THE INTERVIEW/ I cinema americani si rifiutano di trasmettere il film sulla morte di Kim Jong-un

- La Redazione

Il film della Sony The interview nelle cui scene finali viene ucciso il dittatore nordocreano Kim Jong-un davanti al boicottaggio di massa per le minacce dei terroristi

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Guardia della Corea del Nord, foto InfoPhoto

Cancellata la prima di The Interview che si doveva tenere domani a New York, il discusso film in cui nella scena finale il dittatore nordcoreano Kim Jong-un viene assassinato. La catena di cinema americana Carmike, 278 sale negli Stati Uniti, ha poi annunciato che non trasmetterà il film e sempre più cinema si stanno adeguando a questo. Il motivo? Un gruppo di terroristi online, i Guardiani della pace, hanno rilasciato un pesante avvertimento: se il film verrà trasmesso lanceremo un attacco simile a quello dell’11 settembre 2001 in tutti i cinema che presenteranno The Interview. Secondo il dipartimento americano per la sicurezza interna la minaccia non è da prendere seriamente, ma intanto i cinema si rifiutano di trasmettere il film perché, tra le altre cose, se un attacco terroristico venisse davvero lanciato, i cinema stessi sarebbero denunciati per aver ignorato la minaccia. Insomma, la Corea del nord riesce a spaventare il mondo dello spettacolo dell’occidente, che si deve piegare alle sue minacce. E’ infatti la Corea del nord dietro a questo gruppo di terroristi, così come è stato il regime comunista a organizzare nelle scorse settimane un attacco di hacker che hanno violato i computer della Sony americana mettendo online dozzine di film ancora non usciti nelle sale, la casa cinematografica che ha prodotto il film in questione. Da subito infatti il regime aveva denunciato il film come una aggressione e una dichiarazione di guerra al paese. Sempre più catene di cinema americani stanno annullano il film: oltre alle sale Carmike, anche i cinema della catena ArcLight e quelli della Landmark.



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