CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Vera Vigevani Jarach, protagonista della web serie “Il rumore della memoria”

Tra gli ospiti di Fabio Fazio ci sarà anche Vera Vigevani Jarach, 85 anni. Ebrea italiana fuggì in Argentina con la famiglia allinizio del 1939, a causa delle leggi razziali

26.01.2014 - La Redazione
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Vera Vigevani Jarach

Tra gli ospiti di questa sera di “Che tempo che fa” ci sarà anche Vera Vigevani Jarach. Nata nel 1928 a Milano, negli anni in cui si stava affermando ed imponendo la dittatura fascista e si stavano promulgando le prime leggi razziali che avrebbero portato agli orrori della Seconda Guerra Mondiale e allo sterminio della popolazione ebrea. Vera a la sua famiglia così si trovarono costretti a emigrare in Argentina, nel 1938, per sfuggire alle persecuzioni fasciste, perché erano ebrei. Ma la sua famiglia non restò immune alle persecuzioni, perché suo nonno, Ettore Felice Camerino, si rifiutò di lasciare l’Italia e venne successivamente arrestato e rinchiuso ad Auschwitz nel 1944, e nel lager morì nella camera a gas. A Buenos Aires però il destino di Vera sembrava sereno: conobbe e sposò Giorgio Jarach da cui ebbe una figlia che chiamarono Franca. Intanto iniziò a lavorare come inviata all’estero dell’ANSA. Ma nemmeno l’Argentina era un paese tranquillo, perché nel 1976 ci fu il golpe che portò al potere Videla. Dal 1976 al 1983 vi fu così un’opera di progressiva repressione dei tentativi di ribellione del popolo argentino, che però non avvenne in modo palese e dichiarato, ma nascosto e sotterraneo. Questo affinché l’attenzione dei paesi internazionali non venisse attirata su quello che stava succedendo. I dissidenti infatti venivano rapiti nottetempo, soli o addirittura con le loro famiglie, trasportati in campi di concentramento dove venivano torturati. Solo raramente venivano rilasciati, più spesso fatti sparire, gettati in mare con i cosiddetti “voli della morte”, o uccisi e i cadaveri nascosti.Si trattava dei cosiddetti “desaparecidos”, e nel 1976 anche Franca, la figlia di Vera, che aveva all’epoca soltanto diciotto anni, incontrò lo stesso destino. Fu rapita e scomparve nel nulla, e i suoi genitori non ne seppero più niente. Molto probabilmente fu gettata in mare a sua volta, come tante persone che avevano incontrato la stessa sorte. Ma Vera non si rassegnò a quella perdita tragica e assurda, e si unì ad altre donne che avevano subito la sua stessa perdita per formare il gruppo delle coraggiose “Madres de Plaza de Mayo”, costituito da tutte le mamme che avevano visto i propri figli sparire nel nulla e che si erano riunite la prima volta proprio in piazza de Mayo, a Buenos Aires, per far conoscere al mondo quello che stava succedendo in Argentina. Grazie alla testimonianza pacifica e disperata di queste donne, tra le quali c’era anche Vera, il mondo poté sapere cosa stava facendo il regime di Pinochet.

Vera Vigevani Jarach ha così sempre portato avanti la sua coraggiosa opera di testimonianza, per mantenere sempre viva la memoria dei due tragici eventi cui ha dovuto assistere nei suoi oltre ottant’anni di vita. Oltre a prendere parte ad incontri e convegni, ha anche scritto numerosi libri, tra i quali “I ragazzi dell’esilio. Argentina 1975 – 1984” e “Il silenzio infranto; il dramma dei desaparecidos italiani in Argentina”. Nel 2011 è stata insignita nella sua città, Milano, dell’Ambrogino d’Oro, la più alta onorificenza che possa essere assegnata ad un cittadino milanese. In questi giorni Vera Vigevani Jarach, protagonista della web serie del Corriere della Sera “Il rumore della memoria”, in cui racconta la sua vita dalla Shoah ai desaparecidos.



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