CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Ferzan Ozpetek, il regista del film “Allacciate le cinture”

- La Redazione

Ferzan Ozpetek è il regista di Allacciate le cinture, film corale sui turbamenti e le turbolenze che, nellarco di 13 anni, attraversano le vite dei protagonisti, nelle sale dal 6 marzo 2014

allacciate-le-cinture-r439
Allacciate le cinture

C’è molta attesa per l’arrivo di Ferzan Ozpetek a “Che tempo che fa”, trasmissione in onda come di consueto su Rai Tre nel fine settimana sotto la conduzione di Fabio Fazio. Il regista turco naturalizzato italiano ha infatti appena finito di girare il suo nuovo film, “Allacciate le cinture”, che è atteso nelle sale a partire dal 6 di marzo come uno dei film più attesi della stagione cinematografica italiana. Ferzan Ozpetek è nato ad Istanbul nel febbraio del 1959, in una famiglia della borghesia locale che aveva espresso anche due pascià. La rottura con la famiglia è avvenuta quando ha deciso di opporsi alla decisione del padre il quale avrebbe voluto il completamento dei suoi studi negli Stati Uniti, invece che a Roma, scelta da lui come destinazione privilegiata. Raggiunta la capitale, ha studiato Storia del cinema presso la Sapienza, oltre a dedicarsi ad alcuni corsi all’interno dell’Accademia di Arte Drammatica intitolata a Silvia D’Amico. Il suo esordio nel mondo del cinema è avvenuto in qualità di aiuto regista per Massimo Troisi, Francesco Nuti, Sergio Citti e Ricky Tognazzi, che gli ha consentito di rifinire le sue doti in vista dell’esordio dietro la macchina da presa. Avvenuto nel 1997, con “Il bagno turco”, una coproduzione tra Italia, Turchia e Spagna che ha ottenuto un ottimo successo al botteghino e recensioni molto generose da parte della critica specializzata. Due anni dopo è stata invece la volta di “Harem Suare”, ambientato in Turchia, in cui ha narrato la storia d’amore tra Safiye, favorita del sultano, e il suo eunuco. Una storia tragica, ma ancora una volta capace di toccare le corde di pubblico e critica. Ancora più rilevante il successo arriso a “Le fate ignoranti”, pellicola del 2001 interpretata da Margherita Buy e Stefano Accorsi, premiato da una larga messe di premi, tra i quali tre Globi d’Oro e quattro Nastri d’Argento. Seguito a distanza di due anni dall’arrivo di “La finestra di fronte”, un film caratterizzato da un cast molto importante, con attori come Giovanna Mezzogiorno, Raul Bova e Massimo Girotti. Stavolta il successo non è stato solo a livello italiano, ma anche europeo, permettendo alla pellicola di sbarcare anche negli Stati Uniti. Naturalmente, ancora una volta la raccolta di premi è stata impressionante, con ben cinque David di Donatello, quattro Ciak d’Oro, tre Globi d’Oro e altrettanti Nastri d’Argento. Meno fortunato il film del 2005, “Cuore sacro”, con Barbara Bobulova, che ha diviso la critica e il pubblico, tradendo in parte le consuete atmosfere dei film di Ozpetek. Un piccolo scivolone prontamente riscattato da “Saturno contro”, uscito nel 2007 con un cast che ha visto la presenza di Pierfrancesco Favino, Isabella Ferrari, Ambra Angiolini e Luca Argentero.Nell’anno successivo si è poi verificato un avvenimento molto importante, per la sua carriera, il passaggio alla Fandango, alle dipendenze di Domenico Procacci, uno dei più importanti produttori italiani. Il primo risultato di questo sodalizio è stato “Un giorno perfetto”, tratto da un romanzo di Melania Mazzucco, con un cast ancora una volta molto nutrito che ha visto la presenza di Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea. Il film, presentato a Venezia, ha diviso la critica, pur ottenendo un buon riscontro al botteghino. Il 2008 si è poi chiuso con una mostra retrospettiva organizzata dal Moma di New York, nel corso della quale sono state presentate tutte le sue opere. Il 2010 è stato invece l’anno di “Mine vaganti”, film che lo ha visto lasciare Roma per Lecce, una commedia corale cui hanno preso parte Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Riccardo Scamarcio ed Ennio Fantastichini. Ora arriva “Allacciate le cinture”, in cui Kasia Smutniak interpreta la parte di Elena, una donna contesa da due uomini, Antonio (Francesco Arca) e Fabio (Filippo Scicchitano), profondamente diversi. Il film ha peraltro segnato il ritorno di Ozpetek alla collaborazione con R&C Produzioni, dopo la parentesi non felicissima con Fandango. Un film estremamente atteso, in particolare dalla critica specializzata, che da sempre considera il regista di origini turche come uno dei migliori artisti del nostro panorama cinematografico. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori