LA GABBIA/ Video, lite tra Mughini e il blogger Martinelli: “Stai zitto cretino!”. Riassunto puntata 18 gennaio

- La Redazione

Il blogger Martinelli tenta di zittire Giampiero Mughini: lo scrittore però non ci sta e si scaglia ferocemente contro l’altro opinionista ospite di Gianluigi Paragone

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La Gabbia

Animi surriscaldati durante il gioco delle primarie per il Quirinale portato in tv da Gianluigi Paragone durante la puntata di domenica 18 gennaio de “La Gabbia“. Mentre il pubblico in studio, armato di telecomando, sceglieva il suo preferito tra i quirinabili eleggendo infine Stefano Rodotà, un duro scontro si è consumato tra Giampiero Mughini e il blogger Daniele Martinelli. Il blogger, noto nei salotti politici di Barbara D’Urso, ha osato tentare di zittire lo scrittore e opinionista durante un suo intervento riguardante Rodotà e i voti presi sul blog di Grillo alle ultime Quirinarie: “Mughini è meglio che parli di partite di calcio che di politica. Sette anni fa diceva stronxate su Grillo e non ha ancora smesso”. La reazione di Mughini non si è fatta attendere: “Stai zitto cretino. Idiota. Analfabeta, stai zitto. Cretino, cretino. Idiota”. Insulti a raffica e collera implacabile in pieno stile Mughini, a cui il blogger ha provato a controbattere: “Faccia meno il buffone”. Lo scrittore si è quindi rivolto al padrone di casa, minacciando addirittura di non tornare più nella trasmissione di Paragone: “Ma si può parlare con un tale cretino, Gianluigi? La prossima volta non vengo”. Mentre Paragone riporta la calma in studio, l’ultima parola è di Martinelli: “Sia saggio, che potrei essere suo figlio!”.

Rivediamo quanto successo nella puntata di domenica 18 gennaio de La Gabbia. Gianluigi Paragone presenta gli ospiti: il guru dell’industria discografica italiana Mara Maionchi, la vicepresidente della regione Emilia-Romagna e assessore al welfare Elisabetta Gualmini (Partito Democratico), il responsabile della formazione di Forza Italia Alessandro Cattaneo, il blogger ed ex sostenitore di Beppe Grillo Daniele Martinelli e lo scrittore Giampiero Mughini. Paragone annuncia che in questa puntata si parlerà principalmente del possibile successore al Quirinale di Napolitano e della vicenda delle due cooperanti rapite in Siria e recentemente liberate. Il pubblico in studio deciderà il nome del Presidente della Repubblica votando con un telecomando una rosa di 16 candidati. Il pubblico elimina subito Romano Prodi dalla corsa al colle e Gualmini esprime la sua sorpresa, in quanto a suo parere si tratta del profilo più elevato tra quelli presenti. Mughini non è d’accordo con la decisione e ritiene che Prodi, oltre a rappresentare una personalità importante nel panorama politico italiano ed europeo, qualora venisse eletto non rappresenterebbe più un solo schieramento. La seconda eliminata è Laura Boldrini e la decisione del pubblico viene applaudita da Martinelli e Cattaneo. Il terzo a passare il turno è Gianni Letta, un nome auspicato da Cattaneo che desidererebbe un candidato espressione del centro destra, diversamente da quanto accaduto con Napolitano. Viene anche eliminato anche Amato, molto stimato da Mughini che inorridisce davanti alla decisione. Il pubblico rumoreggia e Mughini li invita a stare tranquilli e a studiare. Martinelli comprende la decisione del pubblico e ricorda che Amato è l’autore del prelievo forzoso ai conti correnti. Mughini ricorda che l’Italia era sull’orlo del fallimento. Mara Maionchi non discute le capacità di Amato ma comprende le ragioni alla base della sua impopolarità mentre Cattaneo fa notare che il pubblico ha deciso di eliminare due tra i maggiori candidati (Prodi e Amato), rimarcando che nel caso in cui il presidente della Repubblica venisse eletto direttamente dal popolo si avrebbero risultati radicalmente diversi. Gualmini ricorda che il pubblico in studio non è necessariamente un campione rappresentativo del popolo italiano mentre Mughini sottolinea che essere impopolare per un politico potrebbe essere una virtù. Anna Finocchiaro viene eliminata dal pubblico a favore di Gino Strada e Mara Maionchi, interpellata da Paragone, ammette di preferirle l’attrice Angela Finocchiaro. Martinelli ricorda che il capo dello stato dovrebbe essere super partes e tutelare la costituzione, cosa che Napolitano non ha mai fatto. Intanto su Twitter la maggioranza dei telespettatori ha votato per Rodotà e sono in tanti a proporre la candidatura di Mara Maionchi al colle. La discografica commenta con sarcasmo questi tweet che fanno comprendere come la situazione dell’Italia sia drammatica.
In un servizio si parla delle società delle famiglie Renzi che hanno contratto un mutuo di 496.717 euro, non onorato e pagato dai cittadini italiani, attraverso fondi concessi da vari enti. La società aveva richiesto il sostegno pubblico grazie alla presenza delle donne di famiglia nella società (sostegno alle attività imprenditoriali femminili) ma ha successivamente mutato la compagine sociale. Nello Trocchia ha provato, invano, a intervistare i familiari di Renzi che hanno chiesto l’intervento dei carabinieri.

In un servizio si parla dei privilegi che l’ex presidente Giorgio Napolitano continuerà ad avere con la sua nomina a senatore a vita. Tra questi spiccano un ufficio di 100 metri quadri, uno staff di 8 dipendenti e uno stipendio di 15.000 euro più benefit. Nonostante le promesse, i tagli non sono mai stati effettuati e il Quirinale continua a costare più della Casa Bianca, dell’Eliseo e della monarchia inglese. Mara Maionchi definisce questi privilegi scandalosi e crede che la gente non li accetterà. Martinelli è scettico sulla possibile elezione di Prodi, espressione di uno schieramento politico ben definito e silurato dai suoi stessi uomini nella precedente elezione. Mughini polemizza con Martinelli e crede che Prodi non sarebbe avverso ad un eventuale governo di centrodestra per questioni ideologiche. L’Italia ha raggiunto il più elevato livello di disoccupazione mai registrato e al tempo stesso la Germania ha fatto registrare i minimi storici. 

In un servizio vengono mostrate le differenze notevoli nel funzionamento tra i centri per l’impiego italiano e quelli tedeschi. Il pubblico ha decretato Rodotà Presidente della Repubblica, Martinelli pur apprezzando la scelta ritiene che nella realtà il nuovo presidente della Repubblica sarà uno tra i preferiti di Mughini (Prodi, Bersani, Amato), graditi alla Troika. Tra i due va in scena un duro scontro e Martinelli gli chiede di tornare ad occuparsi di calcio, definendolo buffone. Mughini lo definisce idiota e cretino.Il secondo tema della serata è collegato alla liberazione di Greta e Vanessa, le due cooperanti rapite in Siria dai guerriglieri dell’Isis. Il governo italiano ha pagato un riscatto per la liberazione delle due ragazze? E nel caso l’avesse fatto ha agito correttamente?

In un servizio si parla del tweet del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Forza Italia), che ha cavalcato una bufala diffusa in rete in cui si parlava di sesso tra le cooperanti e i guerriglieri. In studio anche l’Assessore al Territorio della Regione Lombardia Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia). Mughini stigmatizza le parole di Gasparri e ricorda che l’Italia ha sempre pagato per la liberazione degli ostaggi. Secondo Cattaneo le due cooperanti dovrebbero chiedere scusa per le loro azioni e la loro irresponsabilità mentre Gualmini invoca le dimissioni di Gasparri dalla sua carica e si dice stupita dalla campagna di odio in corso contro le due ragazze. Viviana Beccalossi suggerisce a Gasparri di non usare Twitter (già in passato i suoi interventi sul social avevano fatto discutere, si pensi agli insulti contro la fan del cantante Fedez).

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