SFOOTING/ Il parbuckling? Cè chi lo fa da par suo, parbleu!

- Comic Astri

Il parbuckling è salito alla ribalta per la messa in asse della Costa Concordia allIsola del Giglio. Ma di che cosa si tratta in realtà? Ce lo spiegano (a modo loro) i COMICASTRI

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foto: Infophoto

Persino lo Zingarelli, uno che sa tante cose perché le ha rubacchiate qua e là in giro per il mondo, ha tentennato. Il termine non è italiano, è vero, ma dalla scorsa settimana è sulla bocca di tutti. Labbiamo già sentito usare sui mezzi pubblici, al centro commerciale, dal parrucchiere; persino la nonna, che si spara un telegiornale dietro laltro, comincia a citarlo con una certa familiarità, senza sbagliarne la pronuncia. Pensare che solo dieci giorni fa tutti ne ignoravamo non solo il significato, ma persino lesistenza. E il parbuckling, signore e signori! Ma che cosè davvero il parbuckling?

In questi giorni, è salito alla ribalta per la messa in asse della Costa Concordia, che ha attirato sullIsola del Giglio lattenzione dei media di tutto il mondo (era dai tempi della vittoria ai Mondiali di calcio 2006 che il made in Italy non tirava così), ma in realtà si tratta di una tecnica ben precisa, a doppia corda, con cui nellOttocento venivano fatti rotolare i grandi barili che contenevano soprattutto generi alimentari. Almeno così avveniva in Inghilterra, dove non sempre i barili venivano fatti rotolare con successo sulle corde, visto che talvolta poteva capitare che più duno cadesse, mestamente e fragorosamente, a terra o in mare. Non così in Francia: lo spostamento dei barili sulle doppie corde era condotto con tale maestria che nessuno andava perduto e ogni passaggio era accompagnato dalla meraviglia degli astanti (anche i capannelli di pensionati che ogni giorno assistevano alle operazioni nella speranza di poter avanzare qualche critica salace rimanevano stizziti, perché non trovavano nulla da ridire). Insomma, tutti rimanevano a bocca aperta: è per questo motivo che il parbuckling in Francia è stato ribattezzato parbleu! (con punto esclamativo incorporato).

Cercando sul dizionario di riserva, il Ragazzini (essendo più pischello dello Zingarelli ha maggiore dimestichezza con gli anglicismi), troviamo conferma che con il termine parbuckling si indica latto di ruotare un barile su un piano inclinato attraverso due corde, che lo orientano da una parte o dallaltra facendo forza. Già nel 1943 venne raddrizzata, con il metodo del parbuckling, la Uss Oklahoma, nave da battaglia americana classe 1916 affondata nel 1941 a Pearl Harbour dai caccia giapponesi. Inclinata di 90 gradi, per riassestarla fu necessario più di un anno di lavoro, ma non venne mai riparata. Fu portata in un vicino bacino di carenaggio e venduta per essere demolita. Affondò nel corso del successivo trasferimento nel 1947. Ma questa è unaltra storia, è già negli archivi, mentre lattualità incalza.

Già qualche economista ha parlato di un parbuckling per ridare vigore al motore Italia, più che inclinato, verrebbe da dire rovesciato a testa in giù. Ma le ricette sono finora poco chiare, in ogni caso sotto la linea di galleggiamento.

Eppure la politica ha già adottato questo termine, che da poco più di una settimana viene speso senza ritegno. Per esempio, da Silvio Berlusconi. Nel recente videomessaggio agli italiani, dopo aver invitato i suoi connazionali a reagire e a farsi sentire, il Cavaliere era pronto a terminare il suo discorso in tv con le solenni parole: Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia! Tirate la corda! Tirate la corda! Tirate la corda!. Berlusconi pensava così di organizzare un gigantesco parbuckling per rimettere in asse un Paese incagliato nelle secche della giustizia sinistra e politicizzata. Ma dopo una riunione di gabinetto con molti mal di pancia i suoi più stretti collaboratori lo hanno convinto quanto quei richiami a tirare la corda e allasse potessero essere fuorvianti, vista la situazione nauseante in cui molti italiani ancora oggi si trovano. Berlusconi a quel punto ha deciso di soprassedere.

Non meno incisivo si è dimostrato Marco Giacinto Pannella, che è tornato a parlare del Partito Radicale Transnazionale come di un fiero transatlantico che avrebbe tutto il diritto di far sedere il suo vecchio Ammiraglio sui banchi del Parlamento, così caduto in basso da aver bisogno di un immediato e stupefacente parbuckling. Ma nel contempo ha avvertito: al mio rientro, nessun inchino, schettini dei miei stivali!

Nicola Morra, capogruppo in Senato del MoVimento 5 Stelle, non ha usato mezze misure: “Non vorrei che una finta operazione di parbuckling, quale potrebbero essere le prossime elezioni politiche, permettesse, a gente che andrebbe semplicemente affondata, di rimettersi in asse e continuare inopinatamente a navigare, magari sottotraccia e a motori spenti, sulla scia di una tradizione piratescamente truffaldina, che a permesso a lor signori di arrivare sin qui, spartendosi sistematicamente tutto il tesoro, alla faccia del popolo”. A voler citare R. L. Stevenson, dall’Isola del tesoro: Quindici uomini sulla cassa del morto…

In questa marea di dichiarazioni, non poteva non far sentire la sua voce il “nonsolosindaco” Matteo Renzi, che da vero combattente, seppur un po’ veltronianamente romantico, preso dal fervore dell’agone politico ha usato toni che si addicono al grande poeta Cecco Angiolieri: “S’i fossi foco m’incendierei / S’i fossi voto vi asfalterei / Vedessi nave alla deriva / Presso lo scoglio, vicino a riva / Un sol consiglio sento di dare / a chi per mare vuol ritornare: / Nessun parbuckling potrà salvare / Capitan Silvio da rottamare”.

Ma chi ha reso famoso nel mondo il parbuckling? E’ un sudafricano di 52 anni, si chiama Nick Sloane. Quando non è in giro per il mondo a salvare relitti di navi, Sloane si diletta a giocare a golf (lì non c’è il buckling, ma gli basta il par) o a battaglia navale (in questo caso si diverte da matti a veder affondare le navi, proprie e altrui). Ha maturato oltre 27 anni di esperienza nel campo del parbuckling, iniziando con il silicone (con questa tecnica ha recuperato dei veri relitti di poppa, risollevando il seno a molte attrici e starlette).

Oggi ha un sogno nella stiva (lui deve pensare, e agire, su grande scala, quindi non possono stare in un cassetto): “Mi piacerebbe tirar su la Sardegna e farla rotolare sulle corde fino ad avvicinarla ai porti di Piombino o di Livorno per evitare così di dover usare i traghetti. Con quello che costano oggi!”. Alla proposta piombinesi e livornesi hanno risposto all’unisono: “Parbuckling un par di palle!”.

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