SERVIZIO PUBBLICO/ Vincenzo Scarantino arrestato dopo la diretta da Santoro. Puntata 30 gennaio 2014

- La Redazione

Al termine della puntata di ieri di Servizio Pubblico, il falso pentito di mafia Vincenzo Scarantino, colui che depistò le indagini sulla strage di via D’Amelio, è stato arrestato

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Michele Santoro (Infophoto)
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Al termine della puntata di ieri di Servizio Pubblico, il falso pentito di mafia Vincenzo Scarantino, colui che depistò le indagini sulla strage di via D’Amelio, è stato arrestato dalla squadra mobile di Torino. Una volta uscito dagli studi di Cinecittà, dove ha partecipato alla trasmissione condotta da Michele Santoro indossando una maschera bianca per non essere riconosciuto, lauto della produzione con a bordo Scarantino è stata affiancata e fermata da alcune volanti. Gli agenti hanno quindi preso in consegna lex collaboratore di giustizia che, nel novembre scorso avrebbe abusato di una ragazza disabile nella comunità dove aveva trovato lavoro come educatore. Scarantino aveva fatto poi perdere le sue tracce, ma la partecipazione alla trasmissione ha permesso alle forze dellordine di rintracciarlo e arrestarlo.

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Nella puntata di giovedì 30 gennaio 2014 della trasmissione Servizio Pubblico condotta da Michele Santoro e dedicata ad alcuni fatti legati alla mafia, ci sono come ospiti oltre a Marco Travaglio anche il direttore del periodico Panorama Giorgio Mulè, lesponente del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e Giulia Sarti sempre del Movimento 5 Stelle. La puntata come consuetudine ha inizio con il solito editoriale curato da Michele Santoro nel corso del quale parla del caso Toto Riina che dalla propria cella ha fatto minacce molto precisa al magistrato di Matteo e inoltre dedica un passaggio anche a Giuliano Ferrara che avrebbe detto che i magistrati antimafia senza la mafia non saprebbero cosa fare, frasi che Santoro sottolinea essere state dette anche dallo stesso Totò Riina. Vengono mandante in onda le immagini e laudio di quello che si sono detti Totò Riina e il proprio compagno di cella Alberto Lorusso. Un secondo servizio invece, fa ascoltare laudio originale della telefonata tra lex presidente del Senato Nicola Mancino e quello che allepoca dei fatti era il consigliere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Loris DAmbrosio. Viene proposto un terzo documento nel quale il magistrato Di Matteo, parla della presunta trattativa mafia-Stato che secondo lui avrebbe avuto leffetto poco positivo di aumentare la consapevolezza della propria forza da parte della mafia che a quel punto avrebbe capito che grazie alluso delle bombe sia possibile ottenere qualsiasi cosa. Tornati in studio però, si incomincia a parlare di quanto avvenuto in Parlamento con il Movimento 5 Stelle che sul decreto Imu-Bankitalia si è visto utilizzare contro la cosiddetta ghigliottina. Di Maio evidenzia come sia una cosa fuori dai regolamenti ed evidenzia come con lostruzionismo da loro messo in atto si sarebbero potute bloccare diverse legge ad personam a favore di Berlusconi. La Sarti rispondendo a una precisa domanda evidenzia come lobiettivo del proprio partito sia quello di fare in modo che vengano ripristinate le regole e che non succedano situazioni come quella appena accaduta in cui si regalano 7,5 miliardi di euro alle banche con la scusa di coprire il mancato gettito derivante dallabolizione dellimu. La deputata battezza come incostituzionale tale decreto e spera che il presidente Napolitano non la firmi. Di Maio lancia lallarme che quanto successo sia un tentativo di bloccare lopposizione mentre attacca Napolitano definendolo di parte. Santoro con la collaborazione di Dragoni evidenzia come in realtà sia stata eseguita una ricapitalizzazione di Bankitalia, cosa che non succedeva praticamente da 80 anni anche se sottolinea come alla fine a sorridere saranno i soci che potranno contare su dividendi superiori rispetto al passato. Si torna a parlare della trattativa Stato-mafia con un nuovo stralcio della telefonata intercettata tra Mancino e DAmbrosio. Tornati in studio parlando della decisione del Movimento 5 Stelle che starebbe per presentare limpeachment per Napolitano in quanto ha firmato documenti e quindi decreti decisamente incostituzionali, con la Sarti che aggiunge come a suo dire abbia interferito sulle indagini in corso sulla trattativa Stato-mafia facendo distruggere lintercettazione di una telefonata nella quale Napolitano parla con Mancino. Sulla legge elettorale, i due rappresentanti del M5S sottolineano come sia stata decretata da un incontro avvenuto tra Renzi e Berlusconi mentre loro hanno richiesto online il parere dei cittadini.

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Poi si passa alle nuove verità di Scarantino, luomo che in primo momento assunse su di sé tutte le responsabilità nellattentato di via dAmelio nel quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino salvo poi ritrattare tutto. Scarantino in questa esclusiva intervista, rivendica di essere stato trattato malissimo in carcere tantè che ha perso in un solo anno 50 kg. Scarantino parla delle pressioni che ha subito dallufficiale giudiziario La Barbera e tanti altri, che volevano farlo diventare a tutti i costi una sorta di Buscetta. Scarantino entra nello studio con una sorta di maschera sul viso ed un cappello in maniera tale che non possa essere riconoscibile. Il direttore Mulè riconosce che effettivamente i magistrati hanno dato ragione alla ricostruzione offerta da Scarantino. Viene mandata in onda la ricostruzione di quello che successe tra lo stesso Scarantino e Totò Cancemi con il primo che parla di una riunione dei boss prima dellattentato di via dAmelio con Riina che disse di farlo saltare in aria mentre il secondo smentisce questa ricostruzione. Travaglio fa presente come ci sia un meccanismo ben consolidato per cui dopo una strage cè un tentativo di depistaggio il che non fa capire dove finisca la mafia ed inizi lo stato. Viene quindi mandato in onda un nuovo servizio nel quale si vedono parlare ancora Riina con Lorusso con il primo che dedica anche una frase a Berlusconi evidenziando come dovrebbe stare in carcere a vita. Mulè rimarca come la mafia abbia tentato senza riuscirci di agganciare i nuovi partiti mentre cè una piccola discussione con Travaglio in merito al processo nel quale è stato assolto Mori e non sono state trovate prove di una presunta trattativa. Altro video molto interessante è quello in cui viene sentito Tanino Murana che rivendica come anche Scarrantino sia una vittima in quanto ha dovuto accusare se stesso e proprio Murana portandolo a subire 19 anni di carcere duro. Scarrantino confessa che lo stato fa più paura della mafia in quanto ti lascia morire piano piano ed inoltre sottolinea come tutti sapevano della sua innocenza e che questo gli ha fatto perdere laffetto della propria famiglia che non vede da anni. Scarantino dice che gli sia stato imposto di dire il falso da La Barbera e Bo. Ora lui vorrebbe incontrare i propri figli per chiedere perdono per aver rovinato la loro vita. Nella parte conclusiva della puntata si parla del suicidio nel carcere di Rebibbia di Nino Gioè che secondo il gli ospiti in studio non è plausibile.

Questa sera, alle ore 21.10 su La7, scatta una nuova puntata di Servizio Pubblico, il talk show politico condotto da Michele Santoro. Al centro dellappuntamento odierno – dal titolo Stato criminale – troveremo le intercettazioni delle telefonate tra Loris DAmbrosio, consulente giuridico del Quirinale, e lex ministro e presidente del Senato Nicola Mancino. Si parlerà, ovviamente, di mafia e di politica e del processo sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra. E per rimanere in tema, spazio al falso pentito Vincenzo Scarantino, luomo che si era accusato, salvo poi ritrattare tutto, della strage di Via dAmelio (19 luglio 1992) nella quale persero la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Scarantino racconta come un gruppo di poliziotti lo facesse studiare forzatamente, lo preparasse agli interrogatori; è attualmente imputato a Caltanissetta, per calunnia. E per la prima volta davanti alle telecamere parla il presunto Faccia da mostro, Giovanni Aiello, un ex poliziotto della squadra mobile di Palermo sospettato di essere un killer di Stato. Non mancherà anche una finestra sugli ultimissimi fatti della politica: tra legge elettorale e spettro di nuove elezioni. Tra gli ospiti in studio troveremo Giorgio Mulè, direttore di Panorama e Marco Travaglio. Chiusura affidata, come sempre, alle vignette satiriche di Vauro Senesi.

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