SFOOTING/ Al Campionato mondiale di nascondino rinviata ancora la cerimonia di premiazione: non si trova più il vincitore

- Comic Astri

Quella appena trascorsa è stata lestate degli sport minori. I COMIC ASTRI ci illustrano le vittorie italiane nei capionati di palla prigioniera, carta forbice sasso e nascondino

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Olimpiadi (Infophoto)

Non cè che dire, se ci avete fatto caso è stata lestate degli sport minori. Se il Mondiale brasiliano ci ha riservato una cocente delusione calcistica, in discipline meno conosciute, anzi, del tutto sconosciute ai più, lItalia ha conosciuto una stagione davvero eccezionale. Prendete il badminton. Per la prima volta un club italiano, il BCM (Badminton Club Milano), è riuscito a entrare tra le prime otto finaliste della Coppa europea, lequivalente della Champions League pallonara: non era mai successo. Ma non si è trattato di un caso isolato, nè quello con il risultato finale più eclatante, visto che il team del capoluogo lombardo è stato poi eliminato dai campioni francesi dellAix en Provence. In almeno altre tre specialità i nostri atleti sono saliti sul gradino più alto.

Merita senzaltro una citazione il Mondiale di Palla avvelenata, che presenta ormai da anni una sfida a due che non sembra poter dar luogo a cambiamenti di sorta. In campo maschile, infatti, anche questanno i Borgia di Roma (rafforzati da un acquisto proveniente dalla vicina Firenze: Borja Valero) hanno avuto la meglio sui temibili e immancabili avversari francesi dellArsenico Lupin, mentre in campo femminile la sfida per il primato ha visto le elleniche del Kaligine (da kalè, bella, e  gunè, donna, che fa belladonna, letale pianta velenosa) contrapposte alle africane del Banana Chiquta, soprannominate le intossicate 10 e lode.

Dato a Cesare quel che è di Cesare e a Socrate quel che è di Socrate, veniamo alle discipline che hanno visto il trionfo dei nostri colori. Perciò inorgogliamoci insieme!

Campionato mondiale di Palla prigioniera. Detto che non si deve assolutamente confondere questo sport con la Palla avvelenata di cui sopra, non fossaltro perché si svolge annualmente ad Alcatraz, nellomonimo carcere di massima sicurezza, la competizione ha regole adeguate al luogo che la ospita. Per citare un esempio, il tempo di gioco è tassativamente di unora: daria. I partecipanti sono, o sono stati, abili calciatori (badate che la palla al piede è una costante), non possono in modo alcuno dormire sui colpi (pur dovendo indossare come maglie da gioco delle divise a strisce bianche e nere, simil pigiama) e devono avere confidenza con linformatica, in modo particolare con Excel (per forza: hanno a che fare continuamente con le celle). Lo avrete capito da voi, è uno sport assai strano, eppure questanno i nostri colori hanno trionfato. Artefice del successo, uno sconosciuto italiano di Celle Ligure, un avanzo di galera, che prima di finire ad Alcatraz ha gestito pure un bagno (penale) a Rimini.

Campionato mondiale di Carta-Forbice-Sasso. Tradizionalequantosconosciuto torneo, che vede coinvolte categorie lavorativedavvero singolari, ciascuna alle prese con uno strumento tipico della propria professione: i cartolai come gran maestri della carta; i parrucchieri come esperti di sforbiciate trichiche (dal greco trix, tricos, capello); i marmisti che di sassi, bontà loro, se ne intendono, eccome. Non è il primo anno che gli azzurri partecipano al Mondiale, ma in questultima edizione hanno addirittura occupato tutti i primi tre posti del podio. La spedizione comprende, come consuetudine, una squadra per ogni categoria. E chi ha difeso così brillantemente i colori azzurri? Tre club davvero blasonati.

A conquistare il bronzo sono stati i “Fogli extravergine di Fabriano”: arrivano dalla capitale italiana della carta, nel nostro Paese hanno vinto e stravinto per anni, riducendo a carta straccia gli avversari, i campionati italiani di specialità in tutte le categorie, dalla A4 alla A3, dai Quaderni a righe a quelli a quadretti.

La medaglia d’argento è andata all’affilata e affiatata squadra dei “Taglio, olio e peperoncino”, leader nazionali incontrastati nella specialità forbice. Sono tutti giovanissimi, praticamente degli sbarbati senza peli sulla lingua, tanto sono irriverenti con gli avversari, quasi fino al disprezzo: prima di scendere in campo, infatti, hanno l’abitudine di sputare per terra (non a caso sullo stemma del club campeggia un enorme lama peruviano). Impudenti, ma vincenti.

Sul gradino più alto del podio, infine, imbattibili nella specialità sasso, sono saliti gli stentorei “Materi di Sassari” (da non confondere con i “Sassai di Matera” né con i “Materassai di Sassuolo”). I materi si chiamano così perché sono espertissimi nella loro materia, cioè i sassi: li lanciano a distanze siderali, li frantumano come cristalli di Boemia, li sollevano come piume. La loro supremazia è stata così evidente che tutte le altre contendenti sono rimaste come… pietrificate.

Campionato mondiale di nascondino. L’appuntamento di sabato 30 agosto, al Brembo Summer Beach, il parco di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, ha dato luogo alla quinta edizione della kermesse internazionale. I diritti televisivi per la trasmissione in chiaro sono stati appannaggio di una televisione russa, il canale “Mosca Cieca”, tuttavia (o forse a causa di ciò) sui circuiti internazionali della manifestazione non vi è stata traccia alcuna. Per la cronaca, in campo sono scese quindici squadre composte da sei giocatori ciascuna. Citiamo subito i fortissimi americani della “Sea Shadow”, che utilizzano una tecnica di gioco particolare e redditizia, detta “stealth” (in italiano “furtiva”): un insieme di accorgimenti di varia natura che consentono di diminuire la propria visibilità agli occhi degli avversari. Davvero agguerrito il Messico, che ha portato a Brembate i campioni nazionali maschili e femminili: “Los Hombres” e “Les Hombres”. Anche l’Italia ha schierato due compagini: i “Vacchi & Bivacchi”, squadra mista di allevatori bergamaschi e alpini trentini, nonchè i mitici “Occulti”, veri maghi della specialità, abilissimi a scomparire con un semplice colpo di bacchetta. Le regole prevedevano che ciascun componente avesse a disposizione un minuto per accaparrarsi il nascondiglio preferito all’interno del parco: cespugli, alberi, sassi, ma anche elementi artificiali, come arredi e totem, appositamente posizionati e creati per l’occasione. Il compito di scovare ed eliminare i partecipanti prima che potessero fare “tana” è toccato, come sempre, ai dieci giocatori dei Lions, la squadra orobica di football americano. Al vincitore, poi, sarebbe stata assegnata la “Foglia di Fico d’Oro”, simbolo e metafora universalmente riconosciuta del nascondere. Perché “sarebbe”? Perché a più di dieci giorni dalla conclusione della gara, gli organizzatori del torneo non hanno ancora provveduto alla cerimonia di premiazione. Il motivo è semplice: non si è ancora riusciti a trovare il vincitore, che – pare – sia uno sconosciuto italiano di Celle Ligure, un avanzo di galera, che prima di finire ad Alcatraz, da cui è riuscito a fuggire (ovviamente di nascosto), ha gestito pure un bagno (penale) a Rimini. Vi dice nulla?

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