CRISTIADA/ Fede e libertà in un film coraggioso sul “cambiamento”

- Ilenia Provenzi

Diretto da Dean Wright, finalmente è arrivato anche in Italia il film con Andy Garcia che racconta la storia dei Cristeros messicani. La recensione di ILENIA PROVENZI

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Una scena del film

A volte il cinema diventa uno strumento per diffondere la conoscenza, raccontare storie rimaste invisibili e stimolare la riflessione sui grandi temi. Diretto da Dean Wright, Cristiada è un film epico e toccante che rievoca la guerra civile tra i Cristeros e il Governo messicano negli anni Venti, quando lo spietato presidente Plutarco Calles decise di reprimere la libertà di culto, impedendo ai sacerdoti cristiani di celebrare la messa e indossare labito.

La reazione dei cristiani, allinizio, fu una protesta pacifica: cominciarono a comprare il minimo indispensabile, colpendo leconomia. Fu allora che Calles non esitò a ricorrere alla forza, uccidendo i sacerdoti e rifiutando di trattare. Anche i cristiani impugnarono le armi, per difendere il valore supremo della libertà e affermare la forza della loro fede.

Lo sfondo storico, ricostruito con cura e realismo, è il teatro in cui si muovono i personaggi che incarnano gli ideali e le paure che si scontrano nel film. A spiccare è il Generale Gorostieta, interpretato da Andy Garcia, inizialmente scettico nei confronti della fede ma sostenitore convinto del valore assoluto della libertà. questo il motivo che lo spinge ad accettare la proposta dei Cristeros, che lo vogliono alla guida del loro esercito. Grazie alla sua abilità militare, Gorostieta riesce a trasformare una banda di ribelli in una forza organizzata, capace di tenere testa al Governo e di difendere la propria causa.

Il suo percorso interiore colpisce lattenzione e il cuore dello spettatore. Davanti alla fiducia incrollabile in Cristo che possiedono le persone con cui entra in contatto, il Generale si interroga sul significato della fede e sulla sorgente del coraggio dimostrato dai Cristeros. Uomini e donne rischiano la vita per difendere la libertà di essere cristiani e di praticare la propria religione. Che cosa alimenta la speranza, che cosa porta ad affrontare qualsiasi pericolo, anche la morte, in nome di ciò in cui si crede?

La vicenda del piccolo José, un adolescente monello che diventa, dopo lincontro con un prete coraggioso, un difensore della fede fino al martirio, sconvolge Gorostieta e ispira la sua conversione. Le persone normali si trasformano, quando sanno di lottare per la libertà. Non esistono compromessi.

Ma è giusto rispondere alla violenza con la violenza? La domanda, sottesa alla storia, non ha una risposta semplice. Di fronte alla follia autoritaria e omicida di Calles, usare le armi diventa la misura estrema per difendere la giustizia. un argomento di grande attualità, perché i temi delloppressione, della guerra e della pace riguardano tutti i paesi, in ogni epoca.

La scelta di produrre un film che parla di una vicenda storica poco conosciuta, trascurata dai libri e costellata di eroi rimasti invisibili, è coraggiosa. Il regista ha dichiarato di essere rimasto colpito, leggendo la sceneggiatura, dal modo diverso con cui ogni personaggio reagisce alla perdita della libertà: ognuno “commette degli errori, ma cambia e cresce, e infine sceglie il sacrificio”. Wright ha così individuato il motivo per cui Cristiada è un film universale: le storie individuali si intrecciano con la Storia, in un mosaico di sentimenti, pensieri e scelte profondamente umani.

La Guerra Cristera non è lontana da noi e, nonostante gli eventi si siano svolti in Messico, la riflessione sulla libertà di culto e sulla fede che anima il coraggio e porta al sacrificio, la forma più grande di amore, appartiene al mondo intero.

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