BALLARO’/ Giovanni Floris: DiMartedì non sarà una copia di Rai Tre. Confermato Crozza (2 settembre 2014)

Intervistato dal Corriere della Sera, il conduttore di Ballarò Massimo Giannini si racconta e dichiara di essere un amico di Giovanni Floris: “Non sarà il programma di un altro”.

02.09.2014 - La Redazione
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Massimo Giannini, nuovo conduttore di Ballarò (Web)

“Ripartiamo dai punti fermi di Ballarò, ma questo non faremo una fotocopia”. Con queste parole Giovanni Floris alla conferenza stampa di presentazione di ‘diMartedì’, il talk show di prima serata su La7 con la copertina di Maurizio Crozza e i sondaggi di Nando Pagnoncelli, al via dal 16 settembre. Dall’8 settembre partirà anche ‘diciannovEquaranta’, la striscia giornaliera “che analizzerà la notizia del giorno”, alle 19.40 sempre su La7. Sugli obiettivi di ascolto, il giornalista ha sostenuto che “i bilanci si faranno a fine stagione”.

Ballarò non sarà il programma di un altro. Massimo Giannini non ci sta a passare per il supplente di Giovanni Floris, nel frattempo emigrato verso i più ricchi lidi di La7 per condurre un talk show e un preserale, così nel corso di un’intervista al quotidiano Corriere della Sera presenta la sua nuova edizione di Ballarò, priva dello storico conduttore e della storica copertina di Maurizio Crozza. Al suo posto ci sarà Marco Dose, di Radio2. L’ex vicedirettore di Repubblica nel quotidiano ha passato ben 28 anni di carriera dichiara di avere comprensione verso il sindacato Rai: Li capisco: nel mondo ideale, la scelta del direttore di un tg o del conduttore di un programma dovrebbe sempre avvenire allinterno dellazienda. Bisognerebbe chiedersi perché non accade. Mi piace pensare che il giorno in cui me ne andrò il mio successore naturale sarà un interno. Il mio primo impatto con Vianello e con la sua bella squadra di Rai Tre è stato eccellente. La Rai è la più importante azienda culturale del Paese. Deve solo avere il coraggio e lorgoglio di dimostrarlo ogni giorno. Tante le parole di ammirazione per Michele Santoro: Un maestro. Insieme con Gad Lerner è stato il vero raccontatore della transizione italiana da Tangentopoli in avanti. E vanta numerosi tentativi di imitazione, alcuni allinsegna del populismo, tipo il collegamento con la piazza urlante. Un genere che credo lo stesso Santoro consideri superato. Molto chiaro il riferimento a Quinta colonna di Paolo Del Debbio.

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