WALESA L’UOMO DELLA SPERANZA/ Un pro-memoria contro gli “inganni” dei cattivi maestri

- Federico Bason

Diretto da Andrzej Wajda, è arrivato nelle sale il film che racconta un tratto di storia e la lotta per la conquista della libertà di unintera nazione. La recensione di FEDERICO BASON

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Una scena del film

Walesa – Luomo della speranza è un film di grandi aspirazioni, parla di una nazione, la Polonia, di un premio Nobel, Lech Walesa, di unintervista alla storia, sulla storia. Maria Rosaria Omaggio interpreta Oriana Fallaci, che tramite domande pungenti dipana i ricordi di Lech, uomo semplice che non si piegò mai al regime. Il comunismo descritto così comè, feroce, si contrappone allemozionante forza di Lech Walesa, sindacalista/operaio che, grazie alla voglia di democrazia, diventò Presidente della Polonia.

La dimensione storica di Walesa è incentrata sullo strapotere sovietico in Europa, sotto cui interi popoli giacevano in povertà. Parole come manifestazioni, scioperi od opposizione, venivano soffocate ancor prima di nascere, dagli apparati comunisti. Per ottenere questo, qualsiasi intimidazione era possibile, fino a colpire la famiglia o a essere rapiti, inghiottiti nel nulla. Lech è la metafora della ribellione, infine del riscatto; a partire dagli avvenimenti di una manifestazione, il film fa rivivere il brivido del regime, per cui alla contestazione della folla segue immancabilmente la violenza, la mancanza di libertà. Sempre contro gli indifesi.

Non è facile ricostruire a ritroso la sceneggiatura di Walesa, poiché con la narrazione del passato (il giorno della rabbia che si trasforma in speranza) si giunge a punti fondamentali: lautodeterminazione dellindividuo, il senso di comunità, limportanza di avere alle spalle una famiglia solida. Lerrore più banale che poteva accadere, non è questo il caso, è che le gesta del protagonista sprofondassero nellagiografia o in un manierismo per cui le vittime sono eroi senza macchia. Ebbene Walesa propone una realtà vicina a un umanesimo di stampo europeo, quasi che quelle lotte fossero una trama più vasta, per leggere la politica di oggi, fatta di inganni e equilibrismi.

Lesempio del non piegarsi al potere, a volte violento, a volte segreto, fa in modo che la lotta sia alla luce del sole, ma si accetti anche di firmare un misterioso documento, che possa presagire un rapporto (mai confermato) tra sindacato e polizia. Nonostante le luci e le ombre, la caduta del regime è avvenuta senza dubbio grazie a uomini come Lech.

La vicenda raccontata magistralmente dal regista Andrzej Wajda, valorizza la componente socialdemocratica del Paese, quella politica moderata, che ha combattuto come un leone contro il comunismo. Nel contesto storico è doveroso citare la testimonianza della Chiesa, che tramite Papa Giovanni Paolo II ispirò la ricerca di libertà e poi di perdono, verso gli oppressori.

Oggi, sentiamo ancora alcuni “cattivi maestri” parlare del comunismo come di una cosa buona, oppure fondamentalmente innocua, Walesa – L’uomo della speranza è un rammemoratore di come sia stato complesso (e sanguinoso) per un popolo liberarsi dalle spire del comunismo. 

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