: TI), si chiama TIcinesi-sì! Cinesi no-no!. Accanto ad annunci, diciamo così, più classici, se ne trovano altri veramente singolari, per la qualità e i compiti da svolgere:

– Cercasi sommelier a Sobrio (Val Leventina). Simpatica cittadina di soli 78 abitanti: inutile dirlo, tutti rigorosamente astemi. Si dice che un barista di Baar, vicino a Zugo, avrebbe voluto aprire un locale qui in valle, ma con così pochi amanti del vino in giro, il rischio di fare un buco nellacqua sarebbe stato elevato. 

– Ministero cantonale cerca Addetto alle Intercettazioni a Origlio. Paesino dalle parti di Lugano di 1.400 abitanti. Soprannominata la Twin Peaks ticinese, è il classico posto dove la calma apparente cela oscuri misteri, tinti di giallo. Perciò gli inquirenti vogliono vederci (e sentirci) chiaro. Tutti sospettano di tutti, si mormora di qualsiasi cosa. E per ingannare il tempo, i vecchi del paese si recano a pescare, nel laghetto omonimo, il pesce tipico di questi luoghi: la mormora.

– Il Comune di Lumino (Bellinzona, 1.300 abitanti, 15mila lampioni) cerca un Manutentore illuminazione pubblica. Pare che la difficoltà nel reperimento di un manutentore consista nel fatto che i lampioni debbano essere accesi e spenti a mano.

– Il Comune di Chiasso offre incentivi a raffica a chi vuole rilevare, senza far troppo rumore, una modernissima fabbrica di fucili con silenziatore, la Bang-Ssssst!

Se ci si sposta nel Cantone di San Gallo (sigla: SG), si trova il periodico di annunci “SGobba-se-non-sei-un-pollo!”. Fate attenzione, però: se cercate un impiego in questo cantone, sappiate che i sangallesi sono molto alteri con i forestieri (non stupitevi se dovessero fare i galletti) e tendono ad approfittare della loro buona fede: attenzione dunque alla cresta sui prezzi. Particolarmente attiva nella ricerca di personale è la catena fast food “Quattro franchi in padella”: i lavoratori del settore sono i benvenuti, ma attenti a non finire dalla padella alla brace (la paga è bassa). Se invece siete a caccia di un impiego originale, nella cittadina di Zuzwill sono molto ricercati gli Accompagnatori di zuzzurelloni (che altro non sono se non gli abitanti di Zuzwill nullafacenti).

Nel simpatico Cantone di Uri (sigla: UR), l’house organ, titolato “URca-che-annunci-di-lavoro!” offre le più svariate possibilità: qui infatti sono molto richiesti, con la massima urgenza, urologiai (personale paramedico specializzato nell’inserire timer nei cateteri), urlatori (addetti all’URL, Ufficio Relazioni con il Pubblico) e urbani vigili (guai chiamarli al contrario…). Un annuncio però ci ha molto colpito:

– Cercasi Presidente del Circolo siculo “Uri Uri Uri di tuttu l’annu / l’amuri ca mi dasti ti lu tornu”.

Anche nel Cantone di Berna (sigla: BE), sfogliando “Lavorare-BEne-lavorare-tutti!” si scopre che le richieste non mancano, anzi! C’è però un unico, ineludibile problema: la selezione è durissima. Per essere assunti, il requisito fondamentale è chiamarsi “BERNArdo” di nome o “BERNAsconi” di cognome. Ben accette anche le donne!

Anche se un po’ isolato, il Cantone di Appenzello Esterno (sigla: AR) è un buon posto dove andare a lavorare. Primo, perché a differenza del confinante Appenzello Interno, qui si sta sempre all’esterno, tra splendidi prati, vette imbiancate e vacche pezzate (la mucca qui è sacra, come in India). Secondo, perché in questa Zilicon Valley rossocrociata, l’industria più diffusa è l’informatica: nella locale lingua romancia “Appenzello Esterno” si potrebbe tradurre in “Come è bello zviluppare le App all’aria apperta”.

Un discorso a parte, infine, meritano gli ultimi tre cantoni, con i loro rispettivi periodici. Tutti e tre sono caratterizzati da una certa qual durezza, ben oltre la consueta severità rossocrociata, nel selezionare il personale. Nel Cantone di Glarona (sigla: GL), già il titolo del periodico di annunci di lavoro mette un po’ di soggezione: “GLi-oziosi-sono-i-padri-dei-vizi-ma-noi-GLi-togliamo-subito-il-vizio!”. Ancora più inflessibile l’house organ del Cantone di Svitto (sigla: SZ), con il suo perentorio: “SZcansafatiche?-No-graSZie!”. Ma è nel Cantone di Friburgo (sigla: FR) che si tocca il vertice: “Il-lavoro-rende-FRee!”. Abbiamo incontrato il direttore che ha urlato tutto il tempo incomprensibili parole in tedesco, battendo ripetutamente i pugni sul tavolo e ripetendo spesso che “per lavorare nei campi ci vuole concentramento” (vorrà dire concentrazione?). Siamo riusciti a porgli una sola domanda: “Ma come sono le vostre proposte di impiego?”. “Da leccarsi i baffi – ha risposto – anzi, i baffetti”.

 

P.S. Ecco il logo dell’agenzia intercantonale “CerCHi Lavoro?”, casomai doveste un giorno averne bisogno…

 



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