LA GABBIA/ Paragone difende i talk show da Letta. Puntata 18 settembre 2013

- La Redazione

Ieri sera è andata in onda “Eurobugie e videotape”, la seconda puntata de La Gabbia, il nuovo talk-rock show politico di La7 condotto da Gianluigi Paragone

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La Gabbia

andata in onda ieri sera una nuova puntata del talk show La Gabbia, il nuovo talk show di La7 condotto da Gianluigi Paragone. Si è parlato dei problemi attuali dell’Italia insieme a diversi ospiti in studio, tra cui Alessia Mosca quale rappresentante del Partito Democratico, l’economista Claudio Borghi, esponente della corrente contraria all’euro quale moneta unica europea e Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia. Si è partiti dal prologo di Paragone, che ha fatto da apertura alla puntata e con il quale il conduttore ha voluto subito rispondere al discorso con cui il presidente del consiglio Letta si era schierato apertamente contro il talk show televisivi e quelle discussioni che a suo giudizio danneggerebbero fortemente la politica. Ma uno dei temi centrali della serata è stata la riunione della Giunta che dovrà decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi quale senatore. Intanto tra la gente comune c’è chi si ribella a questo continuo parlare di Berlusconi. Nel frattempo si cambia argomento ed ecco che viene trasmesso un servizio sul nuovo incarico affidato ad Amato che, in qualità di giudice costituzionale, percepirà quasi 430 mila euro all’anno. Paragone aveva appositamente inviato uno dei suoi giornalisti per intervistare Amato e chiedergli delucidazioni su questo, ma egli si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda sull’argomento.Passando da una problematica all’altra, non si è tralasciato neanche l’argomento dei finanziamenti pubblici ai partiti, una spesa enorme, per una nazione già in grande difficoltà come la nostra. E se per i partiti i soldi si trovano, ecco invece che ci sono fasce della popolazione in seria difficoltà. Basti guardare ai terremotati dell’Aquila, che vivono ancora in una situazione di forte precarietà, senza che lo Stato sia in grado di dare loro delle certezze. E come i terremotati dell’Abruzzo anche quelli dell’Emilia lottano contro le mille difficoltà quotidiane, in primo luogo gli imprenditori che hanno visto crollare da un momento all’altro la loro attività e spendono giorno per giorno le loro energie nel tentativo di riemergere.Se da una parte ci sono questi imprenditori che lottano per continuare a lavorare nella loro terra d’origine, dall’altra ecco che si fa sentire qualcuno che ha invece deciso di voltare pagina in maniera definitiva, portando all’estero la propria attività. Diversi sono gli Stati non lontani dall’Italia dove si può intraprendere un’attività imprenditoriale davvero in poco tempo e con una spesa minima. Uno di questi Paesi è la Romania e molto significativa è stata la testimonianza di un imprenditore che ha raccontato di come in soli tre giorni sia riuscito a costituire lì la sua impresa. Una bella differenza rispetto all’Italia, dove tra pratiche burocratiche ed adempimenti vari si è costretti a vagare per mesi e mesi da un ufficio all’altro per ottenere permessi e autorizzazioni. Per non parlare poi delle tassazioni, che in Italia sono troppo elevate per le aziende rispetto agli altri Paesi europei. Ecco dunque che anche un’altra imprenditrice ha voluto rimarcare tutti questi concetti rivolgendosi proprio ai politici ospiti di Paragone.Il problema è che lo Stato ha bisogno di 4 miliardi di euro e in qualche modo questi soldi devono essere trovati. Ma allora la gente come può risolvere le proprie difficoltà economiche? La cosa migliore da fare sarebbe quella di aumentare la liquidità in mano alle imprese, ha sottolineato Alessia Mosca, per permettere a queste ultime di ricominciare a investire sulla produzione. Tutto questo si potrebbe realizzare proprio attraverso lo sblocco dei pagamenti alle imprese e di ritorno si avrebbe una piccola ripresa dell’economia nazionale. Come ha voluto sottolineare anche Guido Crosetto, è necessario che il Governo trovi un modo per ridurre la pressione fiscale, altrimenti è inevitabile che le imprese decidano di prendere altre strade e di rivolgersi all’estero. Alle imprese italiane infatti si chiede troppo in termini di tasse, con delle cifre che arrivano addirittura a superare i guadagni delle aziende, le quali perciò trovano enormi difficoltà a pagare.

Mentre si continua a seguire la riunione della Giunta impegnata nella decisione su Berlusconi, in diretta da Roma con un’inviata di La Gabbia, si è affrontato anche l’argomento della multa per evasione che dovranno pagare i concessionari delle slot machines, per un ammontare complessivo di circa 600 milioni di euro. Successivamente la parola è stata data anche all’economista Michele Boldrin che ha parlato delle banche e di come queste siano controllate dallo Stato, dai partiti in particolare. Tutto ciò mentre dal pubblico in studio arrivavano voci che invitavano ad ipotizzare un’uscita dell’Italia dal sistema dell’euro e un ritorno della moneta nazionale. Da prendere in considerazione, se si vuole discutere con criterio sui problemi dell’Italia, c’è infatti l’ingerenza dell’Europa che in un modo o nell’altro controlla anche la politica nazionale. Questo è evidente ad esempio per quanto riguarda il tema delle pensioni. Bisognerebbe in questo caso ricalcolarle tutte secondo il sistema contributivo, ha detto Boldrin, in modo tale da assecondare l’Europa e da iniziare al contempo a ridurre la spesa pubblica.Nell’ultima parte della trasmissione si è tornati infine a parlare di banche e in particolare si è voluto porre l’accento sul fenomeno che si sta diffondendo sempre di più delle carte di credito revolving, sulle quali gli istituti bancari applicano dei tassi di interesse davvero molto alti, senza che ci sia alcuna forma di controllo, neanche da parte della Banca d’Italia che dovrebbe invece vigilare su tutto ciò. Interessanti sono state anche le testimonianze di alcuni imprenditori che hanno avuto a che fare direttamente con le banche e che in molti casi hanno dovuto rinunciare alla loro attività e chiudere definitivamente.



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