CHE TEMPO CHE FA/ Chi è David Lynch, il celebre regista di Twin Peaks

- La Redazione

In una delle sue rarissime apparizioni televisive e per la prima volta ospite di un talk-show in Italia, il geniale visionario regista americano David Lynch sarà ospiti di Fabio Fazio

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David Lynch (Facebook)

Andrà in onda domenica 2 febbraio l’intervista di Fabio Fazio a David Lynch, celebre artista statunitense che sarà ospite del salotto televisivo Che Tempo Che Fa. La partecipazione alla trasmissione gli permetterà di parlare del suo impegno nel mondo del cinema, della musica e dell’arte in genere, esplorando la visuale unica e surreale mostrata nelle sue produzioni. Noto soprattutto per il suo lavoro di regista e sceneggiatore, infatti, Lynch ha declinato in molti modi il suo interesse per le più varie forme espressive, esplorando con risultati straordinari anche il campo della musica, della scrittura e delle arti figurative. Un artista a tutto tondo, quindi, che ha conquistato negli anni un enorme successo di pubblico e critica nonostante il suo amore per le tematiche più oscure e controverse. David Lynch nasce nel Montana nel 1946 da una famiglia di origine finlandese. Il suo forte interesse per l’arte si manifesta fin dalla prima adolescenza, finché nel 1966 si trasferirà a Filadelfia per frequentare la Pennsylvania Academy of Fine Art. Le produzioni pittoriche sono, fin dai primi anni, affiancate da brevi cortometraggi che segneranno l’inizio del suo amore per la cinematografia. Il suo primo successo alla regia arriverà nel 1977: intitolato Eraserhead – La mente che cancella, il film contiene già le tematiche più care al regista, che attraverso sequenze oscure e surreali affronta le ossessioni e le angosce dell’animo umano. Il successo arriva nel 1980 con The Elephant Man, pellicola basata sulla vera storia di Joseph Merrick, uomo affetto da terribili malformazioni che dovrà affrontare l’emarginazione e la derisione per la sua deformità. Il film, sceneggiato da Mel Brooks, otterrà ben otto candidature agli Oscar e consacrerà il talento di Lynch agli occhi del mondo. Nonostante le tematiche crude, trattate spesso in maniera ermetica, la carriera di Lynch è costellata da successi, segno di come il suo genio sia in grado di veicolare suggestioni uniche. Tra le sue numerose produzioni per il cinema si ricordano anche film come Cuore selvaggio, Velluto Blu e il celebre Mulholland Drive, ambientato in una Los Angeles sospesa tra la dimensione del sogno e quella della realtà. Ma Lynch darà prova del suo talento come regista e come sceneggiatore anche nel mondo della televisione, dove condurrà la leggendaria serie televisiva Twin Peaks. Costruita come l’indagine sull’assassinio di Laura Palmer giovane ragazza trovata morta in una tranquilla cittadina di provincia la storia si snoderà tra avvenimenti misteriosi e surreali, che permetteranno di scoprire una realtà ben più oscura delle apperenze.Nel 2006, David Lynch riceve il Leone d’oro alla carriera durante la 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in seguito alla proiezione del suo Inland Empire – L’impero della mente. Ai grandi successi come regista ha affiancato numerose collaborazioni musicali e produzioni discografiche. Tra queste si annoverano non solo le colonne sonore dei suoi stessi film, ma anche numerosi dischi indipendenti e dediti alla sperimentazione, di cui l’ultimo è The Big Dream (2013).

La presenza del noto regista a Milano, che costituirà l’occasione per l’intervista condotta da Fazio, è data dalla sua partecipazione al programma “Scuola senza stress”. al quale Lynch aderisce tramite l’associazione David Lynch Foundation, da lui stesso fondata nel 2005. L’organizzazione si propone di diffondere un’altra delle attività da tempo care al noto cineasta statunitense, ossia la meditazione trascendentale. L’intento – come spiega lo stesso artista in una delle ultime interviste rilasciate – è quello di insegnare le basi della meditazione come strumento per ridurre lo stress e migliorare la qualità della propria vita. Il programma proposto prevede l’inserimento di spazi di meditazione all’interno di realtà quotidiane come la scuola, gli ospedali, ma anche orfanotrofi e strutture militari. La pratica della meditazione trascendentale, esercitata da Lynch da oltre trent’anni, sarebbe infatti secondo il cineasta un esercizio in grado di trasformare la vita, rafforzando la propria interiorità e creatività e migliorando l’umore e le performance di chi la pratica. Un progetto interessante, dunque, quello che il regista cerca di diffondere per il mondo attraverso il suo impegno.



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