LA GABBIA/ Sfida sulleuro tra Boldrin e Borghi. Puntata 13 aprile 2014

- La Redazione

Domenica 13 aprile alle ore 21.20 è andata in onda su La7 una nuova puntata de La Gabbia, il talk show condotto da Gianluigi Paragone. Ecco cosa è successo in studio.

la-gabbia-paragone
La Gabbia

La puntata del 13 aprile del talk show di approfondimento politico di La7 “La gabbia“, condotto dal giornalista Gianluigi Paragone, si apre con il servizio di Monica Raucci che descrive gli ultimi avvenimenti politici con un focus sul congresso di Nuovo CentroDestra e sull’affidamento ai servizi sociali di Silvio Berlusconi. Gli ospiti presenti in studio sono Vinicio Peluffo, deputato del Pd, Michele Boldrin, esponente di Fare per fermare il declino, Sandra Amurri, giornalista del Fatto Quotidiano e Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli dItalia. Paragone critica l’assenza di esponenti del MoVimento 5 Stelle, invitati più volte in trasmissione, che hanno rifiutato l’invito perchè non disposti a partecipare a talk show, accusandoli di non volersi confrontare con i problemi reali dell’Italia.Primo argomento del dibattito l’affidamento ai servizi sociali di Berlusconi. Secondo Fidenza si deve cominciare a costruire un centro destra indipendentemente dalla leadership carismatica di Berlusconi. Amurri, in maniera molto critica, ricorda che Forza Italia è un partito retto da un pregiudicato (Berlusconi) e fondato da un latitante (Dell’Utri) e che Renzi si è accordato con Forza Italia, dominato da tali personalità, per stabilire le norme sulla nuova legge elettorale. Si passa agli scontri avvenuti ieri tra manifestanti e poliziotti, in cui si sono registrati feriti e alcuni fermi. Peluffo, pur riconoscendo la legittimità delle ragioni della protesta, ne ha criticato aspramente le modalità, ritenendole inaccettabili. Boldrin è molto scettico sul percorso riformatore intrapreso da Renzi, soprattutto in merito all’abolizione delle province e del Senato che, per le modalità scelte, finiranno per aumentare la spesa pubblica. Amurri, pur condannando la violenza, ne riconosce le ragioni. Aspro il commento di Fidenza, secondo cui chi è realmente arrabbiato per ragioni legittime non sfoga la propria rabbia sui poliziotti. Viene mostrata la storia di un contribuente che ha subito l’ipoteca della casa da parte di Equitalia, a causa di un errore nella dichiarazione dei redditiLa platea degli ospiti si arricchisce con l’entrata dell’esponente di Scelta Civica Mariano Rabino e di Claudio Borghi, candidato alle prossime elezioni europee con la Lega Nord. Amurri fa notare che Renzi, molto attivo su Twitter, non abbia mai postato nulla con riferimento a corruzione ed evasione fiscale, temi di fondamentale importanza nel taglio delle spese pubbliche. Rabino critica aspramente questo intervento, definendo la giornalista una “disturbatrice”. La polemica tra i due continua quando la Amurri parla di Pina Picierno, che fino a pochi mesi fa era in totale contrasto con Renzi ed ora è capolista del Pd nelle prossime europee per il sud Italia. L’esponente di Scelta Civica si chiede ironicamente se la Amurri sia “una giornalista o una cabarettista”. La giornalista replica duramente, ricordando il fuori onda in cui il deputato confessò di voler restare a Roma più che per i privilegi per la gnocca.Inevitabilmente il discorso vira sull’aumento di 80 euro a partire dalla busta paga di maggio. Borghi fa notare che questo aumento sarà in gran parte compensato dall’aumento delle addizionali mentre Peluffo difende la scelta, ritenendola un buon mezzo per far ripartire l’economia. Il tema successivo è quello delle possibili privatizzazioni di enti pubblici. Borghi accusa le politiche recenti che hanno causato l’eccessivo indebitamento di giganti come l’Eni, in maniera da poterli regalare, come sta avvenendo nel nostro paese e come avvenuto in Grecia. Secondo Fidanza il governo Monti ha peggiorato la situazione con gli accordi per il fiscal compact. Rabino difende le scelte del suo partito e accusa a sua volta il governo Berlusconi di aver firmato l’accordo, un governo sostenuto anche dal partito di Fidanza. Borghi a sua volta accusa il governo Monti di aver provocato un ulteriore aumento del debito pubblico.

Si parla poi del taglio agli stipendi dei top manager degli enti pubblici, con la previsione del tetto massimo di 238mila euro, una cira irrisoria rispetto a quanto guadagnato da manager di aziende private come Luca Montezemolo (Fiat e Ferrari) e Andrea Guerra (Luxottica). Borghi e Boldrin hanno posizioni diametralmente opposte sull’euro e espongono le loro motivazioni. Secondo Borghi il ritorno alla sovranità monetaria aumenterebbe l’occupazione e la crescita economica mentre Boldrin evidenzia che il ritorno alla lira esporrebbe il nostro paese agli speculatori, aumentando conseguentemente l’inflazione in maniera non sostenibile. Tra i due fioccano accuse. Borghi accusa Boldrin di essere alleato del commissario europeo Oli Rehn mentre Boldrin ricorda che la Lega Nord si è alleata con il Front National di Marine Le Pen, un partito razzista e vicino alle posizioni della destra più estrema. La puntata si chiude con la satira di Paolo Hendel, che interpreta Carcarlo Pravettoni.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori