REPORT/ TTIP: benedizione o apocalisse? Puntata 19 ottobre 2014

- La Redazione

Report, anticipazioni puntata 19 ottobre 2014: nello studio di Rai 3 di Milena Gabanelli, oggi, si parlerà del trattato che unisce nel commercio l’Europa e gli Stati Uniti

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Milena Gabanelli, conduttrice di Report
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Al centro dellinchiesta della puntata di Report di domenica, 19 ottobre 2014, cè il TTIP, ovvero il Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti. Il TTIP è un accordo di libero scambio in preparazione tra i Paesi dellUnione Europea e gli Stati Uniti. Il Premier Matteo Renzi lo ha recentemente definito come una scelta strategica e culturale. Il TTIP porterà degli indubbi vantaggi in termini di crescita del PIL e dei posti di lavoro, per merito dellabolizione dei dazi doganali, laumento degli investimenti e il superamento delle diverse regole sui prodotti fra i diversi Stati. Proprio questultimo aspetto però potrebbe avere delle ripercussioni negative sui Paesi europei, in particolare sullItalia, e sui suoi cittadini. su queste zone dombra che si concentra lindagine di Roberto Pozzan, “Il segreto nel piatto”. Quello agroalimentare è un settore strategico su cui sono puntati gli occhi delle più grandi multinazionali. Ed è qui che lItalia si gioca una grossa fetta del suo futuro commerciale. Linchiesta parte da un mercato americano e dai suoi negozianti, che lamentano la presenza di ormoni e antibiotici nella carne made in USA, contrariamente a quella italiana. Il direttore di Unicarve Marchesin lo conferma: la nostra carne segue delle rigide regole di produzione ed etichettatura, per quella statunitense non è così. E infatti al Walmart, la più grande catena di supermercati USA, la carne non è tracciabile e le merci spacciate come italiane non hanno niente a che fare con i prodotti nostrani. Perché la produzione OGM non ha incontrato opposizione dai consumatori americani lo spiega Jeff Moyer, ex direttore dellorgano consultivo sul biologico del governo: semplicemente non è stato mai chiesto un parere, gli statunitensi non sanno quello che cè nella loro carne. Una limitazione della libertà di scelta che potrebbe in futuro coinvolgere lEuropa. Il punto, spiega Milena Gabanelli, è che le clausole del trattato non sono pubbliche. Per gli USA laccordo sullagroalimentare è imprescindibile e la richiesta è di uniformare i regolamenti. Linformazione al cittadino diventa dunque fondamentale, ma i nostri politici ne sanno pochissimo: la materia è trattata da poche persone che decidono per tutti, e il rischio è che le decisioni siano lasciate in mano alle multinazionali. Il principio di equivalenza (regole valide per tutti) spiegato dal viceministro per lo sviluppo economico Calenda, se per alcuni settori (come quello automobilistico) è semplice da mettere in pratica, per quello agroalimentare e chimico non si rischia di annacquare le nostre tutele più severe? Le parole di Emma Marcegaglia sembrano confermare le previsioni di Lori Wallach, direttore di Public Citizen, organizzazione USA per i diritti dei consumatori: i Paesi europei, stretti dalla crisi, accetteranno condizioni a cui non si sarebbero sottoposti prima. emblematica la questione delletichettatura della carne: già la UE aveva lavorato per leliminazione di quella facoltativa, con dati utili al consumatore come la provenienza e letà dellanimale, fino al paradosso del divieto per la carne come la chianina della definizione di alta qualità, permesso invece alle carni estere. Negli Stati Uniti non è obbligatorio nemmeno riportare il trattamento con ormoni e antibiotici. E come dice ancora Marchesin, più letichetta è anonima, più il consumatore guarda allappeal della confezione. Tutto a discapito dei nostri piccoli allevatori. A rischio allora non è solo il consumatore, ma anche la piccola impresa, fondamento della nostra economia. Oppure, al contrario, saranno le nostre aziende ad aprire, per poter competere, alle biotecnologie, rinunciando alla nostra vocazione alleccellenza. Il viceministro Calenda sostiene che il mandato negoziale dica chiaramente che lesportazione di carne trattata non sarà possibile, lambasciatore americano Gardner dichiara che senza laccordo sullagroalimentare il TTIP non sarà ratificato: chi sta mentendo? Eppure anche in America lagricoltura biologica cè, ed ha regole anche più ferree della nostra, come dimostra il Rodale Institute. Qui ricercano giornalmente metodi alternativi ai diserbanti, agli OGM e allallevamento intensivo, dimostrando che un altro tipo di agricoltura è possibile e conveniente. Allora perché, per esempio, il massiccio uso di pesticidi? Una risposta potrebbe venire dallandamento delle azioni della Monsanto, multinazionale di biotecnologia e potentissima lobby statunitense. Ulteriore prova del dominio dellindustria sono i brevetti sulle sementi, che impoveriscono la varietà dei prodotti. Unaltra questione poco dibattuta è quella dei prodotti DOC, DOP e IGP. Da sempre gli USA si oppongono alle denominazioni geografiche per affermare la possibilità, per chiunque, di usare i nomi registrati. Con il TTIP potremo impedire ancora luso di nomi come Parmigiano o San Daniele? Cè unultima, grande questione su cui cè bisogno di chiarimenti: la minaccia alla sovranità nazionale. I nostri regolamenti potrebbero infatti cedere davanti a un tribunale privato attraverso lo strumento dellISDS, ovvero la garanzia, allinvestitore straniero, di un risarcimento nel caso in cui lo Stato ospite maltratti i suoi interessi ratificati dai trattati commerciali. Questo varrebbe solo per le aziende straniere, che avrebbero quindi un grosso vantaggio rispetto a quelle nazionali. E gli avvocati di questi tribunali non rispondo a nessun regolamento sul conflitto di interesse, sottolinea ancora la Wallach. Uno degli ultimi arbitrati, in Egitto, ha fatto mettere in discussione la legge sul salario minimo approvata dal Parlamento: una conseguenza aberrante. La conclusione è affidata alla Gabanelli: è giusto cercare un equilibrio fra gli interessi economici contrapposti, ma che le decisioni di un trattato così decisivo per il nostro futuro avvengano nelle segrete stanze è intollerabile.

Va in onda su Rai Tre una nuova puntata del programma di attualità Report, visibile anche in diretta streaming. Milena Gabanelli ci porta a scoprire cos’è davvero il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). Clicca qui per seguire la diretta streaming di Report su Rai.tv

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Stasera, domenica 19 ottobre 2014, su Rai 3 va in onda un nuovo appuntamento con Report, il programma dinchiesta condotto da Milena Gabanelli. Il tema centrale della trasmissione sarà il Ttip (Transatlantic Trade and Investiment Partnership), ma nello studio della conduttrice ci sarà anche spazio per un caso riguardante la sanità, riportato allattenzione grazie al servizio di Sigfrido Ranucci. Sembra che in un azienda ospedaliera leccese lanno scorso sia stato impiantato un pacemaker da un addetto alle vendite dellapparecchio stesso e non dal cardiochirurgo specializzato. Clicca qui per vedere il video Rai con le anticipazioni di questa sera.

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4 Stasera, domenica 19 ottobre 2014, andrà in onda un altro appuntamento con il programma di inchiesta e approfondimento Report, condotto su Rai 3 da Milena Gabanelli, a partire dalle 21.40. I temi che verranno affrontati in questa prima serata sono molteplici, a partire dal TTIP, che sta per Transatlantic Trade and Invenstiment Partnership, ovvero laccordo che è in corso tra lUnione Europea e gli Stati Uniti con la finalità di togliere molte delle barriere che limitano i commerci in svariati settori economici tra i due paesi. Proprio a riguardo di questo gli inviati Roberto Pozzan e Giorgio Mottola hanno chiesto a svariati politici se sanno cosa sia, ricevendo però delle risposte negative e dubbiose, a conferma che in moltissimi in realtà non sono per nulla ferrati sullargomento: lo chiederanno a Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministazione, a Guglielmo Vaccaro, parlamentare PD, ad Antonio Milio, parlamentare Gal, a Pierpaolo Baretta, sottosegretario al ministro dellEconomia e a tantissimi altri. Allinterno del programma ci sarà spazio per capire che destino avrà il commercio della carne e la sua sicurezza in questo senso, viste le recenti manovre che alcuni parlamentari anche italiani hanno intrapreso per abolire alcune etichette poste sulle confezioni stesse: se davvero si vuole aprire questa porta al commercio, che le regole siano le stesse per tutti è quello che affermerà un altro degli inviati di Milena Gabanelli. Appuntamento per questa sera, alle 21.40 su Rai 3.

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