LA GABBIA / I genovesi biasimano i politici per i danni dei nubifragi. Puntata 12 ottobre 2014

- La Redazione

La Gabbia, puntata domenica 12 ottobre 2014: nello studio di Gianluigi Paragone si è discusso principlamente dei danni del nubifragio genovese e del Movimento 5 Stelle. 

la-gabbia-paragone
La Gabbia

Ieri, domenica 12 ottobre 2014, è andata in onda nella prima serata di La7 unaltra puntata de La Gabbia. Vediamo quali argomenti si sono affrontati ieri nello studio della trasmissione. Gianluigi Paragone introduce i temi della puntata, incentrata soprattutto sull’alluvione a Genova. Ospiti della puntata il cantante Francesco Baccini, i giornalisti Peter Gomez, Giuseppe Cruciani e Giampiero Mughini e il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti. La giornalista del Tg La7 Maria Covotta, in diretta da Genova, ha raccolto la rabbia dei cittadini colpiti dall’alluvione, che oltre a danni incalcolabili ha causato una vittima. A Genova non piove, ma nella notte sono previste forti piogge. Il genovese Baccini ha definito le alluvioni nella sua città una triste abitudine, ed è convinto che tra qualche giorno nessuno si preoccuperà più dell’argomento. Secondo Gomez i politici ordinano l’esecuzione di lavori a maggiore visibilità, per rafforzare il consenso elettorale, come è successo a Genova. Mughini sottolinea che le somme per gli interventi erano state stanziate ma sono rimaste inutilizzate, come avviene frequentemente. Cruciani concorda con Gomez e sottolinea che Genova, per come è stata costruita, è destinata a subire questi fenomeni nel tempo. In un reportage vengono mostrate le drammatiche immagini dei danni causati dalla furia del torrente Bisagno e viene dato ampio spazio alla voce dei cittadini. Ogni imprenditore ha una sua storia ma, in linea di massima, concordano nel definire i politici i responsabili di quanto è successo, a causa del mancato intervento sul territorio, nonostante le tasse siano in continuo aumento. Gomez sottolinea che i politici dovrebbero chiedere scusa ai genovesi che hanno pagato le tasse e non hanno ricevuto in cambio alcun intervento preventivo. Secondo Zanetti l’abolizione indiscriminata delle imposte non è la soluzione ideale, è preferibile restituire benefici fiscali in proporzione ai danni subiti. Il suo intervento genera la disapprovazione di parte del pubblico e un ragazzo, in particolare, da anche dell’imbecille a Zanetti. In un servizio vengono mostrate le immagini della manifestazione del MoVimento 5 Stelle, a cui ha partecipato anche il leader Grillo, che ha rilanciato la proposta di abolire l’euro raccogliendo milioni di firme per una legge popolare. In studio arrivano anche il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia, fuoriuscito dal MoVimento 5 Stelle, e l’economista Lidia Undiemi. Secondo Favia, l’unico modo per evitare che queste tragedie si ripetano è cambiare l’attuale classe politica, espressione del peggio della società. Lidia Undiemi sottolinea che Grillo non ha studiato gli scenari possibili sul dopo euro e dubita che avverrà, come dimostra l’esperienza di Cipro. Secondo Gomez in un momento come questo la politica dovrebbero comportarsi da manager e valutare le soluzioni migliori, evitando, ad esempio sprechi come la Tav che, come dimostrato da decine di studi, non darà alcun beneficio. Favia concorda con Gomez ed evidenzia che ci sono altre priorità, come ad esempio la messa in sicurezza delle scuole e il contrasto al dissesto idrogeologico. L’inviato Manuele Bonaccorsi ha intervistato il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, chiedendo il suo parere sul caso Fiat, che paga le tasse all’estero ma usufruisce di fondi pubblici (lo stato paga 33.000 operai in cassa integrazione della società automobilistica). Il ministro glissa sulle domande dell’inviato, che sottolinea come nell’impresa di famiglia (la Ducati energia), il ministro, prima di assumere la carica, abbia agito come Marchionne, diminuendo il numero degli operai in Italia e trasferendo parte della produzione in Romania e Croazia. Elisabetta Aldrovandi del comitato No Tax Area ha denunciato che i terremotati dell’Emilia hanno ricevuto solo il 10% di quanto stanziato e che, dopo l’alluvione del modenese, non c’è stato alcun intervento sul letto dei fiumi (l’ultima risalirebbe al 1973). Zanetti promette di prendere in mano la situazione dei terremotati e sottolinea che l’internazionalizzazione è un valore se comporta l’approdo su nuovi mercati, altrimenti si parla di delocalizzazione, fenomeno che non dovrebbe essere agevolato. Cruciani difende l’operato di Marchionne, che ha salvato la Fiat dal fallimento e crede che il problema sia dell’Italia, dove le imposte pagate sono troppo alte. In un servizio si è parlato del Cnel, ente che dovrebbe essere abolito a breve, che costa ogni anno 19 milioni di euro. Nelle assemblee periodiche si registrano assenze record, anche da parte dei leader delle principali associazioni sindacali (che percepiscono uno stipendio lordo di 25.000 euro per le loro cariche all’interno dell’ente). Cruciani sottolinea che l’ente non è mai servito a nulla, se non a distribuire potere e poltrone. Favia sottolinea che l’esempio del Cnel non è l’unico. Si torna a parlare di Grillo, e Cruciani esprime tutte le sue perplessità, sottolineando i toni da estrema destra, con campagne basate sull’uscita dall’euro, la lotta all’immigrazione clandestina, il reddito di cittadinanza, la lotta alle banche, temi non utilizzati neanche da Mussolini. La sottosegretaria al lavoro Teresa Bellanova è stata citata dall’ex addetto stampa Maurizio Pascali, assunto con partita Iva. Secondo i legali di Pascali si trattava in realtà di un rapporto di lavoro dipendente e la partita Iva è stata utilizzata esclusivamente per ridurre i costi. A complicare la situazione di Teresa Bellanova una lettera di referenze, da lei sottoscritta, dove descrive Pascali come uno stretto collaboratore. Intervistata, Teresa Bellanova ha smentito tutte le accuse e ha dichiarato di non aver sottoscritto quella lettera (diversamente da quanto dichiarato in Tribunale).Dopo la satira di Saverio Raimondo, in un servizio vengono intervistate alcuni imprenditori agricoli veneti, che stanno distruggendo la loro produzione, poiché il profitto, gravato dalle tasse e dai prezzi elevati del carburante, non riesce a coprire i costi di produzione. Dopo l’editoriale “I pentiti dell’euro” di Paolo Barnard, la trasmissione si conclude con il brano “Genova Blues”, interpretato dalla Skassakasta e Francesco Baccini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori