PRESADIRETTA/ Mancano ancora 58 km alla Salerno-Reggio Calabria. Puntata 23 settembre 2013

- La Redazione

L’ultima inchiesta di Presa Diretta ha mostrato quanto cè ancora da fare per modernizzare le nostre infrastrutture e i mille cantieri che si potrebbero aprire per dare lavoro

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Riccardo Iacona

La puntata di lunedì 23 settembre della trasmissione Presa Diretta condotta da Riccardo Iacona, è stata intitolata Lavori in corso, facendo riferimento al fatto che in Italia ci sia un grave ritardo nelle infrastrutture vecchie e non efficienti, diventando un fardello per le aziende nostrane che pagano a caro prezzo un evidente gap rispetto a quelle del resto dEuropa. Si parte con una questione che è venuta a galla negli ultimi sette giorni con liscrizione nel registro degli indagati dellex Governatrice della Regione Umbria Maria Lorenzetti auto sospesasi dal Partito Democratico, nellambito dei lavori della Tav a Firenze con relativa realizzazione di una stazione e passaggio sotto terra. Secondo i magistrati, la Lorenzetti posta a svolgere il ruolo di presidente dellItalfer, lazienda che cura i progetti relativi alle Ferrovie dello Stato, nonostante non abbia nessuna conoscenza specifica nel settore essendosi laureata in Filosofia, avrebbe fatto pressioni affinché venissero scambiati alcuni favori con la possibilità per il marito architetto, di fare dei lavori nellambito della ricostruzione in Emilia. Il progetto messo in campo a Firenze prevede un maxi cantiere che dovrebbe portare alla costruzioni di una nuova stazione per la line ad alta velocità passante nel sottosuolo della città toscana per una spesa da ben 1 miliardo e 750 milioni di euro. Viene spiegato nel servizio, che inizialmente era stata presa in considerazione la possibilità di fare questi lavori non bucando il sottosuolo e quindi facendo passare la linea in superficie per un costo che ai aggirava intorno ai 200 milioni di euro, ma in seguito dopo che a Bologna si stava tentando di effettuare una soluzione nel sottosuolo si è pensato bene di fare lo stesso anche nel capoluogo toscano. Tra laltro vengono mostrate delle immagini risalenti al 2009, nelle quali nellambito di un servizio giornalistico, viene mostrato come il bucare il sottosuolo aveva portato gravi danni strutturali con crepe e quantaltro, a tutti gli edifici presente nella zona. La stessa cosa è successa a Firenze con alcun abitanti della zona che sono costretti a mostrare tutte i problemi causati alle proprie abitazioni. Cè da dire che un funzionario, Fabio Zita, preposto alla valutazione del rischio sullimpatto ambientale, per un bel po di tempo aveva palesato la sua opposizione ai lavori facendo infuriare la stessa Lorenzetti che in una intercettazione gli riserva parole forti. Per non bloccare i lavori, viene fatto in modo di trasferirlo in un altro ufficio. Zita viene intervistato dallinviato della redazione di Presa Diretta, evidenziando come lui nel corso della sua carriera non fosse mai stato trasferito in altro ufficio e soprattutto desta grande sospetto la tempistica con cui è stato eseguito il tutto. Il servizio mostra inoltre come la terra che avevano iniziato a scavare nel sottosuolo, non fosse adatta per essere inserita in altri ambienti in quanto li avrebbe resti non fertili e in effetti questo è quello che è successo nelle colline del Mugello, dove inoltre linviato trova il camion abbandonato della ditta che trasportava la terra, la Ecogest anchessa sotto indagine, e che al suo interno presenta un sacchetto di prodotti chimici normalmente utilizzati per la bonifica di territori. Il servizio fa presente come il tutto sia una sorta di circolo vizioso in cui la politica gestisce in maniera non ottimale la spesa pubblica per trarne benefici personali, come del resto hanno fatto pensare alcune intercettazioni in cui si sente la Lorenzetti, in questo momento agli arresti domiciliari, palesare per un funzionario che si era ben comportato dei vantaggi o quanto meno un buon trattamento da parte del Partito che poi tuttavia non si è verificato, facendo arrabbiare il diretto interessato. Poi si passa a parlare dei ritardi strutturali della rete delle ferrovia dello Stato, facendo leva sul fatto che mentre al Nord si investe sullalta velocità, al Sud la linea è sempre più fatiscente e rende in alcune zone, praticamente impossibile i collegamenti tra i vari centri e le varie Regioni. Si parla della Circumvesuviana che è stata definita da un recente studio la peggior tratta ferroviaria dItalia e che di contro vede annualmente qualcosa come 40 milioni di passeggeri lanno che puntualmente ogni giorno sono costretti a convivere con enormi ritardi, treni cancellati, vagoni sporchi privi di aria condizionata e quantaltro. Alcuni macchinisti fanno presente come sia complessa la situazione e come sarebbe opportuno intervenire con ammodernamenti. 

Poi vengono mostrate tantissime altre stazioni in disuso come ad esempio quella di Avellino dove sono state cancellate la bellezza del 90% delle tratte prima coperte, affidando gli spostamenti esclusivamente al trasporto su gomma. Il servizio mostra come più ci si spinge a Sud e più la situazione è drammatica con zone che non vengono minimamente servite dal treno. Secondo un calcolo, un investimento nelle linee ferroviarie del Sud porterebbe all’Italia un vantaggio in termini di Pil che potrebbe attestarsi nell’ordine di 3% con un ritorno economico pari a 120 miliardi di euro l’anno. L’ultima parte della puntata, pone l’accento sulla questione della Salerno-Reggio Calabria, che prevede ancora lavori per circa 58 km e che è stato terreno fertile per la ‘ndrangheta per tranne grandi vantaggi economici. Infine, si parla dell’inefficienza dei porti italiani proponendo il caso di quello di Manfredonia per il quale sono stati spesi enorme risorse senza che ve ne fosse bisogno mentre porti come quello di Genova, che avrebbero un bacino di utenza impareggiabile in Europa e nel Mondo, è costretto ad arrancare in quanto non funzionale. Viene fatto il parallelo con il porto di Anversa che nonostante sia collegato al mare per mezzo di un fiume alla distanza di circa 80 km, è largamente il più utilizzato in quanto presenti servizi ipertecnologici che fanno impiegare in medio 48 ore ad un container per essere accolto e poi lasciato partire contro i 10 giorni di quello di Genova. Ultime battute dedicare alla tratte ferroviarie del Piemonte non può ammodernate dagli inizi del novecento e le questioni della Tav.

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