ULISSE-IL PIACERE DELLA SCOPERTA/ Il viaggio verso il grande nord, dalla Danimarca fino alla Norvegia. Puntata 26 aprile 2014

- La Redazione

Questa sera, su Rai Tre a partire dalle 21.05, andrà in onda una nuova puntata di Ulisse-Il piacere della scoperta. Alberto Angela ci accompagnerà tra i ghiacci della Scandinavia

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Ieri sera, su Rai Tre, è andata in onda una nuova puntata di “Ulisse-Il piacere della scoperta”, condotta come sempre da Alberto Angela. Il nuovo appuntamento si è aperto parlando delle Isole Lofoten, a Nord della Norvegia, attraverso le quali è stato introdotto l’argomento della serata: i regni del freddo, cioè la storia dei popoli del Nord Europa. Le popolazioni di questa parte dell’Europa vivevano in maniera più semplice rispetto alle grandi civiltà che ebbero inizio nel Mediterraneo, come quella greca o quella romana, ma ciò non ha affatto impedito di ritrovare numerose tracce archeologiche come quelle rintracciate nei cumuli sepolcrali formatisi nei secoli a causa dell’azione della pioggia. Numerosi detriti si sono infatti sedimentati intorno ad alcune tombe risalenti all’Età del Bronzo, come quelle rintracciate a circa 100 chilometri da Copenhagen. Qui è stato possibile ritrovare anche alcuni corpi relativamente ben conservati: in questo corpo, adagiato in un sarcofago su un letto di pelle d’animale, le ossa non ci sono più, ma sono ancora ben conservati i capelli e alcuni altri oggetti. Dalle tracce presenti nel sarcofago si è capito che, molto probabilmente, la ragazza venne sacrificata per compiere un rito religioso. Ancora, si è potuto evincere, sempre dagli oggetti in bronzo rintracciati in numerosi sarcofagi, che i popoli del Nord, in questo caso gli antenati degli odierni danesi, praticavano il commercio, dato che il bronzo non veniva normalmente prodotto da queste parti, essendo una lega fatta con metalli non presenti in queste zone. Si suppone che i danesi commerciassero con Irlanda, Spagna, Cipro, e che prendessero il bronzo, l’oro, e altri materiali o oggetti, in cambio dell’ambra, molto abbondante in queste zone. L’oro veniva perlopiù utilizzato per fabbricare oggetti che servivano ad adempiere alle pratiche religiose relative al culto del sole, molto sentito, all’epoca, da queste parti. Infatti, in queste zone, anticamente vivevano popolazioni organizzate in piccoli villaggi e dedite esclusivamente all’agricoltura e all’allevamento, e la loro sopravvivenza era fortemente legata ai raccolti: ciò fa supporre che venissero fatti, in onore del sole, dei riti propiziatori per chiedere la sua intercessione affinché le condizioni atmosferiche fossero ottimali per avere abbondanti raccolti. Queste zone sono famose anche per la grande quantità di corpi rintracciati nel sottosuolo. Si tratta delle cosiddette mummie nere, definite così per il loro colore scuro, acquisito a causa del fatto di essere stati a contatto, per secoli, con la torba, da cui si ricava il carbone, e che ha consentito loro di conservarsi. Una delle più famose mummie nere è quella dell’Uomo di Tollund, vissuto più di duemila anni fa, nel quale è ancora possibile scorgere l’espressione del viso, le pieghe della pelle e i capelli. Dai particolari esaminati, si suppone che l’uomo sia morto impiccato. Fu l’imperatore Augusto a giungere per primo in queste zone grazie ad una flotta che circumnavigò l’odierna Danimarca. Poi, nel III d.C. furono queste popolazioni a muoversi verso l’Europa, quando i goti, arrivando dall’estremo nord, cominciarono a minare il potere dell’impero romano. Secondo alcuni, però, in realtà i goti arrivarono da est, dato che è stato possibile ritrovare tracce della loro presenza anche in Romania e in Ucraina. Tuttavia, tracce di villaggi organizzati alla maniera di quelli presenti tra le popolazioni del Nord sono stati rintracciati anche nel Nord America, facendo così supporre che tali popolazioni fosser, in qualche modo, arrivate qui. Nell’Alto Medioevo, ad una data ben precisa, che è quella dell’ 8 giugno del 793, furono poi i Vichinghi ad irrompere sullo scenario europeo: in questa data, infatti, essi fecero il loro ingresso a Lindisfarne, un’isola che si trova nella parte nord orientale dell’Inghilterra, e qui si diedero al feroce saccheggio di un convento, all’uccisione di un consistente numero di monaci e alle razzie. La loro violenza e la loro ferocia furono tali da far nascere, nelle popolazioni europee di allora, una vera e propria psicosi. Ma i Vichinghi non erano soltanto molto feroci: infatti, sebbene per molti versi fossero pi arretrati, rispetto ai popoli che abitavano l’Europa di allora, dimostravano una superiorità, ad esempio, nel campo della lavorazione dei metalli e nella fabbricazione dei manufatti come le armi, cosa che consentì loro di combattere avvalendosi di spade di qualità superiore, e non soltanto con le asce, di cui facevano largo uso. Inoltre, il valore in guerra era molto importante, soprattutto a causa delle loro concezioni religiose. Dopo qualche tempo, una parte di queste popolazioni, si stabilì in Normandia, una regione della Francia. I popoli del nord, nel corso dei secoli, ebbero modo di sviluppare grande maestria anche nella navigazione, come mostrano alcune delle navi ritrovate: da alcune simulazioni compiute, infatti, si è potuto apprendere che, per la guida di queste imbarcazione, alcune delle quali toccava anche gli 80 metri di lunghezza, era necessaria una complessa organizzazione degli uomini dell’equipaggio. Nel mondo dei popoli del nord, le donne, pur non potendo occupare cariche e rivestire ruoli di grande importanza dal punto di vista direttivo, non erano confinate in una situazione di subalternità totale, come dimostra anche un particolare del loro vestiario: erano infatti loro a detenere le chiavi del forziere, cioè del posto in cui ogni famiglia era solita riporre i propri averi.

Questa sera, su Rai Tre in prima serata andrà in onda un nuovo affascinante appuntamento in compagnia di Ulisse, il piacere della scoperta. Il programma di divulgazione culturale e scientifica condotto da Alberto Angela ci accompagnerà per mano in uno spettacolare viaggio in Scandinavia: dalla Danimarca, passando per la Norvegia, fino al circolo polare artico. La serata, dal nome I regni del freddo sarà infatti completamente dedicata allanalisi di un mondo che presenta un clima e un ambiente estremo rispetto alle dolci temperature e alle tradizionali condizioni climatiche dellEuropa mediterranea. Mentre in Egitto si erigevano le piramidi in onore dei faraoni e Roma costruiva pian piano il suo impero, cosa accadeva in queste lande poco conosciute? questo linterrogativo principe nonché filo rosso del viaggio nel gelo del Nord Europa. Grazie alle quanto mai proibitive condizioni climatiche, sono a noi pervenuti i corpi mummificati e perfettamente conservati di questi antichi uomini del nord.

Per conoscere meglio i popoli che abitavano la Scandinavia, vedremo le trecce bionde, ancora intatte, di una ragazza vissuta tremila anni fa. E come se non bastasse, ecco il viso di un uomo, perfettamente conservato, ma completamente annerito; si tratta della più celebre e importante delle cosiddette mummie nere. E se si parla di Scandinavia, non si può certo non parlare di vichinghi e delle grandi invasioni con la caduta dellimpero romano. I vichinghi, feroci guerrieri ma anche formidabili navigatori salpavano nei mari con le loro navi formidabili navi, i cosiddetti drakkar, custoditi nei musei norvegesi.

Dopo aver toccato Danimarca, Svezia e Norvegia, Alberto Angela punterà ancor più a Nord facendo tappa alle isole Lofoten dove assisteremo allaffascinante spettacolo dellaurora boreale, non senza ricordare la storia di due grandi esploratori scandinavi: Roald Amundsen e Salomon August Andrée, entrambi scomparsi tra i ghiacci del polo nord. Per non perdersi il racconto di Alberto Angela non resta che sintonizzarsi su Rai Tre alle 21.05

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