THE FIGHTER/ Il film con Mark Wahlberg sulla vera storia del pugile americano Micky Ward

- La Redazione

Questa sera, domenica 23 febbraio, va in onda su Iris (canale 22 del digitale terrestre) alle 21:05 “The fighter”, film americano del 2010 diretto da David Owen Russell. La trama.

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Questa sera, domenica 23 febbraio, va in onda su Iris (canale 22 del digitale terrestre) alle 21:05 “The fighter”, film americano del 2010 diretto da David Owen Russell, autore di altre importanti pellicole come “American Hustle”. Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui due premi Oscar nel 2011, miglior attore non protagonista a Christian Bale e Miglior attrice non protagonista a Melissa Leo (il film ha ottenuto in tutto sette nomination, tra cui miglior film, miglior regia e miglior montaggio) che sono stati premiati anche con due Golden Globe 2011. Christian Bale ha vinto nella stessa categoria anche un Premio Bafta 2011, mentre nella categoria migliore attrice non protagonista è stata premiata Amy Adams. Il film ripercorre la vita del pugile americano di origini irlandesi Micky Ward e del suo fratellastro Dicky Eklund. Nel cast è presente anche l’ex campione di pugilato Sugar Ray Leonard, che interpreta se stesso. Siamo negli Stati Uniti del 1985. Richard “Dicky” Eklund (Christian Bale), ex pugile, accetta la proposta dell’emittente televisiva Home Box Office (HBO), intenzionata a girare un documentario sulla sua vita. Nella sua breve carriera, durata dal 1975 al 1985, Dicky ha incontrato la leggenda del pugilato Sugar Ray Leonard, riuscendo a tenere testa al campione (nel 1978 viene sconfitto solo ai punti). Per la preparazione del documentario Dicky e la sua famiglia avranno le telecamere addosso per 18 mesi. Dicky, diventato nel frattempo un tossicodipendente, è l’allenatore del suo fratellastro, il promettente ventenne Micky Ward (Mark Wahlberg). La carriera di Micky stenta a decollare: l’ingombrante presenza di sua madre Alice (Melissa Leo), la sua manager, e soprattutto di Dicky incidono negativamente sul suo rendimento. Dicky, in particolare, stenta a comprendere di aver terminato la propria carriera. Micky, molto legato alla sua famiglia, continuerà ad ascoltare i loro consigli e in un incontro verrà messo al tappeto in pochissimo tempo. Poco prima dell’incontro Micky ha conosciuto una barista, Charlene Fleming (Amy Adams), con cui inizia una relazione. Charlene cerca di convincere Micky ad agire in maniera autonoma, non seguendo i suggerimenti sbagliati di sua madre e del suo fratellastro ma Micky, nonostante cominci a rendersi conto della realtà, continuerà ad essere legato alla sua famiglia. Dicky, tossicodipendente e in condizioni economiche disastrose, si mette nei guai e viene arrestato. Nella colluttazione interviene in difesa del suo fratellastro Micky che viene ferito gravemente ad una mano, rischiando la fine della propria carriera. Durante il recupero dell’infortunio, complice l’assenza di Dicky, detenuto in carcere, Micky riesce a ritrovare la fiducia in se stesso e a recuperare appieno.

Dicky, dal carcere, continua ad atteggiarsi come orgoglio di Lowell e aspetta con trepidazione la messa in onda del documentario della HBO, che legittimerà ancora di più il suo ruolo di eroe locale. Dicky rimane notevolmente deluso da ciò che viene trasmesso: nel documentario, intitolato “High on Crack Street: Lost Lives in Lowell” viene dato poco spazio alle sue imprese sportive, evidenziando soprattutto la sua vita fuori dal ring, fatta di droga ed eccessi. Dicky, che grazie alla reclusione si è disintossicato dal crack, turbato dal filmato comprende i propri errori e decide di cambiare vita. Micky, sconvolto, come tutto il resto della famiglia, dall’immagine di Dicky dipinta dal documentario decide di offrirgli un’altra chance, richiamandolo al ruolo di allenatore in vista dell’incontro decisivo per la sua carriera, quello contro Shea Neary (Anthony Molinari). Dicky, colpito nell’orgoglio, si dimostra un uomo nuovo ed allena al meglio il suo fratellastro, conducendolo alla vittoria che vale il titolo dei pesi welter leggeri, e ottenendo nuovamente il rispetto della sua famiglia e il riscatto personale, come uomo ed atleta.

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