BALLARO’/ Barbara Berlusconi: la politica non è nel mio orizzonte (video). Puntata 24 settembre 2013

- La Redazione

Nel corso della puntata di Ballarò, in onda ieri sera martedì 24 settembre, è stata mostrata l’intervista dellinviato Andrea Scazzola a Barbara Berlusconi 

Giovanni_Floris
DiMartedì

Puntata, quella di martedì 24 settembre 2013, di Ballarò dedicata alle sfaccettature delleconomia italiana al fine di capire quale sia il male che ancora non consente allItalia di ripartire alla grande. In studio sono presenti i seguenti ospiti: Piero Fassina vice Ministro dello Sviluppo e dellEconomia nonché esponente del Partito Democratico, Anna Maria Bernini del Popolo della Libertà, Bruno Tabacci di Centro Democratico, il vicepresidente di Confindustria Aurelio Regina, il presidente di Conad Francesco Pugliesi, Lidia Udiemi esperta di diritto economico, Beppe Severgnini de Il Corriere della Sera, leconomista Giacomo Vaciago e il direttore di Panorama Giorgio Mulè. Come consuetudine, prima di entrare nel merito del dibattito, spazio alla irriverente copertina curata da Giovanni Crozza che in virtù dellimminente passaggio di Telecom in mano al gruppo spagnolo di Telefonica, chiede al conduttore se la trasmissione Ballarò sia ancora italiana oppure stia per passare a unazienda rumena. Poi parla del fatto di aver capito che Balotelli pare essere sempre così arrabbiato perché è italiano. Infine, piccola battuta sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, imitando il deputato del Pdl Razzi che in pratica non ha ancora capito il motivo della condanna del proprio leader politico. 

Si passa quindi a parlare dei problemi economici dellItalia, partendo da Giorgio Mulè che punta il dito su una questione di cui da tantissimo tempo se ne parla, ma in realtà non se ne è mai fatto niente. Il direttore di Panorama si riferisce ai tagli alla spesa pubblica, sbandierati da più Governi e di cui mai nessuno Ministro dellEconomia si è veramente occupato in maniera decisa. Sentitosi chiamato in causa, Fassina evidenzia come in realtà il problema non sia tanto nella spesa pubblica italiana, bensì nel fatto che il prodotto interno lordo sia stato molto più basso di quanto si potesse immaginare, mettendo tutto in difficoltà. Leditorialista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini fa presente come tuttavia si sarebbe aspetto tuttaltro impatto da parte dellattuale Governo Letta che non ha fatto quanto fosse lecito attendersi. Piccolo diverbio tra il vice Ministro Fassina e il vice Presidente di Confindustria Regina. Secondo questultimo, i conti non tornano in quanto se da un lato è aumentato il gettito dello Stato per le tasse, dallaltro è continuata a crescere anche la spesa pubblica. Ovviamente secca la smentita da parte di Fassina. Altri battibecco poi che vede sempre protagonista Fassina ma questa volta la Bernini sulla questione relativa alla parziale eliminazione dellImu, con i due che hanno una idea molto diversa sullimportanza di questa operazione e soprattutto sulla sua utilità per la ripresa delleconomia stessa. Tabacci da parte sua, ricorda come il Pdl non affrontò la fase di crisi in maniera ottimale, parlando allepoca di una suggestione psicologica creata dalla sinistra e come lui non veda queste famose grandi intese in Italia come invece sta accadendo in Germania già da qualche anno. Viene mandata in onda lintervista effettuata alla figlia di Silvio Berlusconi, Barbara, che palesa come suo padre sia piuttosto adirato per il fatto di passare come un evasore e inoltre smentisce la possibilità di un futuro nel mondo della politica (Nella pagina seguente il video dell’intervista di Andrea Scazzola a Barbara Berlusconi).

La Bernini, ci tiene a sottolineare come a destabilizzare il Governo Letta non sia stata la condanna di Berlusconi in se per se ma la incostituzionalità della legge Severino. Su questo tema, botta e risposta tra Severgnini e la Bernini, con il primo le chiede cosa debba fare Berlusconi affinché possa far scaturire nel Pdl una qualche forma di reazione, mentre al seconda lo invita ad essere meno sicuro delle cose. Si parla adesso del possibile aumento dellIva che dal primo ottobre 2013 potrebbe passare al 22%. Questo, come evidenzia Vaciago, sarà un grande problema per tutte le famiglie italiane in quanto si darà modo di indebolire ulteriormente i consumi. Vaciago rimarca come sia stato sconsiderato da parte del Governo farsi prima carico dellImu che del resto in tutta Europa si paga, che tra laltro sarebbe dovuta essere rimodulata in maniera più equa, e non pensare principalmente allIVA che invece così colpisce alla stessa maniera tutti a prescindere dalle proprie possibilità economiche. 

Fassina in questo specifico campo, sembra avere le idee piuttosto chiare in quanto evidenzia che visto l’impossibilità di reperire i 6 miliardi necessari per tutte le operazioni che il Governo vuole fare, occorre decidere se reinserire l’Imu facendo pagare i più ricchi oppure dar vita all’aumento dell’Iva. Ovviamente Bernini non è d’accordo su quanto affermato Fassina. Secondo il punto di vista di Confindustria e quindi del presente in studio Regina, la priorità in questo momento non è né l’Iva e neppure l’Imu, bensì il lavoro citando gli investimenti che sta facendo a tal proposito la Spagna per tirarsi fuori dal problema della disoccupazione. Il tema dell’ultima parte della trasmissione è ancora incentrato sulla spesa pubblica e sul fatto che in Italia si pagano tasse salatissime come ad esempio succede in Danimarca, con la sola differenze che i servizi offerti non sono nemmeno lontanamente paragonabile. Infatti, viene citato uno studio che evidenzia come i danesi siano il popolo più felice al mondo nonostante paghi le tasse più salate del globo. 

Come consuetudine il programma si chiude con i sondaggi sulle intenzioni di voto che non sembrano essere molto lontani da quelli della scorsa settima con il Partito Democratico al comando con il 29,4% dei voti, il Pdl al 27%, il Movimento Cinque Stelle al 21%, Sel di Nichi Vendola al 4,4% mentre sprofonda Scelta Civica al 3,7%, la Lega Nord al 3,4%, l’UDC in risalita al 3,0%, Fratelli d’Italia al 2,1% e Rifondazione Comunista all’1,1%. Battute finali con Severgnini che si dice essere rimasto deluso dal M5S che poteva dare veramente una svolta al Paese, Bernini ha un nuovo confronto con Fassina mentre Regina spera che il Governo possa occuparsi finalmente dei problemi del Paese.

 



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