FABIO BUCCIARELLI/ Chi è il fotografo reporter ospite di Che fuori tempo che fa

- La Redazione

Tra gli ospiti della puntata di Che fuori tempo che fa, in onda questa sera su Rai 3, cè anche Fabio Bucciarelli, giovanissimo fotoreporter, già famoso a livello internazionale

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Fabio Bucciarelli

Tra gli ospiti della puntata di Che fuori tempo che fa, in onda questa sera su Rai 3, cè anche Fabio Bucciarelli, giovanissimo (è nato nel 1980) fotoreporter specializzato nei diritti umani e nei conflitti, già famoso a livello internazionale. Fabio non nasce come fotografo, ma nel 2006 consegue la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il prestigioso Politecnico di Torino, sua città natale. Inizia anche a lavorare come ingegnere, ma ben presto capisce che quella non può essere la sua vera strada e decide di abbandonare tutto per inseguire il suo vero sogno, la fotografia. Tre anni dopo è in Iran e in Turchia per realizzare i suoi primi reportage: gli ottimi risultati ottenuti lo spingono a insistere ancora di più su questa strada. Nello stesso anno rientra poi in Italia per documentare con le sue foto il terremoto de L’Aquila. Le sue immagini sono così toccanti che vengono pubblicate su moltissime testate internazionali e Bucciarelli viene ben presto notato dall’agenzia LaPresse/Ap che lo invita a far parte del suo staff interno. La collaborazione durerà un anno, finché il giovane fotografo italiano non decide di abbandonare il lavoro sicuro per diventare freelance e girare il mondo per documentare la violazione dei diritti umani e i vari conflitti dimenticati. 

Nel 2011 si reca in Libia per documentare la guerra e la fine di Gheddafi e si muove sulle rotte della Sicilia e di Lampedusa in particolare per raccontare il dramma degli immigrati clandestini che rischiano la vita in mare in cerca di salvezza. L’esperienza della Libia lo porterà a realizzare il suo primo libro dal titolo LOdore della guerra. Inviati al fronte, in collaborazione con Stefano Citatied edito per la casa Aliberti, che contiene le foto inedite del conflitto libico e della primavera araba. 

A settembre 2012 Bucciarelli parte per la Siria per documentare il conflitto che sembra dimenticato dai grandi circuiti internazionali della stampa. Ad Aleppo realizza dei reportage puntuali che raccontano una realtà sconosciuta ai più e che gli valgono la Robert Capa Gold Medal, un prestigioso riconoscimento internazionale che viene concesso a chi realizza ogni anno un reportage dall’estero che abbia richiesto per la sua realizzazione particolari doti di intraprendenza e coraggio. Ma la Robert Capa Gold Medal non è l’unico riconoscimento: i reportage siriani ottengono anche il Picture of the Year International, il World Press Photo e il Sony Award. 

Fra le sue collaborazioni più significative, quella con l’Agence France Presse ma anche quelle attualmente in corso con diverse e prestigiose Organizzazioni non governative come la Croce Rossa Internazionale e il Comitato Collaborazione Medica. Ma Bucciarelli è anche autore di diverse mostre fotografiche come quella intitolata “Maiores Nostri” nella Galleria De Chirico di Torino che ha visto in esposizione scatti realizzati in Sudan, in particolare fra i profughi di etnia Dinka a Cattle Camp nel sud del Paese.

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