CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Nicola Piovani, che ha vinto lOscar nel 1999 per la colonna sonora de “La vita è bella”

- La Redazione

Questa sera tra gli ospiti di Che tempo che fa troveremo anche Nicola Piovani, celebre compositore e direttore d’orchestra, che presenta il libro “La musica è pericolosa”

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Nicola Piovani

Questa sera tra gli ospiti che parteciperanno a Che tempo che fa troveremo anche Nicola Piovani.  Nato a Roma il 26 maggio del 1946, Piovani è un famoso pianista, compositore e direttore d’orchestra. Il padre di Nicola, Alberico, era originario del paese di Corchiano (in provincia di Viterbo)  ed era un dilettante musicista, suonando la tromba con la banda del suo paese. La zia di Nicola, Pina, è stata un’attrice che ha lavorato con Ettore Petrolini, Romolo Balzani e Aldo Fabrizi. Fin da bambino Nicola Piovani ha studiato musica, inizialmente fisarmonica e poi il pianoforte. Negli anni della “contestazione giovanile” entra nel collettivo dell’università insieme al futuro regista Silvano Agosti e ad altri artisti. Il gruppo, nel 1968, produce diversi cinegiornali che documentano le attività del movimento studentesco e Piovani viene incaricato di realizzarne il commento musicale: la sua prima vera colonna sonora. Ma l’esordio è un lungometraggio, l’anno successivo, chiesto da Silvano Agosti, per “N. P. Il segreto” la cui protagonista era Irene Papas.

Intanto Nicola per guadagnare suona in un cabaret, in cui una sera gli si presenta l’occasione di accompagnare con il pianoforte il famoso Vittorio De Sica, che cantava la bellissima “Parlami d’amore Mariù”. Successivamente incontra Manos Hadjidakis, un compositore greco per cui si offre come orchestratore “negro”, ossia anonimo, per afferrare i segreti sia della composizione che della scrittura di brani orchestrali. Nicola intanto fa anche l’arrangiatore lavorando per una casa discografica, la Produttori Associati, per la quale ha loccasione di lavorare con Fabrizio De André con il ruolo di co-autore per due album “Non al denaro non all’amore né al cielo” e “Storia di un impiegato”. Inoltre lavora con una compagnia teatrale, del regista Carlo Cecchi, per cui scrive le musiche per la scena e a volte partecipa agli spettacoli nel ruolo di pianista o batterista.

Dopo aver apprezzato “N. P. Il segreto”, Marco Bellocchio chiede a Piovani la colonna sonora per il film “Nel nome del padre”: una collaborazione che andrà avanti per oltre 10 anni e che lo condurrà verso una carriera con i maggiori registi del cinema tra cui Nanni Moretti, Giuseppe Tornatore, Mario Monicelli e perfino Federico Fellini per cui scrive la colonna sonora dei suoi ultimi film, al posto dello scomparso Nino Rota.

Lavora con Roberto Benigni inizialmente per lo spettacolo teatrale “Tutto Benigni” e poi con “La vita è bella”, film premiato con un Oscar nel 1999 per la colonna sonora. Nel 2010 scrive la musica di tre comiche con “Stan Laurel” e “Oliver Hardy” per commissione di Gianni Salvioni, nell’ambito del progetto “Sounds for Silence” della casa discografica “Ermitage” per L’Espresso. Nicola Piovani lavora anche all’estero, per registi francesi, tra cui Danièle Thompson, ric-Emmanuel Schmitt o Philippe Lioret. Nel 2008, durante il festival di Cannes, il ministro francese per la cultura consegna a Piovani il titolo di “Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres”. Oltre a lavorare per il cinema, Nicola Piovani si dedica anche alle musiche teatrali per spettacoli con Luca De Filippo, Vittorio Gassman, Maurizio Scaparro e altri registi teatrali.

Nel 1991, in collaborazione con il famoso scrittore Cerami, dà vita a una forma nuova del teatro musicale, un teatro in cui la musica e la parola avevano uguale dignità e si sostenevano a vicenda. Quindi nasce una nuova compagnia, la “Compagnia della luna”, che fa diversi spettacoli tra cui “Il signor Novecento” del 1992 o “Romanzo musicale” del 1998. Nel 2002 a Piovani viene commissionata la musica dal “Théâtre national de Chaillot” di Parigi, per “Concha Bonita”, uno spettacolo tra opera e commedia musicale, sulla base del libretto scritto da “René de Ceccatty” e “Alfredo Arias”. Poi nel 2003 Nicola si dedica anche alla canzone romana tradizionale con “Semo o nun semo”.

Ma Nicola Piovani è anche autore di composizioni cameristiche come “Reflex”, una suite per due pianoforti o “La Pietà”, una sorta di “Stabat mater” contemporaneo per una voce che recita, due cantanti e anche un’orchestra con ventitré elementi. Nel 2008 Piovani presenta “Epta”, una suite strumentale ispirata al numero sette e l’anno successivo al Teatro napoletano San Ferdinando debutta con “Padre Cicogna” preso da un poema scritto da Eduardo De Filippo, per ricordare Eduardo nel venticinquesimo anniversario della sua morte: la voce recitante era di Luca De Filippo.

Nel 2013 esce il disco “Piovani cantabile”, contenente sue canzoni per molte grandi voci: da Mannoia a Giusy Ferreri, da Proietti a Morandi, e anche Giorgia, Jovanotti e De Gregori. Questa sera presenterà in anteprima il suo romanzo “La musica è pericolosa”, non un’autobiografia, bensì il sunto di una vita all’insegna della musica, pericolosa come tutto ciò che dà emozioni.

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