CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Giorgio Napolitano, il primo Presidente della Repubblica rieletto

- La Redazione

La puntata di Che tempo che fa in onda oggi vedrà la partecipazione straordinaria di Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica non sarà però presente in studio

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foto: Infophoto

La puntata di Che tempo che fa in onda oggi vedrà la partecipazione straordinaria di Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica non sarà presente in studio, ma ha rilasciato unintervista Fabio Fazio che verrà trasmessa nel corso della puntata. Nato a Napoli il 29 giugno del 1925, Giorgio Napolitano ha iniziato gli studi nel capoluogo campano per poi trasferirsi a Padova, al seguito della famiglia, ove ha ottenuto la maturità classica al liceo Tito Livio. Nel 1942 è tornato a Napoli per studiare Giurisprudenza allUniversità Federico II, entrando a far parte dei Gruppi Universitari Fascisti. Unadesione tramutata due anni dopo in quella di segno opposto, al comunismo, grazie ai primi contatti con Maurizio Valenzi e Mario Palermo. Ladesione ufficiale al Partito Comunista è avvenuta nel 1945, seguita dalla sua nomina a segretario federale per Napoli e Caserta. Laureatosi nel 1947, è quindi entrato in Parlamento per la prima volta nel 1953, iniziando una scalata allinterno del partito propiziata allinizio da Palmiro Togliatti, pronto a riconoscerne le grandi qualità. Nel 1956 è entrato a far parte del Comitato Centrale del Pci e nello stesso anno non ha esitato ad approvare lintervento militare sovietico in Ungheria, gesto poi sconfessato molti anni dopo. 

Negli anni 60 ha consolidato la sua posizione allinterno del partito, segnalandosi per lattenzione al Partito socialista italiano, laltra formazione storica della sinistra italiana, che proprio in quel decennio si apprestava a entrare nellarea di governo. Una politica portata avanti nel decennio successivo allinterno della corrente migliorista, capeggiata da Giorgio Amendola e considerata lala destra del comunismo italiano. Proprio allinterno dei miglioristi Napolitano si è segnalato come il maggiore critico di Enrico Berlinguer, rimproverandogli larroccamento seguito alla fine della solidarietà nazionale. Una politica portata avanti con un occhio di riguardo al Psi di Bettino Craxi, che proprio in quegli anni segnava il suo distacco dal principale partito della sinistra. Un distacco testimoniato in particolare dal referendum sulla Scala Mobile, appoggiato dal Pci, nel quale i due partiti per la prima volta nella storia repubblicana si sono trovati dalle parti opposte della barricata. 

Il profilo riformista di Napolitano ha continuato quindi a rafforzarsi negli anni successivi, dopo la morte di Berlinguer, con lobiettivo dichiarato di traghettare il partito nellalveo del socialismo europeo. Un compito portato a termine dopo la trasformazione del Pci in Partito democratico della sinistra, con la storica svolta della Bolognina operata da Achille Occhetto. La sua posizione allinterno della nuova formazione politica ha continuato a essere molto importante anche nel convulso periodo che ha fatto seguito alla fine della Prima Repubblica e allavvento di Silvio Berlusconi. Una posizione da padre nobile che gli ha consentito di ricoprire incarichi estremamente prestigiosi e importanti, come quello di Presidente della Camera, tra il 1992 e il 1994 e di Ministro dellInterno nel primo governo ulivista di Romano Prodi, tra il 1996 e il 1998.

Nel 2006 è infine stato eletto Presidente della Repubblica per la prima volta, incarico confermato poi nel 2013, dopo una serie di bocciature clamorose allinterno della coalizione di centrosinistra, tra cui quella di Romano Prodi, che lo ha spinto ad accettare un secondo incarico per il quale si era sempre dichiarato indisponibile. quindi diventato il primo Presidente della storia repubblicana rieletto.

Il suo secondo mandato è stato contraddistinto da grandi polemiche, dovute in particolare alla bocciatura di Romano Prodi e di Stefano Rodotà, viste da molti militanti dello stesso Partito Democratico come il segnale più evidente di arrivare ad un accordo con il centrodestra e con Silvio Berlusconi. Una polemica portata avanti con toni virulenti in particolare da Beppe Grillo e dal suo Movimento 5 Stelle, che non ha esitato a definire la rielezione di Napolitano come una sorta di congiura di palazzo ordita a danno della volontà popolare. Anche il centrodestra non però esitato ad accusare il Presidente della Repubblica, soprattutto quando Napolitano non ha voluto accogliere le richieste di un salvacondotto politico e giudiziario per Berlusconi, costretto dalla condanna riportata a lasciare il suo posto in Senato. 

L’intervista di Napolitano a Che tempo che fa arriva a circa 40 giorni dalle elezioni europee, che il Capo dello Stato considera importanti.

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