UN BACIO ROMANTICO/ Un viaggio alla scoperta dei legami

- Ilenia Provenzi

Se fisicamente i viaggi allontanano le persone, a volte possono unirle a dispetto della distanza. Come succede nel film di Wong Kar Wai di cui ci parla ILENIA PROVENZI

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Una scena del film

Se fisicamente i viaggi allontanano le persone, a volte possono unirle a dispetto della distanza. Lettere e cartoline, prima ancora delle mail, sono i fili che da sempre legano gli amici, gli amanti, i familiari separati dalla geografia. Un bacio romantico (in inglese, My Blueberry Nights) è un film del 2007 (arrivato in Italia con un anno di ritardo) che parla della distanza da molteplici punti di vista, perché non sempre andare lontano significa spezzare i legami, così come essere vicini non implica conoscersi davvero.

A New York, Elizabeth (Norah Jones) ha gravitato per anni intorno a un ragazzo che credeva di amare, finché non arriva al punto di rottura. A raccogliere le sue confidenze e offrirle una fetta di torta fatta in casa è Jeremy (Jude Law), il proprietario di un caffè dove il dolce di mirtilli rimane, misteriosamente, intatto alla fine di ogni giornata. Jeremy colleziona le chiavi lasciate dai clienti con il cuore infranto ed Elizabeth contribuisce con le sue. Tra i due scatta qualcosa, ma la ragazza deve trovare se stessa prima di fidarsi di nuovo di qualcuno. Così, una sera, sparisce. partita per un viaggio on the road che la porta da New York a Memphis, e da Memphis nel Nevada, in un casinò non distante da Las Vegas.

Lavorando come cameriera e incontrando persone bizzarre e spesso lontane dalla sua realtà, come la giocatrice dazzardo Leslie (Natalie Portman), Elizabeth impara a guardare il mondo da una prospettiva diversa, più disincantata, ma allo stesso tempo più coraggiosa. Negli ultimi giorni, mi hanno insegnato a non fidarmi di nessuno ma sono contenta di non avere imparato la lezione. A volte gli altri sono come uno specchio, che ci definisce e ci dice come siamo fatti. E ogni volta che rifletto, capisco sempre più che mi piaccio così come sono.

Mentre osserva il mondo dal sedile di unauto o dal bancone di un locale, Elizabeth si riappacifica con se stessa e, attraverso le cartoline, dialoga con Jeremy, mantenendo un contatto con la sua anima gemella e costruendo un mosaico di parole, emozioni, pensieri che svelano il suo percorso di trasformazione.

Il regista cinese Wong Kar Wai (In the Mood for Love) intreccia una storia raffinata che si rivela un viaggio attraverso i sentimenti, per esplorare i legami che si creano e si spezzano, le perdite e le riconciliazioni che costellano l’esistenza. A volte può sembrare che il regista indugi su episodi minori, allontanandosi dalla trama centrale, ma ogni dettaglio ha una funzione precisa all’interno del film e rappresenta una delle sfaccettature della realtà con cui la protagonista deve confrontarsi.

Al centro si trova il tema della fiducia, dell’apertura al prossimo e della capacità di andare oltre la propria visuale ristretta. Solo così si possono scoprire gli aspetti di sé e degli altri che, quando si è concentrati su se stessi, non si prendono in considerazione. Come la torta ai mirtilli, che rimane in disparte finché nel locale di Jeremy non entra la persona giusta, quella in grado di apprezzarla e di dare spazio a una nuova storia.

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