PRESADIRETTA/ Frodi alimentari: aumentati del 170% i sequestri dei NAS. Puntata 10 marzo 2014

- La Redazione

Ieri sera è andata in onda una nuova puntata di Presadiretta. Nel corso dell’appuntamento Riccardo Iacona si è occupato di truffe alimentari, con l’inchiesta Sofisticazioni

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Riccardo Iacona, conduttore di Presadiretta

Nella puntata di lunedì 10 marzo di Presa Diretta, condotta dal giornalista Riccardo Iacona, si è parlato di sofisticazioni e frodi alimentari. Nell’anteprima vengono mostrati alcuni dati allarmanti: i sequestri da parte dei NAS sono cresciuti del 170% tra il 2007 e il 2013. Il valore annuo dei sequestri corrisponde a circa 500 milioni di euro e nel 2012 sono state sequestrate circa 1.000 tonnellate di carne. Vito Antonio Diomeda, vicecomandante dei NAS, spiega che i dati devono essere letti considerando l’elevato numero di controlli effettuati nel nostro Paese, molto più alto rispetto a Paesi come Francia, Germania e Spagna. Inoltre, non tutti i sequestri derivano da frodi sanitarie vere e proprie, bensì in molti casi si tratta esclusivamente di frodi commerciali, in cui non c’è rischio per la salute dei consumatori (anche se il confine molto spesso non è semplice da individuare). Per i consumatori non è semplice evitare le frodi ma molto spesso dietro ad un rapporto qualità/prezzo eccessivamente basso si nascondono sofisticazioni. 
Nella prima inchiesta, condotta da Raffaella Pusceddu, si parla di olio, uno dei prodotti tipici italiani. L’inviata si è recata nella provincia di Siena per comprendere la situazione dal punto di vista dei produttori. La raccolta manuale (l’unica in grado di assicurare un prodotto di ottima qualità) è molto costosa e i prezzi bassi imposti dalle aziende trasformatrici stanno erodendo in maniera irreversibile il margine dei produttori, favorendo l’abbandono degli uliveti. Si parla dell’inchiesta della Procura di Siena che sta indagando sullAzienda Olearia Valpesana, accusata di aver falsificato migliaia di tonnellate di olio extra-vergine. L’indagine è partita dopo un’ispezione fiscale della Guardia di Finanza che ha scoperto casualmente alcuni appunti sospetti, una sorta di ricettario per la miscelazione dell’olio. L’accusa è quella di aver miscelato illecitamente oli esteri (indicando di aver utilizzato oli italiani) e di aver miscelato oli di qualità diversa producendo extra-vergine (questo tipo di olio può essere prodotto miscelando esclusivamente oli extra-vergini). L’azienda avrebbe utilizzato oli greci, olio verde e olio lampante (non utilizzabile per finalità alimentari). Si tratta di un caso isolato o di una prassi consolidata e utilizzata anche da altre aziende? Raffaella Pusceddu si è recata in Andalusia per indagare sul cosiddetto olio deodorato, importato dalla Spagna. Quest’olio, di bassa qualità, viene introdotto negli impianti, da cui esce privo di odore e sapore, e viene successivamente miscelato con oli extra-vergine, ottenendo un’extra-vergine contraffatto. I grandi produttori spagnoli negano di esportare questo tipo di olio ma i piccoli produttori ammettono che vengono esportati verso l’Italia oltre ad oli extra-vergine anche oli lampanti, a scapito della qualità e della loro redditività. Intanto il settore è sempre più dominato dalle multinazionali spagnole tra cui la Deoleo S.A., che ha acquisito marchi storici come Carapelli, Sasso e Bertolli.
Nella seconda inchiesta Liza Boschin si è recata nella bassa Sassonia, per indagare sul settore della carne suina. Nella regione vengono allevati 8 milioni di maiali in giganteschi edifici di cemento. Dopo molte richieste rifiutate, un allevatore ha permesso alle telecamere di entrare nell’edificio. I maiali vengono allevati in maniera intensiva, nell’ambito di un processo altamente industrializzato, dove le varie fasi di vita degli animali vengono controllate utilizzando i computer, ottenendo un costo della carne molto basso. L’allevatore smentisce categoricamente di utilizzare steroidi e antibiotici (somministrati esclusivamente ai maiali malati). La giornalista intervista un esponente del sindacato di settore che parla di condizioni lavorative pessime e della crisi dei piccoli allevatori. La manodopera tedesca è stata gradualmente soppiantata da lavoratori stranieri, soprattutto rumeni e polacchi, costretti a lavorare in società gestite da connazionali come schiavi, con un salario orario basso e orari di lavoro al limite (fino a 16 ore a turno). La gestione avviene col metodo del caporalato e con modalità mafiose, con la compiacenza delle grandi multinazionali che risparmiano in maniera notevole sul costo del lavoro. In Italia, intanto, i produttori protestano contro l’invasione di cosce di maiale estere che diventano prosciutti italiani, in quanto il solo processo di stagionatura è sufficiente per ottenere il riconoscimento di prodotto italiano. Le cosce tedesche hanno un costo più basso rispetto a quelle prodotte in Italia dell’11% circa e per questo motivo nel nostro paese, nel solo 2013, sono andati persi circa 8.000 posti di lavoro. La situazione è particolarmente critica nel distretto emiliano del prosciutto, dove tre stalle su quattro hanno chiuso i battenti. La politica agricola europea sta favorendo in maniera decisa le grandi multinazionali, penalizzando i piccoli produttori e la qualità.
Nell’ultima inchiesta si parla dell’operazione Vertical Bio, condotta dalla Guardia di Finanza di Pesaro, che ha condotto all’arresto di 9 persone e a sequestri per diversi milioni di euro di granaglie importate da Moldavia, Ucraina e India e rivendute come prodotti biologici. All’interno dei mangimi sono stati ritrovati elevati livelli di piombo, cadmio e sostanze tossiche che inevitabilmente sono entrate nella catena alimentare. La sofisticazione avveniva utilizzando un complesso sistema di false fatturazioni e sfruttando la compiacenza di alcune società di certificazione.

Manca una manciata di minuti allinizio della nuova puntata di Presadiretta, il programma di inchiesta di Rai Tre condotto da Riccardo Iacona. Questa sera, nel corso dellappuntamento intitolato Sofisticazioni, si parlerà delle sempre più diffuse truffe alimentari. Come facciamo a essere sicuri della genuinità del cibo quando facciamo la spesa?, si chiede la trasmissione. Lolio extravergine di oliva, il prosciutto italiano, i prodotti biologici, sono sempre quello che dichiarano di essere?. La redazione ha quindi viaggiato tra lItalia, la Spagna e la Germania traprodotti contraffatti, cibi alterati e addirittura pericolosi. In particolare, si parlerà delle frodi in commercio sullolio doliva e del business della contraffazione del prosciutto, uno dei prodotti deccellenza del made in Italy alimentare. Ricordiamo che anche questa puntata è visibile, oltre che in diretta tv, anche in diretta streaming video sul sito ufficiale della Rai. Clicca qui per seguire la diretta streaming di Presadiretta

 tutto pronto per una nuova puntata di Presadiretta, in onda questa sera su Rai Tre. Sofisticazioni è il titolo dato allappuntamento odierno, uninchiesta sulle sofisticazioni e le truffe alimentari nel nostro Paese. Sarà infatti il colonnello Vito Antonio Diomeda, vicecomandante nazionale dei NAS, a spiegare alla giornalista Raffaella Pusceddu quanto siano ampi gli interessi della criminalità organizzata nel settore agroalimentare: In termini di fatturato della criminalità organizzata – ha detto – si parla di 14 miliardi di euro. Per rimanere solo su quello che facciamo noi, pensi che ogni anno sequestriamo mediamente prodotti per 500 milioni di euro. Noi facciamo circa 30-40mila controlli allanno e tra questi, il 30- 40% risulta irregolare. Il comandante Diomeda aggiunge: La contraffazione va inquadrata bene però, perché la frode può essere commerciale oppure di tipo sanitario. La frode commerciale è quella che mira a un facile guadagno e la cosa finisce lì, non cè lattentato alla salute. La frode sanitaria, invece, comporta un rischio più diretto per quanto riguarda la salute umana, però poi va detto che il confine è limitato. Nel momento in cui decido di sbianchettare tra virgolette una mozzarella, cioè di sbiancarla perché è più facile venderla, in realtà uso degli additivi chimici e allora il confine tra il non attentare alla salute o farlo è decisamente tenue. Stesso discorso per la carne che piace di più se è rossa e allora si usa lanidride solforosa o altre sostanze per farla diventare rossa, tanto bene alla salute non farà sicuramente.

Come può allora difendersi il consumatore? Il rapporto qualità prezzo se è eccessivamente favorevole dovrebbe metterci in allarme – ha spiegato ancora Diomeda – Perché è chiaro che a certi livelli di prezzo non cè tenuta da un punto di vista commerciale: un olio extravergine a 3 euro alla bottiglia è assolutamente impossibile, non è olio extravergine. Nella migliore delle ipotesi, se è olio, sarà un mix. Poi cè il settore del pesce e anche qui il pesce non si può mangiare a prezzo bassissimo. I carabinieri sequestrano spesso vari additivi chimici, in particolare il cafodos, che è una sostanza micidiale che trasforma il pesce praticamente marcio in pesce fresco sostanzialmente e lo fa con una sovrapproduzione di stamina. Il risultato è che se non si hanno problemi di salute, ci si sente male ma la faccenda finisce lì. Se invece lo mangia una persona con problemi di allergie, rischia lo choc anafilattico. Abbiamo riscontrato anche casi di suini che mangiavano rifiuti speciali o tossico nocivi perché sappiamo che il maiale divora tutto ma il problema è che poi noi lo mangiamo. Immagini cosa significa mangiare carne di maiale che si era nutrito di rifiuti speciali, si muore purtroppo. Appuntamento dunque da non perdere, stasera in prima serata su Rai Tre, con la nuova puntata di Presadiretta.

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