Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve/ Dal libro di Jonasson un film comico “on the road”

- Claudia Cabrini

Tratto dal bestseller di Jonas Jonasson, il film di Felix Herngren conserva lumorismo e la chiave lunatica e spietata che ne aveva sancito il successo. La recensione di CLAUDIA CABRINI

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Una scena del film

Tutto comincia nel 2009, in Svezia. Jonas Jonasson, infatti, pubblica un romanzo, sua opera prima, che diventa immediatamente un bestseller di successo internazionale. Ora possiamo gustarcelo anche in Italia, non più in formato cartaceo, reperibile da anni, ma su grande schermo. Il regista connazionale Felix Herngren, infatti, porta in scena Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, uno dei film più emozionalmente divertenti degli ultimi tempi.

Nel giorno del suo compleanno, il centenario Allan Karlsson scappa dalla casa di riposo in cui soggiorna verso una meta ignota. Non gli importa delle cento candeline da spegnere di lì a poche ore. Lunica cosa che vuole fare per davvero, e la farà, è scappare. Così apre la finestra e corre. Partono da qui le sue divertenti avventure, che lo vedranno inaspettatamente coinvolto negli eventi più bizzarri ed emblematici di sempre. Dal rubare una valigia piena di soldi, senza saperlo, al simpatico incontro con un corriere della malavita.

Una volta trovato il denaro, lidea di Allan è quella di metterlo a frutto, utilizzandolo per inseguire i suoi sogni con qualche difficoltà risparmiata. Ancora non sa, tuttavia, di essere al centro di una clamorosa caccia alluomo da parte della criminalità organizzata. Così nel suo vagare Allan ricorderà momenti di vita vissuta memorabili e commoventi, dalle peripezie dovute alla passione per le esplosioni, ai pasticci col dinamitardo nella guerra civile spagnola e poi, ancora, lamicizia con Franco e il lavoro al progetto Manhattan, un servizio per Stalin. Allan ha anche assistito alla caduta del muro di Berlino, dando addirittura, in quelloccasione, un simpatico e involontario contributo.

Un film davvero ben fatto e diretto, con lobiettivo di rispettare lumorismo e la chiave lunatica e spietata che aveva sancito alla storia il successo letterario. Una commedia sinceramente comica e mai volgare, condita da un interessante ruolo attivo nel dare forma a eventi divertenti e particolari, portando così un po di sorriso in quello che rimarrebbe altrimenti un semplice mondo apparentemente grigio. Il disordine dove lordine dovrebbe farla da padrone, e così lincontro tra spettatore e umorismo.

Una cosa la si può dire con certezza; la versione filmica de Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve rifà le regole a modo suo, passando velocemente dal personaggio al protagonista, sempre ignaro di quel che lo circonda, o quasi, e – purtroppo – davvero poco, così pare, alla ricerca di un reale coinvolgimento nella storia. Unica pecca, forse, questa; uno sbalzo evidente tra momenti davvero divertenti e altresì ampie fasi di un po arrugginito annoiamento.

Costretto a portare avanti una trama d’intrigo e un intreccio di personaggi e situazioni certo complesse, la scalata al raggiungimento del dinamismo è abbastanza difficile. Le scene in cui manca il protagonista, infatti, non sono prettamente scorrevoli e spesso è facile dimenticare quale fosse stato l’evento appena passato.

Un film che, a mio parere, entusiasma e diverte. Un film per il quale sicuramente pagherei un biglietto al grande Cinema, ma, al tempo stesso, un prodotto, quello di Felix Herngren, tanto godibile nell’immediato quanto facilmente dimenticabile. Però solo complimenti. Perché, nonostante tutto, è da vedere.

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