SFOOTING/ Exportarli o meno a Milano? La battaglia sui Bronzi Riacende il dibattito culturale e politico

- Comic Astri

Sulla proposta di trasferire lanno prossimo i Bronzi di Riace a Milano, lItalia che conta si è spaccata in due. I COMICASTRI ne parlano con il professor P. Raffaello Ghiri Gori DAsfalto

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I Bronzi di Riace (Immagine d'archivio)

Expo, qualcosa si muove. Letteralmente. Tra le iniziative sulle quali infatti si sta discutendo, vale a dire la proposta di trasferire lanno prossimo i Bronzi di Riace a Milano, lItalia che conta si è spaccata in due. Da una parte, i favorevoli, guidati dal governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, forte dellappoggio artistico di Vittorio Sgarbi, il quale, se si tratta di mantenere fede al suo cognome e fare uno sgarbo a chicchessia, non si tira di certo indietro, e spalleggiato dal collega di partito Mario Borghezio, del cui appoggio politico avrebbe forse fatto volentieri a meno, viste le dichiarazioni dai toni assai poco (ma per gli standard abituali di Borghezio, assai tanto) british: Quegli stronzi di Riace mollino subito le loro statue!. Maroni, in ogni caso, ha glissato su Obelix (questo il soprannome di Borghezio, che però non è mai caduto nella pentola della pozione magica, come lomonimo personaggio, fedele amico di Asterix) conducendo la sua battaglia con uno slogan decisamente più pacato: Riacendi la cultura: Exporta i Bronzi a Milano!. Si badi bene: riacendi con una c sola non è ignoranza leghista, ma un chiaro quanto arguto riferimento alla provenienza delle statue.

Dallaltra parte della barricata, al contrario, il premier Matteo Renzi si è dichiarato fortemente contrario. Fatti due conti, per quale motivo – si è chiesto – dovrei spostare i Bronzi di Riace a Milano? Molto meglio portare i visitatori dellExpo a Reggio Calabria, al fine di valorizzare quella Regione. Potessi, sposterei anche il Duomo di Milano a Rossano, provincia di Cosenza: Duomo di Rossano suona proprio bene. Alla sola idea, la ndrangheta – fatti in quattro e quattrotto i classici quattro conti della serva, cioè calcolando i probabili introiti legati a estorsioni e furti contro i 25 milioni di turisti attesi per lExpo, senza contare il boom di fedeli in visita a una cattedrale nuova di pacca e di tradizione millenaria – ha fatto sapere, attraverso il suo portavoce, tal Ntoni Capobastuni, di essere del tutto daccordo con le proposte provenienti dal Nord.

Chi ha ragione tra Renzi e Maroni? Difficile rispondere, anche perché il trasferimento della celebre coppia di statue potrebbe presentare una serie di difficoltà logistiche non indifferenti. A tal proposito è stata varata – come è tradizione in Italia quando si deve risolvere un problema – una commissione composta da sette esperti e chiamata a fornire, entro metà ottobre, un parere scientifico sul trasporto dei Bronzi di Riace da Reggio a Milano.

A sorpresa, da questa commissione è stato escluso il massimo esperto di Arte e Logistica del nostro Paese, il professor P. Raffaello Ghiri Gori DAsfalto, docente di Movimenti artistici rimossi con trasporto presso lUniversità di Tirano, in provincia di Sondrio, ateneo che, insieme a quello albanese quasi omonimo di Tirana, sforna in assoluto i migliori autisti di Tir specializzati in trasferimenti di opere darte a livello mondiale. Per intervistarlo siamo andati a scovarlo nel suo studio (non a caso ricavato proprio allinterno di un rimorchio di un camion situato nei pressi della sua università), attorniato da libri, riviste scientifiche e artistiche, vere e proprie pietre miliari per coloro che vogliano intraprendere una disciplina universitaria così particolare. Lo troviamo intento alla traduzione di un suo articolo, Il quadro elettrico di un Iveco Trakker è un luminoso esempio di arte povera?, che apparirà nel numero di novembre del periodico Tir-a-sègn, rivista di settore, stampata a Scutari e dedicata al trasporto internazionale su gomma.

Professore, prima di tutto una curiosità. Lei si chiama P. Raffaello. La “P”, ovviamente, sta per Pier, giusto?

Affatto. La “P” sta per Pre, perché i miei genitori erano appassionati studiosi dei pittori pre-raffaelliti.

 

Parliamo dei Bronzi. È d’accordo sul loro trasferimento a Milano?

Certo. L’operazione si può fare. I Bronzi non sono delicati come sembra. Basta avvolgerli in abbondante carta stagnola, un trattamento che ne renderebbe stagna la conservazione, garantendone la sicurezza durante il trasporto.

 

Ma quale sarebbe, a suo insindacabile giudizio, il mezzo di trasporto più sicuro?

Davvero azzeccato l’aggettivo “insindacabile”, perché se dovessimo dipendere dal giudizio dei sindacati, i Bronzi non arriverebbero mai a Milano. Io mi affiderei a occhi chiusi a un trasportatore calabrese di sicuro valore, che utilizza una vecchia Due cavalli. Non vorrei fargli troppa pubblicità, ma con la sua società di autotrasporto, “I Ronzini di Riace di ‘Ntoni Capobastuni”, le due statue in men che non si dica sparirebbero da Reggio Calabria. In questo tipo di trasferimenti ‘Ntoni è un vero artista.

 

Il viaggio però è lungo. Non c’è il pericolo che possano rovinarsi o macchiarsi?

E anche fosse? Se dovessimo rilevare, a trasporto concluso, delle venature o addirittura delle chiazze non riscontrate antecedentemente, l’équipe di specialisti della mia Università di Tirano potrebbe agire sui Bronzi con un prodotto già testato sulle statue in interventi precedenti, che noi abbiamo brevettato con il nome commerciale di “Ace & Riace”: per i profani, posso dire che è un liquido, leggermente alcolico e di profumo assai gradevole, che lavora alla stregua della candeggina, e che quindi è un potente smacchiatore.

 

In occasione dell’Expo lei porterebbe a Milano solo i Bronzi di Riace o anche altre opere architettoniche e artistiche?

Ho un sogno nel cassetto, che spero si realizzi proprio in occasione dell’Expo, per portare le periferie al centro del mondo, una sorta di scambio etnico-culturale che prevede lo spostamento completo di ben tre interi quartieri newyorkesi – Bronx, Harlem e Chinatown – nei sobborghi di Milano; quest’ultima, però, risponderebbe da par suo, prestando agli Usa uno splendido poker di hinterland: Quarto Oggiaro, Quinto Stampi, Sesto San Giovanni e Settimo Milanese. Un’impresa non da poco, è vero, ma realizzabile in poche settimane con le tecniche che in questi anni ho elaborato. Andatevi a leggere il mio recente articolo “Se danneggiare una cornice è rovinare un’opera d’arte, abbattere con la retro un cornicione significa rovinare una Grande Opera?”. Oppure consultate il mio saggio “Per capire le mille sfumature dell’Espressionismo basta guardare per ore il viso di un camionista in coda sul Grande Raccordo Anulare”. O ancora…”.

 

(A questo punto la testa di Ghiri Gori D’Asfalto comincia a dondolare, gli occhi socchiusi, l’eloquio impastato. In ogni genio, si sa, c’è un po’ di follia. E il sospetto ci coglie al quarto cicchetto di fila, soprattutto perché scopriamo che non si tratta di brandy e nemmeno di Braulio. Il professore si fa di “Ace & Riace”. Insomma, il massimo esperto di trasferimenti dei Bronzi… si sbronza!!! Salutiamo e ci ri-tir-iamo a capo chino, pietrificati come statue sì, ma di sale!)

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