LA PASSIONE/ L’unione di cinema e balletto per parlare del Cristo vivente

- int. Andrea Forte Calatti

ANDREA FORTE CALATTI ha diretto un film in cui tramite la danza ripercorre la Passione di Cristo. In questa intervista ci spiega come ha maturato questa scelta

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Una scena del film

Andrea Forte Calatti di passioni ne ha tante, dal canto al teatro – è infatti Direttore Artistico di Arte&Comunicazione e Vocal Coach di Ornella Vanoni nel tour Bellezza del 2002 prima, e in quello con Gino Paoli, anno 2008, poi. Ora ha deciso di approfondire un ulteriore aspetto della sua vita, artistica e cattolica, con lausilio del Cinema. Ha infatti realizzato ultimo film, dal titolo La Passione. Un miscuglio di emozioni, colori, ma soprattutto di balletto e cinema. Un vero e proprio film-danza, come lui stesso lo definisce, che racconta – lo dice anche il titolo – la Passione di Gesù, per diffondere al mondo la Parola del Messia che, ci dice Calatti, «vive, ed è bellissimo!. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come sia nata lidea di unire la danza classica al lungometraggio.

Ciao Andrea, grazie per averci concesso parte del tuo tempo. Sappiamo che sei molto impegnato. Riesci infatti a dividerti abilmente tra Milano e New York, e immagino non sia cosa da poco. Abbiamo capito che la tua è una vita davvero multi-tasking, allinsegna di creatività, colore, e preghiera. Ma da dove nasce lidea di unificare in un solo prodotto, cinematografico, quello che più ti rappresenta? Mi riferisco al tuo ultimo film La Passione. Come mai questo soggetto su grande schermo?

Anzitutto grazie a voi. Sono onorato di poter rispondere alle vostre domande e raccontare così di ciò che è la mia vita. Come hai detto tu, La Passione è lunione di due grandi cose: il balletto e il cinema. Quella per il lungometraggio è nata nel 2009, subito dopo il debutto del mio primo spettacolo Shock. Lamore per la danza, invece, nasce dalla mia sceneggiatura de Il Senso, dove vediamo il direttore di un museo alle prese con delle strabilianti scoperte a proposito dellUltima Cena di Leonardo. Mi piace raccontare, con quel velo di magico che intercorre fra danza e realtà, come tutto il Mistero al di sopra del reale porti inevitabilmente alla Verità.

In che senso?

Fin da piccolo ho immaginato animarsi il dipinto di Leonardo. Metter in atto quel sogno, però non è certo stato facile e semplice. Credo, tuttavia, il movimento mi abbia semplificato le cose, essendo davvero un linguaggio universale e, perché no, un modo diretto ma non invadente per mettere in scena un tema a me tanto caro come quello della Passione di Cristo. Insomma, io sono cristiano e non me ne vergogno affatto! Sento Cristo come uomo, e sono sicuro sia importante diffondere questo grande messaggio! Il Messia vive! Ed è una cosa assolutamente bellissima. Se si prende in mano un Vangelo, e lo si legge come fosse un libro qualsiasi, è facile incappare in una semplice e ottima valvola di confronto per la nostra vita, indipendentemente da quella che sia la nostra religione, o il nostro credo di appartenenza.

Un progetto certo importante, e anche molto determinato, il tuo. Quali riscontri ti aspetti di ottenere, e quali progetti futuri ti andrebbe divenissero realtà, considerando il tuo presente davvero molto impegnato?

Gli impegni non mi spaventano, ma al contrario aiutano la mia determinazione. Ci sono molte idee e progetti che vagano per le cellule che mi compongono, ora, e sono tutte orientate verso il miglioramento del rapporto uomo-società: dal cartone animato per bambini “Verdemuschio Pizzicabacche”, al dramma “L’uomo, Il guerriero, Il Santo”. E poi, ancora, uno spettacolo di danza intitolato “Anamnesis – La deflagrazione della memoria”. Vorrei poter concluderli tutti quanti, e a breve. Un altro tema legato alla mia cattolicità è certo quello della conversione della Maddalena, soggetto che, peraltro, ho anche già affrontato nel mio film Il Senso.

 

Possiamo quindi dire che questo è certo un periodo della tua vita piuttosto produttivo?

Sicuramente un momento fresco e interessante per la mia carriera! Dire ora cosa esattamente farò in futuro è prematuro. Non penso alla produzione ma alla qualità, puntando tutto sul “come” delle cose, e non sul “quanto e quando”. Certo, trovare il denaro adesso spero sia più facile, vista la mia finalità cattolica nella vita.

 

Non ci resta che augurarti una Buona Pasqua, allora! E in bocca al lupo per quello che sarà il tuo cammino…

Grazie! Auguro lo stesso a tutti voi!

 

(Claudia Cabrini)




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