CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Caterina Chinnici, figlia del giudice ucciso dalla mafia nel 1983

- La Redazione

A Che tempo che fa Caterina Chinnici presenta il libro ” così lieve il tuo bacio sulla fronte – Storia di mio padre Rocco”, giudice ucciso dalla mafia, dal 2 gennaio in libreria

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Caterina Chinnici

Anche il magistrato Caterina Chinnici sarà tra gli ospiti di “Che tempo che fa”, la trasmissione condotta su Rai Tre da Fabio Fazio nella serata di domenica 19 gennaio. Nata a Palermo, nel 1954, Caterina è figlia di Rocco Chinnici, giudice che è stato ucciso dalla mafia nel luglio del 1983. Anche lei ha intrapreso la strada della magistratura, dopo essersi laureata in Giurisprudenza all’Università di Palemo a soli ventuno anni, conseguendo il massimo dei voti e una meritata lode accademica. Il suo primo incarico è stato quello di pretore, ricoperto a Caltanissetta, cui ha poi fatto seguito l’esperienza amministrativa collezionata all’interno del Ministero di Grazia e Giustizia. Terminato questo incarico, ha fatto ritorno a Caltanissetta, al fine di svolgere funzioni requirenti nella locale Procura prima, per poi operare nella Corte di Appello. A partire dal settembre del 1995 ha svolto la funzione direttiva come Procuratore presso il Tribunale dei minorenni, sempre nel nisseno, diventando perciò il più giovane magistrato ad essere chiamato in questa delicata funzione. Una funzione resa estremamente complicata anche dal fatto che il territorio in cui è stata chiamata ad operare, mostra un singolare intreccio tra devianza minorile e criminalità organizzata. Un incarico che è stato ricoperto sino al novembre del 2008, quando è stata chiamata a ricoprire la stessa funzione presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, ricoprendolo sino al giungo dell’anno successivo, impegnandosi duramente nell’opera di prevenzione.Va inoltre ricordato che Caterina Chinnici è stata incaricata tra il novembre e il dicembre del 2001 di partecipare su incarico del Ministero di Grazia e Giustizia alla conferenza europea tenuta a Budapest, e subito dopo a quella mondiale tenuta a Yokohama, in Giappone, che aveva come tema la protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale. Nellanno successivo, sempre designata dal Ministro della Giustizia, è stata quindi nominata in qualità di componente della Commissione per le Adozioni Internazionali, venendo successivamente prescelta come vicepresidente dello stesso organismo, collaborazione che è poi proseguita nel corso degli anni successivi, quando ha ricoperto il ruolo di consulente. Il 2004 l’ha invece vista chiamata a far parte della Commissione formata al fine di studiare il fenomeno della recidività dei minori già autori di reati. A partire dal 2008, è entrata a far parte dellOrganismo centrale di raccordo che è stato istituito al fine di proteggere i minori comunitari non accompagnati, un organismo costituito all’interno del Ministero dellInterno. Inoltre è stata chiamata a far parte della Commissione mista organizzata con il fine di sovrintendere alla attuazione dellAccordo bilaterale tra Italia e Romania sempre per proteggere i minori non accompagnati o in condizioni di difficoltà presenti sul nostro territorio. Nel giugno del 2009, è stata chiamata da Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, a ricoprire l’incarico di assessore regionale alla Famiglia, per le Politiche Sociali e alle Autonomie Locali, ricoperto sino al dicembre dello stesso anno. Incarico mutato poi con quello riguardante le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, svolto dal primo giorno del 2010.

Una grande carriera, ispirata naturalmente dalla figura del padre, al quale ha dedicato il libro “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte”. Un libro nel quale il ricordo del magistrato, che fu il primo ad essere ucciso dalla mafia, emerge in maniera prepotente intrecciando l’aspetto professionale a quello familiare. La stessa Caterina Chinnici ricorda pagina dopo pagina le ore trascorse insieme, la tendenza del padre a non parlare di lavoro nel tempo dedicato alla famiglia, se non per porre un particolare accento sulla pericolosità della criminalità organizzata. Naturalmente, nella narrazione diventa centrale il periodo immediatamente precedente alla tragedia, con le minacce sempre più pressanti e una atmosfera pesante ad assumere la valenza di una cappa. Anche gli attimi precedenti all’omicidio, preceduto da un bacio lieve e delicato che ricorda nel titolo del suo libro, hanno grande rilievo nel ricordo di Caterina Chinici, sino a diventare indimenticabili.



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