SQUADRA ANTIMAFIA 5/ Le anticipazioni. De Plano: Pietrangeli guiderà Calcaterra. E nella sesta serie…

- int. Giordano De Plano

Insieme a GIORDANO DE PLANO, che in Squadra Antimafia interpreta Sandro Pietrangeli, scopriamo cosa ci riserverà la terza puntata della quinta stagione in onda questa sera su Canale 5

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Sandro Pietrangeli (Giordano De Plano) e Vito Sciuto (Dino Abbrescia)

Nellultima puntata della quarta serie lo avevamo visto cadere da un palazzo insieme a Nerone, il killer di Luca Serino, e finire in ospedale in fin di vita. Sandro Pietrangeli è sopravvissuto e in Squadra Antimafia 5, di cui va in onda questa sera su Canale 5 la terza puntata, sembra voler a tutti i costi tornare in prima linea nonostante la necessaria convalescenza. Anche Domenico Calcaterra (Marco Bocci) tenta in ogni modo di evitare che il collega possa correre nuovi pericoli, ma lui non vuole saperne. Abbiamo parlato di questo personaggio con lattore che lo interpreta, Giordano De Plano, a cui abbiamo chiesto anche qualche anticipazione su questa fiction che si rivela ancora una volta avvincente. Prosegue, infatti, la ricerca del piccolo Leonardino, il figlio di Rosy Abate (Giulia Michelini), la quale è anche braccata da Achille Ferro (Francesco Montanari), che vuol mettere le mani sul suo patrimonio.

Sandro Pietrangeli, il personaggio che interpreti, è tornato in azione dopo la lunga convalescenza. Ma ci sembra diverso rispetto allanno scorso. Cosè successo?

Pietrangeli è vivo per miracolo e continua a combattere con gli effetti collaterali del periodo di riabilitazione che sta vivendo. Allinizio viene quindi messo in panchina, come abbiamo potuto vedere nelle prime due puntate, ma lui vorrebbe essere sempre in prima linea. Lo stesso Calcaterra, il suo superiore, preferisce per il momento lasciarlo in secondo piano, ma si è già capito che è una dimensione che a Pietrangeli non va molto a genio.

Fai parte del cast di Squadra Antimafia fin dalla seconda serie. Quale ti è piaciuta di più girare?

Il set che ho preferito è quello della sesta serie, cioè quella nuova che stiamo girando in questi giorni e in cui il mio personaggio si evolve nuovamente, rivelando lati del suo carattere fino a oggi inesplorati. Devo ammettere che anche la quarta stagione mi piaceva molto, soprattutto per la presenza di Francesco Mandelli.

Che interpretava Luca Serino, personaggio che poi è morto…

Esatto. La sua uscita di scena ha rappresentato un brutto colpo non solo per Pietrangeli, ma anche per me come attore e persona. Mi piaceva poi molto anche il rapporto che avevo con Luca Lionello (Nerone), un cattivo che in fondo era la mia nemesi, tanto che alla fine siamo volati insieme dal quinto piano del palazzo.

In questa serie abbiamo visto dei cambiamenti, a cominciare dallo spostamento del set a Catania. Comè stato?

Molto positivo. Da quattro anni giravamo a Palermo, una città che ci ha sempre accolto a braccia aperte e che abbiamo imparato a conoscere benissimo, ma è stato comunque piacevole vedere una nuova città siciliana. Questo ha probabilmente fatto bene anche alla serie, perché lo spaesamento che mostrano i personaggi una volta arrivati a Catania è effettivamente lo stesso provato dagli attori.

Cosa puoi dirci invece dellingresso dei nuovi attori nel cast?

Ho avuto a che fare soprattutto con Dino Abbrescia (Vito Sciuto) e Ana Caterina Morariu (Lara Colombo). Non li conoscevo, ma mi ci sono trovato fin da subito molto bene, anche perché sono due attori esperti e molto bravi. Per esperienza posso dire che non è sempre facile inserirsi in una macchina già così rodata come Squadra Antimafia, che viaggia ormai da tanti anni a ritmi spesso velocissimi, eppure loro sono stati assolutamente allaltezza. Non dimentichiamoci poi di Francesco Montanari e Luigi Diberti, altri due attori straordinari che compongono un cast eccezionale.

Nella scorsa stagione i pericoli per la Duomo venivano anche dallinterno, con i problemi di Sandro e la collaborazione rimasta a lungo segreta tra Calcaterra e Rosy Abate. Ci saranno problemi simili questa volta?

Le vicende che coinvolgono Calcaterra e Rosy certamente proseguiranno, oltre ad altri intrighi che purtroppo adesso non posso rivelare. Per quanto riguarda il mio personaggio, posso dire che il rapporto di Pietrangeli con Calcaterra si farà più intenso, con il primo che in questa nuova stagione sembra essere più saggio e riflessivo.

 

Tra Sandro e la sua fisioterapista Anna è appena scoppiata la passione. Questa storia resisterà ai “colpi di testa” di Sandro?

Nella quinta stagione Pietrangeli avrà più colpi di cuore che di testa, anche perché, come si è già potuto capire, Anna rappresenterà una figura importante nella sua vita. Possiamo dire che questa fisioterapista riuscirà a rimettere in piedi Pietrangeli non solo fisicamente, ma anche emotivamente.

 

Dalle anticipazioni e dalle prime immagini terza puntata che andrà in onda stasera abbiamo intravisto che Dante Mezzanotte evaderà. Un problema in più per le ricerche di Leonardino?

Sarà sicuramente un problema in più. Uscendo dal carcere, Dante si porterà dietro un mondo con cui in molti dovranno fare i conti, prima o poi. Vedremo però un Mezzanotte diverso rispetto a quello che conosciamo, decisamente più passionale.

 

Come ci hai detto prima, sono già iniziate le riprese di Squadra Antimafia 6. Come potrà questa serie evitare di “stancare” il pubblico?

 L’importante è che tutti coloro che prendono parte alla serie, dal cast artistico a quello tecnico, diano sempre il 100% senza mai accontentarsi. La trama dovrà poi offrire qualcosa di nuovo, questo è certo, ma non bisognerà comunque “esagerare” come spesso può accadere: sarà quindi necessario rimanere sempre legati al tipo di storia che ha appassionato il pubblico fino a oggi.

 

Le riprese in cui sei impegnato ti lasciano spazio per altri progetti?

 Al momento non molto, anche perché sono molto impegnative. Il mio sogno è però quello di tornare a teatro, portando in scena “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” di Tom Stoppard insieme a Francesco Mandelli. È un progetto che avevamo pianificato un paio di anni fa e che vorremmo presto realizzare, magari l’anno prossimo.

 

(Claudio Perlini)

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