Il giudice meschino, fiction Rai 1. Riassunto ultima puntata

- La Redazione

Vittoria negli ascolti tv per la ficition Il giudice meschino con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri. Vediamo le anticipazioni della seconda e ultima parte in onda oggi

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Il giudice meschino

Martedì 4 marzo su Rai Uno è andata in onda la seconda e ultima puntata di Il giudice meschino. Il figlio di Alberto (Luca Zingaretti), Enrico, è stato rapito da alcuni esponenti dellorganizzazione criminale che si cela dietro ai tanti affari illeciti perpetrati in Calabria nonché responsabili dellassassinio del giudice Giorgio Maremmi (Gioele Dix) grande amico e collega di Alberto. Questultimo con il supporto di Marina (Luisa Ranieri) cerca in ogni modo di trovare il bambino e a un certo punto mentre sono in giro in macchina alla ricerca di qualche indizio, Alberto riceve la telefonata di un individuo che lo informa che il figlio si trova in una zona fuori città. Aberto si reca immediatamente sul luogo trovandovi Enrico da solo. Tornati a casa, Alberto parlando con il figlio prima che questi insieme alla propria madre si trasferisca dalla zia Rita al Nord per motivi di sicurezza, riesce a sapere che il sequestrato ha detto di chiamarsi u Zio, che soleva mangiare continuamente dei torroncini di cui ha recuperato un pezzo di carta e inoltre gli fa un disegno da cui si capisce grosso modo quale sia la fisionomia fisica delluomo. Alberto decide allora di interrogare Don Mico Riota (Maurizio Marchetti) presente allinterno del carcere per scontare la reclusione per alcuni precedenti penali. Alberto riuscendo a parafrasare quanto gli viene detto dal vecchio boss capisce che a gestire il rapimento del figlio e probabilmente a essere il mandante dellassassinio dellamico Giorgio sia stato Pasquale Rezza (Claudio Castrogiovanni). Don Mico sta collaborando a suo modo con la giustizia in quanto gli è stato promesso da Alberto come in cambio avrà gli arresti domiciliari coronando il suo sogno di rivedere il tramonto dal giardino della propria casa insieme alla propria famiglia. Alberto non avendo fiducia completa negli altri esponenti della magistratura presente nel tribunale della città calabrese considerandola in parte collusa con la criminalità e in particolare ha forti sospetti sul giudice Fiesole (Andrea Tidona) decide in maniera non ufficiale di portare avanti le indagini per proprio conto. Infatti, si reca in pubblico davanti a Rezza alzando la voce ed evidenziando come non si deve mai più permettere di toccare un membro della sua famiglia. Allunico di cui parla della vicenda è lamico Lucio che gli sconsiglia di avere questo atteggiamento in quanto si è esposto a un serio rischio la propria incolumità fisica. Nonostante si sia mosso per conto proprio nel momento in cui si reca da Fiesole per metterlo al corrente dei suoi sospetti sul fatto che sotto il sottosuolo vi siano stati sepolti grossi quantitativi di materiali radioattivi, si accorge che il giudice ha già saputo alcuni cose non ufficiali e inoltre viene messo al corrente di come le indagini per lassassinio di Giorgio siano state ufficialmente chiuse. Lagente Brighi (Paolo Briguglia) che assiste alla discussione fa presente ad Alberto di essere dalla sua parte e quindi di poter contare sempre e comunque sul proprio apporto. Alberto dà ordini di incominciare gli scavi al fine di cercare le sostanze tossiche dopo aver sentito la ditta che si è occupato negli ultimi mesi di alcuni lavori sul territorio ricevendo rassicurazioni dal titolare Scorda e dallingegner Baulo di come nessun illecito sia stato compiuto. Tuttavia Alberto e Marina devono assistere davanti ai propri occhio al ritrovamento di circa 50 bidoni piene di sostanze altamente radioattive con i tecnici che rimarcano come si renderanno necessari circa 100 anni per eseguire la bonifica. Alberto capisce che il motivo per il quale Giorgio è stato ucciso sia quello di aver scoperto il tutto e dopo aver sottoscritto il mandato di arresto inviando Brighi a prelevare Baulo e Marina il capo cantiere Scorda, fa sapere alla compagna di Giorgio, Elke (Felicitas Woll) quello che sta succedendo e soprattutto di fargli sapere eventuali informazioni di cui è in possesso e che possano aiutare il buon esito delle indagini. Mentre Scorda viene catturato e portato in carcere tuttavia rifiutandosi di collaborare, Baulo riesce a scappare. Dopo linterrogatorio da parte di Albero, Don Mico dallinterno del carcere decide di incontrare Scorda in quanto non vuole che la sua terra venga avvelenata per cui accertatosi di come il costruttore non sappia nulla, si fa dire dove si nasconda Baulo mandandogli alcuni scagnozzi che gli fanno mangiare delle erbe che dicono essere radioattive. Luomo in preda al panico si reca in ospedale scongiurando un dottore di fargli la lavanda gastrica. Elke arriva dalla Germania per parlare ad Alberto di come ci sia dietro tutto ciò una potente organizzazione internazionale che ha come proprio business lo smaltimento illecito di rifiuti tossici. Mentre si trova insieme ad Elke per mostrare alla donna lo studio e lappartamento di Giorgio, Alberto viene avvisato dal dottore della presenza di Baulo in ospedale avendo visto la sua foto sui giornali. Alberto contatta immediatamente Marina che si trova a cena con Brighi. I due cercano di arrivare in tempo allospedale ma degli uomini arrivano prima di loro e buttano Baulo dalla finestra facendolo sembrare un omicidio. Alberto ha però lintuizione di non credere alla cosa e scopre come Baulo prima di essere ucciso abbia fatto una telefonata in Germania a un numero di una azienda che apparentemente si batte a favore dellecologia. Alberto si reca in Germania dove con laiuto di Elke riesce ad entrare in possesso di un documento per mezzo del quale può incastrare tutta lorganizzazione. Tuttavia il suo ritorno non sarà semplice perché si rende conto che cè una talpa che anticipa i suoi movimenti così gli tende una trappola dalla quale si scopre che era Brighi che viene assassinato durante un conflitto armato. Alberto chiede a scusa a Fiesole per i dubbi avuti nei suoi confronti ed arresta Rezza, il titolare dellazienda tedesca e tutti i suoi scagnozzi. Don Mico prima di tornare in libertà gli dà un ultimo indizio ad Albero dal quale capisce come sia immischiato anche lamico Lucio al quale con rabbia e disprezzo fa sapere che farà di tutto per metterlo in prigione. La storia si chiude con Alberto che torna ad essere il compagno di Marina e Don Mico che decide di far uccidere Rezza per aver avvelenato la loro terra.

Questa sera, martedì 4 marzo 2014, va in onda la seconda e ultima puntata della fiction Il giudice Meschino, diretta da Carlo Carlei con protagonista Luca Zingaretti nei panni di Alberto Lenzi, un Pubblico Ministero indolente e disilluso che, sconvolto dalluccisione in un agguato di un collega, ritrova la forza per lottare al servizio della giustizia e della verità. Ma vediamo le anticipazioni di questa sera. A distanza di poche ore dal rapimento di Enrico, Alberto ritrova suo figlio sano e salvo. Il giudice, deciso a continuare nonostante tutto le indagini, scopre che Maremmi aveva un altro segreto: una storia d’amore con la giornalista tedesca Elke, che indaga anche lei sul traffico di rifiuti tossici. Alberto la convince ad affiancarlo nellindagine, ma la collaborazione tra i due ingelosisce Marina. Grazie all’aiuto di Elke, Alberto individua i responsabili del traffico illecito: a capo di tutto c’è un’azienda in Germania che fa della difesa dell’ambiente la sua bandiera. Sotto il controllo del proprietario, l’ingegner Bauer, partono carichi di scorie radioattive che provengono dall’Europa e finiscono, attraverso la mediazione della ‘ndrangheta, in Calabria. Alberto capisce che il progetto coinvolge poteri forti e capisce che tutti possono essere coinvolti, anche chi collabora con lui alle indagini. Grazie alle parabole di don Mico Rota (Maurizio Marchetti), Alberto scoprirà la verità ritroverà l’amore di Marina e quello di suo figlio.

Luca Zingaretti, anche senza vestire i panni di Salvo Montalbano, è riuscito a vincere la sfida degli ascolti tv. La prima parte della fiction Il giudice meschino, in onda ieri sera su Rai 1, è stata vista da 6,4 milioni di italiani, pari a uno share del 22,5%. Battuta quindi la concorrenza del Grande Fratello, che si è fermato a 5,4 milioni. Questa sera vedrà la seconda e ultima parte della miniserie, di cui trovate più in basso le anticipazioni.

La fiction Il giudice meschino torna questa sera su Rai 1 con la seconda e ultima parte, di cui trovate le anticipazioni più in basso. Ieri abbiamo conosciuto Alberto Lenzi, magistrato interpretato da Luca Zingaretti, che sembra aver riscoperto la passione per il proprio mestiere per far luce sulla morte dell’amico e collega Giorgio Maremmi. Si sta però avvicinando a una verità molto scomodo per la criminialità e per questo suo figlio Enrico è stato rapito. Clicca qui per rivedere la prima parte de Il giudice meschino.

Lunedì 3 marzo è andata in onda la prima puntata della miniserie Il giudice meschino, con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri. Siamo in Calabria. Alberto Lenzi (Luca Zingaretti) è un Pubblico Ministero della Procura di Reggio Calabria, che fa svogliatamente il suo mestiere, essendo diventato indolente, cinico, ormai assuefatto al male, al punto tale da ritenere ormai inutile combatterlo. La sua visione della vita e del lavoro, però, cozza sia con quella della sua compagna, Marina Rossi (Luisa Ranieri), un maresciallo dei carabinieri con cui ha una relazione segreta, sia con quella del giudice Giorgio Maremmi (Gioele Dix), collega e amico, amareggiato per il fatto che il pubblico ministero non sia andato a compiere nemmeno un sopralluogo nella zona in cui è stato ritrovato il corpo di un biologo di venticinque anni, apparentemente, morto annegato. Proprio per questo, il giudice Maremmi abbandona la cena alla quale si trova con Lenzi, ma mentre torna a casa, viene freddato da due sicari. Alberto è sconvolto, ma la morte dell’amico non è l’unico problema con cui l’uomo si trova a fare i conti: egli, infatti, non riesce a essere un bravo padre per il figlio di otto anni, Enrico (Lorenzo D’Agata), avuto dalla ex moglie Marta (Cristina Moglia), che non stima l’ex marito. Il principale indiziato per l’omicidio del giudice Maremmi è Francesco Manto (Domenico Centamore), sicario della ‘ndrangheta che, in seguito alla condanna di quindici anni inflittagli dal magistrato, lo aveva minacciato di morte davanti a tutti. Si comincia a pensare che questi possa essere il mandante dell’omicidio, e che a eseguire il suo ordine possa essere stato il fratello, Antonio Manto (Roberto DAlessandro), latitante da tantissimo tempo. Ben presto, Francesco Manto viene trovato morto nella sua cella di sorvegliato speciale. Lenzi, che sembra aver ritrovato la convinzione e la voglia di fare con dedizione il proprio lavoro, si scontra poi con Giacomo Fiesole (Andrea Tidona), il pubblico ministero investito del compito di indagare sull’omicidio di Maremmi. Quest’ultimo comincia a sospettare che, dietro l’uccisione del sicario ci sia don Mico Rota (Maurizio Marchetti), boss della ‘ndrangheta della vecchia guardia, in carcere ormai da tanto tempo. Lenzi non ne è convinto, e si trova così ancora una volta in disaccordo con Fiesole, con il quale aveva avuto già a che fare in passato, quando questo aveva bloccato delle indagini che avrebbero potuto mettere nei guai alcuni suoi amici, imprenditori e politici.

All’intricata situazione con cui Alberto si trova a confrontarsi nelle indagini sulla morte dell’amico, si aggiungono i problemi sul piano sentimentale: Marina, infatti, sembra essere stanca di doversi nascondere per non far sapere ai colleghi della relazione col pubblico ministero, mentre Alberto, dal canto suo, pare non avere intenzione di impegnarsi più seriamente. Così, la donna lo lascia, e scatena la sua gelosia andando a cena, qualche giorno dopo, con l’ispettore Michele Brighi (Paolo Briguglia), anche lui alle prese con le indagini sull’assassinio del giudice Maremmi.Intanto, Antonio Manto, appreso che il fratello è stato assassinato e che risulta indiziato come esecutore materiale dell’omicidio di Maremmi, cerca la protezione di un boss emergente della ‘ndrangheta, Pasquale Rezza (Claudio Castrogiovanni). Questo promette a Manto di proteggerlo ma, temendo che in preda alla paura di essere catturato possa metterlo nei guai, manda dei sicari a ucciderlo. Questi lo lasciano appeso a un albero, in campagna, ma il corpo di Manto viene ritrovato all’interno di un frantoio, appartenente a Peppino Salemi (Maurizio Comito), uomo che non ha però a che fare con la criminalità organizzata. Pasquale Rezza convoca dunque i suoi sicari per contestare loro il fatto di non aver eseguito bene il loro lavoro, mettendo il corpo di Manto nel frantoio di Salemi, ma questi gli comunicano che, con tutta probabilità, qualcuno ha spostato il corpo: Rezza, così, si rende conto che qualcuno sta cercando di confondere le acque per arrecare danno a lui. Alberto Lenzi, poi, scopre che Salemi dovette smettere, tempo prima, di svolgere il suo lavoro di allevatore, perché qualcuno avvelenò il suo bestiame, in quanto si era rifiutato di sottostare alle estorsioni della criminalità organizzata.

Nel frattempo, oltre a cercare di recuperare, senza risultato, il rapporto con Marina, Alberto ritrova, per un caso fortuito, dei documenti dai quali capisce che il giudice Maremmi stava conducendo delle indagini segrete su un traffico di rifiuti tossici, e scopre che ad aiutarlo c’era anche il biologo trovato morto, apparentemente per annegamento, nei pressi di uno stagno. Va così a parlare con la madre di quest’ultimo (Giselda Volodi), e la donna lo indirizza verso un’amica del giudice Maremmi, Elke Adler (Felicitas Woll), giornalista tedesca anche lei impegnata nelle indagini sui rifiuti tossici portate avanti da Maremmi. Lenzi, così, decide di contattare la giornalista per convincerla a fornirgli degli elementi che gli consentano di far luce sull’uccisione del pubblico ministero, ma questa, piuttosto spaventata, gli nega il suo aiuto, dicendogli di non poter rivelare nulla, perché Maremmi le aveva raccomandato di non fidarsi di nessuno. Intanto, il fatto che Lenzi stia conducendo con tanto vigore le indagini sulla morte dell’amico e collega Maremmi, genera malumori nella nuova ‘ndrangheta: così, per intimidire il pubblico ministero, Rezza fa rapire il figlio di Lenzi, Enrico.

La fiction di Rai Uno con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri terminerà domani. Vediamo le prima anticipazioni della seconda e ultima parte. Lenzi ritrova suo figlio Enrico e fa unimportante scoperta: la donna ritratta nella foto trovata negli oggetti di Maremmi è Elke, una giornalista tedesca che indaga sul traffico di rifiuti tossici e che aveva una relazione con lamico di Alberto. I due cominciano quindi a lavorare insieme, facendo ingelosire Marina.

Tra poche ore prenderà il via su Raiuno la prima delle due puntate de “Il giudice meschino”, la fiction con Luca Zingaretti e la moglie Luisa Ranieri, di cui trovate più in basso le anticipazioni. I due sono tornati a lavorare insieme su un set dopo quasi dieci anni. Le riprese del film per la tv dedicato a un giudice che ritrova la passione per la sua professione a causa di alcune indagini che è costretto a fare per scoprire la verità sull’omicidio di un amico sono state fatte soprattutto a Reggio Calabria, dove lo stesso regista Carlo Carlei ha ammesso di aver trovato varie location, tutte diverse. Molti abitanti hanno quindi assisto alle riprese, diffondendo poi in rete i video fatti con i cellulari, come potete vedere ad esempio qui sotto. Le scene sono state ambientate nella famosa Via Marina, ovvero il “chilometro più bello d’Italia” come lo definì D’Annunzio, a Palazzo San Giorgio, all’aeroporto Minniti e in vari palazzi della città in cui sono ospitati alcuni uffici pubblici. 

Oltre che Luca Zingaretti, la fiction Il giudice meschino che inizia questa sera su Rai 1 e di cui trovate più in basso le anticipazioni, vede nel cast anche Luisa Ranieri, moglie proprio di Zingaretti, protagonista di un’intervista video per Rai.tv che potete vedere cliccando qui. I due tornano a recitare insieme a dieci anni di distanza da Cefalonia e per la Ranieri è stato un piacere rincontrare Zingaretti in qualità di attore professionista, anche se è stato difficile recitare una “seconda vita”, con una persona con cui esiste una profonda intimità. Marina Rossi, il personaggio che interpreta la Ranieri, è un tipo tosto e determinato, che ha fatto del suo lavoro quasi la sua religione. Il messaggio della fiction, seconda l’attrice, è che tutti siamo complici, con il silenzio e l’omertà, anche dello Stato, dei traffici sui rifiuti tossici.

Il Giudice Meschino. Questo è il titolo del nuovo film tv in due serate che farà il suo debutto questa sera, lunedì 3 Marzo, su RaiUno. Più in basso trovate le anticipazioni della prima parte di questa fiction, diretta da Carlo Carlei e che vede come protagonista Luca Zingaretti che si spoglia dei panni di Montalbano, cambia Regione (questa volta è in Calabria) e veste quelli di giudice, precisamente di un Pubblico Ministero, Alberto Lenzi, chiamato a indagare sull’omicidio di un collega. Questo lo porterà a riscoprire quella passione per il suo lavoro, passione messa da parte per un pò. Nelle splendide location, naturali e non, che una città come Reggio Calabria può offrire, Zingaretti da il suo volto e la sua anima ad un PM “assopito” dopo lo scontro con poteri forti che lo fanno quasi piegare al pensiero che una giustizia vera e libera non esista più. Alla sua storia personale (è separato, ha un figlio, Enrico con cui non riesce a comunicare e vive una storia clandestina con un maresciallo dei Carabinieri interpretato dalla bella Luisa Ranieri), si associa  quella “pubblica” e la voglia di rivalsa dopo un attentato in cui lamico e collega Giorgio Maremmi (Gioele Dix) muore dopo aver “denunciato” Francesco Manto (Domenico Centamore), esponente della Ndrangheta. Riuscirà la giustizia a trionfare? Come cambierà questo evento la vita di Lenzi? Cliccando qui è possibile vedere il promo di questa avvincente miniserie.

Luca Zingaretti è il protagonista della fiction Il giudice meschino, in onda questa sera e domani su Rai 1. Più in basso trovate le anticipazioni, mentre cliccando qui potrete avvia un video in cui ai microfoni di Rai Tv Zingaretti racconta quello che lo ha colpito nella sceneggiatura di questo film tv, tanto da fargli accettare la parte e di lavorare insieme alla moglie, Luisa Ranieri.  l’atttore stesso a dire: “Questa fiction viene direttamente da un bellissimo libro di Gangemi: già quando un personaggio viene dalla letteratura lo guardo con più simpatia. In questa storia mi hanno affascinato due cose: una più pubblica meno privata, che è la vicenda (si parla di rifiuti tossici e la connivenza o complicità dei servizi segreti), e l’altro aspetto, quello più propriamente privato. C’è sempre qualcosa che mi affascina nella vicenda di un uomo che ha smesso di decidere per la propria vita”. Infine, l’attore racconta com’è stato ritornare a lavorare con la moglie sul set dopo dieci anni etichettando come “difficile” il momento in cui devi fingere con una persona con cui hai una quotidianità. 

Questa sera Rai 1 trasmette la prima parte della miniserie Il giudice meschino, che vede protagonista Luca Zingaretti. Stavolta lattore romano sarà in un ruolo per certi versi diverso rispetto a quello del Commissario Montalbano. Alberto Lenzi, pm della Procura di Reggio Calabria, che interpreta è infatti detto meschino perché cerca di evitare le indagini che possono risultare pericolose e tende a godersi la vita. Separato dalla moglie e con un figlio di otto anni che sente come un peso, ha una relazione con Marina, maresciallo dei Carabinieri, interpretato da Luisa Ranieri. I due attori sono una coppia anche nella vita reale e si sono conosciuti sul set della serie Cefalolnia. La serie è tratta dal libro omonimo di Domenico Gangemi.

Vediamo dunque le anticipazioni sulla prima puntata della fiction in onda questa sera. Lenzi è un magistrato di Reggio Calabria che non si può di certo definire di prima linea, ma non è sempre stato così. Si occupa principalmente dei traffici illeciti di rifiuti, avvalendosi della collaborazione di Marina Rossi. Girgio Maremmi, collega e amico di Lenzi, interpretato da Gioele Dix, viene ucciso in un agguato. Questo fatto sembra far scattare una molla nel magistrato, che decide di capire chi possa aver commesso lomicidio. La versione ufficiale a cui arriva il Pm incaricato delle indagini, Giacomo Fiesole, infatti non lo convince. 

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