Riassunto Virus – Il contagio delle idee/ Puntata 11 dicembre, Di Maio: “C’è la mafia perché c’è la politica collusa”

- La Redazione

Nella puntata di giovedì 11 dicembre 2014 diVirus – Il contagio delle idee, condotto su Rai Due da Nicola Porro, erano ospiti Luigi Di Maio, Mario Giordano e Chiara Ercole

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Virus - Il contagio delle idee
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La puntata di giovedì 11 dicembre 2014 del talk show Virus – Il contagio delle idee, condotto su Rai Due da Nicola Porro, vede come ospiti di serata il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, il direttore del Tgcom Mario Giordano mentre protagonista dellintervista finale è limprenditrice Chiara Ercole. La puntata è improntata, come si evince dal preambolo dello stesso Porro, sullo scandalo di Mafia Capitale e su come possa essere possibile arrestare il fenomeno della corruzione e della illegalità in Italia. In studio Di Maio ci tiene a sottolineare come il Movimento 5 Stelle sia in pratica lunico partito che non è stato coinvolto nello scandalo, aggiungendo come uno dei principali esponenti dello scandalo ossia Buzzi, fosse presenta alla cena per dare il sostegno finanziario alla campagna elettorale del Pd ed inoltre come molti rom abbiano preso parte alle primarie dello stesso Pd. Poi rimarca come tutto questo sia reso possibile soltanto perché parte del mondo politico sia colluso e inoltre attacca il presidente Napolitano sottolineando come a suo dire sia il garante di questo sistema. Giordano fa presente come le proteste debbano essere certamente effettuate anche se non bisogna esagerare mentre Di Maio ribadisce come vi sia una situazione insostenibile in quanto da una parte ci sono dei cittadini onesti che pagano tasse e dallaltra un sistema che aveva come prerogativa quella di incanalare parte di questi soldi verso le aziende di Buzzi e company. Di Maio poi ci tiene a fare un distinguo rispetto alla posizione della Lega Nord e in particolare del segretario Matteo Salvini, ricordando come il partito della Lega abbia commesso i propri errori in passato in questo ambito. 

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Porro per mezzo di un servizio molto minuzioso, riassume quella che è stata la storia personale di Salvatore Buzzi e della sua intuizione nello sfruttare le cooperative per mettere su un business illegale che come lui stesso ha ammesso nel corso di una intercettazione, ha portato nelle casse dellorganizzazione qualcosa come 40 milioni di euro lanno. Vengono mostrate alcune intercettazioni dove Buzzi interagisce con un altro esponente di questo sistema: Oldevaine. Nello stesso servizio viene realizzata una intervista alla ex moglie dello stesso Oldevaien nel corso della quale la donna ci tiene a precisare di essere totalmente estranea alla vicenda rimarcando il fatto di non aver mai conosciuto Buzzi e Carminati ed inoltre che loccupazione del figlio allinterno dellormai famigerata cooperativa 29 giugno, fosse stato ottenuta dal marito per mezzo di alcune sue conoscenze.

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Di Maio lancia accuse molto forte e pesanti nei confronti di alcuni partiti evidenziando come non ci sia più alcuna distinzione tra la destra e la sinistra, facendo presente come la mafia sia la collusione tra politici ed imprenditori ed inoltre che in questo affare ci siano il Pd, Forza Italia e Fratelli dItalia. Lo stesso Di Maio aggiunge che tutta questa corruzione poteva essere evitata grazie a delle specifiche leggi mentre Giordano rimarca come leccessivo garantismo professato in alcuni vicende come quelle dei rom abbia dato la possibilità a malintenzionati di mandare avanti i propri business illeciti. Inoltre, fa presente che occorre togliere la possibilità di poter accedere ad enormi quantitativi di denaro chiedendosi ad esempio per quale n motivo il comune di Roma debba affidare la raccolta dei rifiuti a delle coop. Per Giordano sono proprie queste situazioni che ingolosiscono imprenditori poco onesti e criminali a lanciarsi in questo business. 

In collegamento c’è lo scrittore Luca Rastello, autore del saggio I buoni, il quale rimarca come fosse assolutamente ipotizzabile che vi fossero delle infiltrazioni mafiose nella Capitale, aggiungendo che il vero problema sia nel fatto che la realtà ha di gran lunga superato la fantasia. Di Maio elenca le colpe sia del precedente Governo presieduto da Letta che di quello attuale di Matteo Renzi, che non hanno preso in considerazioni i disegni di legge del Movimento Cinque Stelle per quello che riguarda la lotta alla corruzione. Giordano però rimarca come le sole leggi non possano bastare, concetto che viene ripreso dallo stesso Di Maio che aggiunge come dalle intercettazioni di Mafia Capitale come le persone oneste facciano più paure delle stessi leggi. Di Maio insiste rimarcando come per risolvere il problema delle mafie sia sufficiente avere una classe politica onesta. Quindi si parla dei possibili sviluppi per quanto concerne il consiglio comunale di Roma con Giordano che fa presente come dal proprio punto di vista sia meglio che il sindaco Marino presenti le proprie dimissioni mentre Di Maio chiarisce che il Movimento aveva chiesto il commissariato non nascondendo come le dimissioni siano la miglior soluzione a patto che nelle successive elezioni non venga permessi di candidarsi a determinati personaggi. Di Maio inoltre parla del fatto che in alcune situazioni evidentemente come questa di Mafia Capitale, non si possa continuare con la presunzione di innocenza. In studio ci sono Walter Verini e Piero Sansonetti. Verini fa presente come sia stata una scelta molto saggia quella del Pd di commissariare i vertici romani del partito in quanto è stato utilizzato il voto del popolo per avere potere. Lo stesso Verini si dice contrario alle dimissioni di Marino che è completamente estraneo ai fatti sottolineando come sia una persona perbene. Giordano precisa come Marino stia stato indicato come inadeguato al ruolo che occupa anche dallo stesso Pd. Sansonetti rimarca come si respiri un aria di eccessivo giustizialismo prendendo le difese di Marino aggiungendo come tra l’altro non gli sia neppure simpatico. La puntata si conclude con Verini che ci tiene a sottolineare come il Pd a differenza del M5S caccia i ladri e non i dissidenti e con l’intervista a Chiara Ercole.

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