CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Pif, Pierfrancesco Diliberto, regista di “La mafia uccide solo d’estate”

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, regista e protagonista del film “La mafia uccide solo d’estate”, sarà ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” domenica 19 gennaio 2014

19.01.2014 - La Redazione
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Una scena del film

Tra i vari ospiti che prenderanno parte alla puntata di “Che tempo che fa” di domenica 19 gennaio 2014 c’è anche Pierfrancesco Diliberto, in arte “Pif”. Diliberto è un giornalista, un conduttore televisivo e, da poco, anche un regista. Pierfrancesco Diliberto viene al mondo il giorno 4 giugno del 1972, a Palermo. Suo padre Maurizio è regista, per cui il piccolo Pierfrancesco nasce e cresce immerso nel mondo del cinema. Fatto, questo, che gli influenzerà ovviamente il resto della vita. Dopo aver preso la maturità scientifica, infatti, si trasferisce a Londra e lì prende parte a una serie di corsi di “Media Practice”. Grazie a queste esperienze entra nel team guidato dal regista Marco Tullio Giordana nella realizzazione partita nel 1998 del pluripremiato “I cento passi”. In quello stesso anno prende parte a un concorso indetto da Mediaset e diventa autore televisivo. La sua prima esperienza in qualità di autore è riconducibile all’anno 2001, quando lavora alle puntate di “Candid & Video Show”, un programma che va in onda su Italia 1. Di lì a poco, però, prenderà parte anche al programma che lo farà diventare popolare in tutta Italia: diventa infatti inviato del programma “Le Iene”, all’epoca condotto da Simona Ventura. La sua esperienza alle “Iene” e nelle reti Mediaset si conclude nel 2007, quando diviene veejay di MTV. In quell’anno conduce una parte dell’MTV Day e dà vita al programma (di cui è autore e unico interprete) “Il testimone”. Questo programma è, sostanzialmente, un contenitore di inchieste e reportage condotte in prima persona dallo stesso Pif. Nel corso delle varie puntate (dal 2007 a oggi) Pif ha affrontato gli argomenti più disparati. Nel 2011 la sua trasmissione diventa per qualche tempo “Il testimone vip”, una variante del programma in cui Pierfrancesco segue da vicino la vita quotidiana di alcuni personaggi famosi, siano essi sportivi, musicisti o attori. Pierfrancesco si cala anche nei panni dello scrittore, scrivendo un racconto intitolato “Sarà stata una fuga di gas” nell’opera corale “Dove Eravamo. Vent’anni dopo Capaci e Via d’Amelio”, pubblicato da Caracò Editore. Il libro è uscito in concomitanza con la celebrazione dei venti anni passati dalla morte dei due magistrati uccisi dalla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Pierfrancesco ha da poco esordito anche al cinema in qualità di regista. Dopo una vita davanti alla macchina da presa, infatti, a Pif è stata offerta la possibilità di dare vita alla sua immaginazione dirigendo una squadra di attori (tra i quali Cristiana Capotondi e Claudio Gioè, oltre che se stesso) nel film “La mafia uccide solo d’estate”. Questo film, per certi versi autobiografico (ma non troppo) parla dell’infanzia di un ragazzo nato e cresciuto in Sicilia negli anni in cui la mafia si faceva sentire e valere a suon di bombe, attentati e morti in mezzo alla strada. La vicenda racconta dunque delle vittime uccise tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90: il generale Dalla Chiesa, Giovanni Falcone o Paolo Borsellino. Lo stile di quest’opera prima è molto simile a quello che Pierfrancesco usa nel corso delle varie puntate del suo “Il testimone”, in onda su MTV. In particolare, molto simili sono il racconto fatto in prima persona dallo stesso Pif e il finale in cui mostra a suo figlio i luoghi in cui sono morti i servitori dello Stato, tenendo in mano una telecamera. 

Per pubblicizzare questo film Pif ha scelto una campagna basata essenzialmente sull’aiuto dei suoi fan: su Facebook ha infatti chiesto a chiunque lo seguisse di girare e postare sui social network un video in cui si parlava, in qualche modo, del suo film. In questo modo è riuscito a dar vita ad una campagna basata essenzialmente sul passaparola su Facebook, Twitter e Google+ e tutti gli altri social network. In merito a questo film, Pif ha spiegato (proprio durante una puntata di “Che tempo che fa”, quella del 24 novembre scorso) di aver deciso di girare una pellicola del genere principalmente perché “quando mi sono trasferito a Milano molte persone continuavano a farmi domande anche ingenue sulla mafia. Da questo fatto ho capito che la mafia è un argomento ancora troppo poco conosciuto. Per questo ho voluto spiegare cos’è in questo film“.

Pierfrancesco è fidanzato da anni con la giornalista di “Servizio Pubblico” Giulia Innocenzi. Piccola curiosità: il soprannome “Pif” gli è stato dato dal suo collega (nonché ex Iena come lui) Marco Berry nel corso della preparazione di un servizio.

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