IL RAGAZZO DI CAMPAGNA / Il trailer del film con Renato Pozzetto diretto da Castellano e Pipolo

- La Redazione

Va in onda questa sera su Rete 4 Il ragazzo di campagna, il film cult della commedia italiana del 1984 con Renato Pozzetto e diretto dal consolidato duo Castellano e Pipolo.

Fotolia_telecomando_R439
Fotolia

Va tra poco in onda su Rete 4 Il ragazzo di campagna, film del 1984 diretto da Castellano e Pipolo e interpretato da Renato Pozzetto. La pellicola si ispira alla favola dello scrittore greco Esopo, Il topo di città e il topo di campagna, solo che in questo caso il protagonista è Artemio, un contadino di un piccolissimo paese che il giorno del suo quarantesimo compleanno si rende conto di non aver mai realmente vissuto una vita “normale”. Decide così di partire per Milano, dove chiede aiuto a suo cugino Severino, trasferitosi in città anni prima, che gli offre ospitalità e lavoro. Come vediamo nel trailer, però, ben presto Artemio si accorge che Severino è in realtà un ladro così lo abbandona e si mette anche alla ricerca di un lavoro. Si innamora di una ragazza, Angela, alla quale chiede di sposarlo, ma alla fine la vita di città lo deluderà più di quanto si sarebbe mai immaginato.

Va in onda questa sera su Rete 4 Il ragazzo di campagna, il film cult della commedia italiana del 1984 con Renato Pozzetto e diretto dal consolidato duo Castellano e Pipolo. Ecco la trama: il protagonista è Artemio (Renato Pozzetto), un contadino che risiede e lavora a Borgo Tre Case, minuscolo paese situato nelle campagne intorno a Pavia. Gli abitanti non sono numerosi, per la maggior parte anziani e, non esistendo televisione né cinema, l’unico svago è rappresentato dal passaggio quotidiano del treno, a cui gli abitanti assistono come fosse un vero spettacolo. Artemio vive in casa con la madre Giovanna (Clara Colosimo), che sogna di vederlo finalmente sistemato insieme ad un’altra giovane del paese, Maria Rosa (Sandra Ambrosini), innamorata da sempre di Artemio. Quest’ultimo, però, non ne vuole sapere e alla soglia dei quarant’anni è ancora single. Ed è proprio nel giorno del suo 40esimo compleanno che Artemio entra in crisi, rendendosi conto di non essere mai uscito dal paesino e di non aver, in sostanza, mai vissuto. Vuole andarsene, trascorrere il resto della sua vita altrove, e in particolare vuole provare l’ebbrezza della grande città: per questo prende la decisione di trasferirsi a Milano. Dopo aver fatto le valige, lascia Borgo Tre Case con tutti i risparmi di una vita da contadini che la madre gli affida. Giunto a Milano in trattore, cerca un aggancio nella città e trova Severino Cicerchia (Massimo Boldi), il cugino che nel vecchio paese è ancora soprannominato “Lo scoreggione”. Quest’ultimo, a Milano ormai da diverso tempo, gli offre il suo aiuto, dandogli ospitalità e un lavoro insieme a lui. Artemio non si rende conto, però, che il cugino è un ladro e viene così coinvolto in diversi scippi ai danni di alcune donne. Una volta compreso come Severino si guadagna da vivere, Artemio lo abbandona e va a restituire una delle borsette rubate alla proprietaria legittima, Angela (Donna Osterbuhr). La ragazza riconosce in Artemio uno degli autori del furto e lo fa picchiare da un suo amico, ma quando capisce che la borsetta è intatta lo perdona, e diventa il punto di riferimento milanese di Artemio. Lo aiuta a trovare casa – un minuscolo e molto costoso monolocale all’interno di un residence – e gli dà qualche suggerimento per trovare un lavoro. I tentativi di Artemio sono numerosi: cerca di fare il metronotte, l’assicuratore, l’attore in piccoli spot pubblicitari e persino accompagnatore per persone non vedenti, ma i risultati sono scarsi. Rimane senza lavoro ed è costretto a dar fondo ai soldi che gli aveva affidato la madre, chiedendone anche degli altri. La vita in città si rivela più costosa del previsto. Man mano che il tempo passa, l’amicizia con Angela si trasforma, almeno per Artemio, in qualcosa di più profondo e, dopo una notte trascorsa insieme, il ragazzo le chiede di diventare sua moglie. La risposta di Angela è negativa, in primo luogo proprio per la diversità fra loro due: la ragazza rivendica la sua modernità e il desiderio di non avere vincoli di alcun tipo. Artemio non la prende bene e arriva a tentare il suicidio, gettandosi nelle acque del Naviglio. Viene salvato da un uomo, che gli offre anche un lavoro: sembra il coronamento di un sogno per Artemio. In realtà, la proposta dell’uomo consiste nel vendere droga ai ragazzi all’uscita delle scuole. la goccia che fa traboccare il vaso: Artemio rifiuta con sdegno e decide di far ritorno al paesino, stanco e deluso dalla vita di città. Ricomincia così, senza rimpianti, la sua vita di contadino. Mentre è al lavoro nei campi, un giorno riceve l’inaspettata visita di Angela, che porta con sé una lettera relativa ad uno dei tanti colloqui sostenuti da Artemio durante il suo periodo in città: è stato assunto come assicuratore. Nel corso del breve incontro, Angela comunica ad Artemio di aver cambiato idea circa la sua proposta di nozze; per Artemio, però, è troppo tardi, dato che ormai ha deciso di trascorrere la sua vita da “contadini e contenti”, insieme alla donna che lo ha sempre amato, Maria Rosa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori