STORIE MALEDETTE/ Riassunto della prima puntata: “L’ho ucciso, sono innocente”, il caso Cristallo

- La Redazione

La nuova serie del programma di storie vere a tema noir in onda su Rai Tre, Storie maledette a cura di Franca Leosini. In onda la prima parte del caso di Luciana Cristallo

telecomando_R439
InfoPhoto

Sono riprese le trasmissioni della serie Storie maledette, uno dei programmi noir più seguiti di Rai tre. Il programma, scritto e condotto da Franca Leosini, è dedicato a storie di crimini saliti alla ribalta della cronaca nera che diventano grazie alla Leosini storie umane, espressione di un malessere profondo, raccontato direttamente dalla voce dei protagonisti. La Leosini cerca di scandagliare l’animo del condannato e di tirare fuori i suoi pensieri più nascosti per fare luce e dare in qualche modo un perché alla vicenda che l’ha coinvolto. 

La prima puntata si intitola “L’ho ucciso, sono innocente” ed è dedicata a Luciana Cristallo, accusata di aver ucciso il marito, Domenico Bruno. La conduttrice comincia la sua intervista partendo dagli albori della loro storia d’amore, cominciata un’estate in Calabria, quando avevano lei 17 anni, lui 23. Luciana è una bella donna, alta, bruna, occhi verdi ed appare molto fine e provata dalla vita. La loro storia è immediatamente passionale: lei vive a Roma con la sua famiglia e Domenico la raggiunge ogni volta che gli è possibile, finché i due non fanno la cosiddetta “fuitina” e si sposano. Domenico è un buon partito a Catanzaro, ma ha una situazione familiare un po’ particolare, in quanto figlio di una relazione del padre con la domestica e cresciuto praticamente con due madri. Questo fa sì che il suo atteggiamento fin da piccolo sia quello di preoccuparsi molto delle apparenze. Una volta sposati vanno a vivere a casa dei genitori di lui, e lì la favola d’amore finisce. Luciana si ritrova con una suocera che non la sopporta e con la quale ci sono frequenti litigi, e con un suocero da accudire in seguito ad un ictus, tra l’altro sempre sola a casa perché Domenico gestisce un locale. 

Sopporta anche le storielle del marito fino a che nel 1988 scopre che ha una relazione fissa con una ragazza. La lite in seguito a quella scoperta le fa perdere il bambino che aspetta e le fa decidere di tornare a Roma dai suoi genitori. Dopo un po’ di tempo lo perdona e torna in Calabria, dove vanno a vivere in una casa in affitto lontani dalla suocera. Ma lì si apre una pagina brutta del loro matrimonio, segnata dalla violenza. Il primo litigio, dovuto al fatto che Domenico non trova la moglie in casa, lo fa scattare come una furia, picchiandola. Lei riesce a chiamare la polizia, che però rassicurata dall’uomo non interviene. Questo gravissimo episodio le fa decidere di nuovo di andarsene a Roma. Ma Domenico mette in atto un’insistente opera di riconquista fino a che si dichiara disponibile a trasferirsi nella capitale. Luciana considera questa una grande prova d’amore nei suoi confronti e lo perdona ancora. Comincia un periodo bellissimo, raccontato con grande commozione dalla donna in studio: lavorano insieme nel campo immobiliare, sono complici e compagni, senza interferenze. Il tutto viene coronato anche dalla nascita del terzo figlio. Purtroppo però negli anni l’attività di costruzioni di Domenico non riesce a decollare, nonostante lui cerchi, anche tramite agganci, di raggiungere appalti, perdendo sempre più credito con le banche. 

Luciana nel frattempo comincia a gestire un’attività di souvenir e questo fa scattare qualcosa nel marito che, insoddisfatto, in competizione, diventa anche gelosissimo e violento. La signora Cristallo, non trattenendo le lacrime, descrive in studio le inquietanti sequenze degli episodi di violenza in casa, in cui il marito completamente accecato, si scaglia contro ogni cosa, distruggendo tavoli, porte, oggetti ed infine contro di lei. Tutto accade anche in presenza dei figli, in particolare Giuseppe, che più di una volta è costretto ad intervenire. Viene trasmessa la testimonianza in aula del ragazzo durante il processo, unita a quella di un’amica della Cristallo che descrive le telefonate ossessive dell’uomo ed un episodio in cui lei stessa viene minacciata. Nel 2001 Luciana decide di separarsi ed ovviamente Domenico non la prende bene ma rimangono in casa insieme. In quest’occasione lei conosce il commercialista Fabrizio Rubini con il quale nel 2002 inizierà una relazione e che giocherà un ruolo importante nella vicenda. Anche lui sarà duramente minacciato e subirà una serie di furti intimidatori. Nel frattempo le violenze e gli inseguimenti non finiscono fino ad un episodio clamoroso in cui la donna fa l’ennesima denuncia ottenendo l’allontanamento del marito dalla casa familiare. 

Viene precisata dal difensore della donna una circostanza che avallava la premeditazione del delitto. Luciana e Fabrizio acquistano due cellulari intestandoli a due loro amici: secondo l’accusa dovevano essere utilizzati per comunicare la notte della tragedia, ma le perizie dimostreranno che le utenze erano ampiamente usate per telefonate anche a terzi e lavorative. Nel 2003 vanno a vivere in case separate e Domenico viene rinviato a giudizio. Nel frattempo Luciana viene contattata in merito a delle polizze vita scadute di cui lei non è a conoscenza. Decide di chiedere spiegazioni all’ex marito fissando un incontro il 27 gennaio 2004 a casa sua. All’accusa risulta strano che lei abbia rischiato un incontro da soli, ma lei dichiara di aver pensato di poterlo gestire. Una volta a cena comincia la discussione in merito alla polizza. La donna preoccupata ipotizza che l’ex marito si sia messo nei guai mettendo in pericolo i figli. Di tutta risposta lui l’accusa di averlo rovinato con le numerose denunce e le dà uno schiaffo. A questo punto la signora Cristallo in studio, sollecitata dalla Leosini descrive piangendo la scena in cui viene aggredita dal marito che le mette le mani al collo. La puntata finisce a questo punto rimandando il racconto alla settimana prossima per la seconda parte di questa tragica storia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori