MAX E HELENE / Film su Simon Wiesenthal per la Giornata della Memoria. L’intervista Carolina Crescentini e Alessandro Averone

- La Redazione

Rai 1 questa sera propone il film “Max e Helene”. Vediamo la trama di questa pellicola realizzata per la tv per ricordare l’Olocausto, che vede protagonisti Averone e Crescentini

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Gli attori protagonisti del tv movie Max e Helene, stasera in onda su Rai Uno, sono Carolina Crescentini e Alessandro Averone. Cliccate qui per vedere la loro video intervista al sito Raitv.it. I due attori raccontano l’incredibile ed emozionante esperienza vissuta interpretando questo film e raccontando questa storia tratta dal romanzo omonimo di Simon Wiesenthal. Averone ha dichiarato di aver sostenuto il provino in inglese perché trattasi di una produzione internazionale e di aver sperato con tutto se stesso di essere scelto come protagonista. Lattore ha anche aggiunto di essersi molto emozionato leggendo la sceneggiatura del film. Carolina Crescentini ha voluto infine rassicurare i telespettatori sulla qualità di Max e Helene: E sun lavoro ben fatto.

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Il film è ispirato alla storia vera di Simon Wiesenthal e racconta la caccia a un criminale nazista che dopo la guerra è scomparso, cambiando identità. Il film tratta anche la disperata storia d’amore distrutta da questo mostro. Il regista, Giacomo Battiato, racconta: “Lo spirito con cui ho affrontato questo progetto non è stato quello di realizzare un nuovo film storico sul nazismo e i suoi crimini ma quello di proporre un racconto sconvolgente su una scelta etica che tutti i protagonisti sono costretti a fare”. A incarnare il senso del film sono i protagonisti, i loro volti, i momenti estremi della loro vita estrema. Il regista racconta la prospettiva di unno dei protagonisti: “Wiesenthal che Ennio Fantastichini ha interpretato con la statura del grande attore che è per una volta nella sua vita di cacciatore di criminali di guerra, si è trovato di fronte alla terribile scelta di rinunciare alla giustizia”. Battiato parla anche di ciò che lo ha portato a scegliere Carolina Crescentini per il ruolo di Helene: “Carolina ‘è’ Hélène, con la sua sensibilità, la sua forza mista a dolcezza, con la caparbia volontà di sorridere nella tragedia. Più complicata la scelta dell’attore per Max: “Ho fatto diversi provini ma non riuscivo a mettere a fuoco Max. Alla fine abbiamo trovato il nostro Max a teatro,Alessandro è stato linterprete ideale per dar voce al dolore, alla determinazione nella ricerca feroce della vendetta ma anche a una fragilità interiore che non vuol far trasparire”.

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Questa sera andrà in onda su Rai Uno il film tv “Max e Helene” in onore della giornata della memoria. I due interpreti protagonisti sono Carolina Crescentini e Alessandro Averone che sono al centro di una storia d’amore senza tempo. Il film appare anche come una metafora di temi universali e non solo come il racconto di un evento tragico come quello della Shoad. Gli attori si sono detti quasi paralizzati dall’emozione nel trattare un tema del genere. “Non è stato recitare, ma vivere un’energia particolare”, afferma Carolina Crescentina che dice di essersi sentita carica di speranza. Averone sostiene di essersi sentito quasi soffocare dalla claustrofobia all’interno di uno dei vagoni dove hanno girato. Cliccate qui per vedere il promo.

Oggi, 26 gennaio, con un giorno di anticipo sulla data di celebrazione della Giornata della Memoria, su Rai 1 andrà in onda il film per la TV “Max e Hélène”, ispirato allomonimo romanzo scritto da Simon Wiesenthal. Il regista dell’avvincente fiction per la TV, Giacomo Battiato, ha dichiarato di non aver voluto dirigere un film che ricordasse il dramma dellOlocausto e i crimini commessi dai nazisti da un punto di vista esclusivamente storico, ma di essersi voluto concentrare sul dramma morale vissuto dai personaggi, tutti chiamati nel corso della vicenda a una scelta etica molto forte. Il progetto è nato dalla volontà di Matteo Levi e ha visto la collaborazione di Rai Fiction e 11 Marzo Film. La pellicola conta tra gli interpreti Alessandro Averone nei panni di Max Sereni, Carolina Crescentini in quelli di Hélène Blondel, Ennio Fantastichini in quelli di Simon Wiesenthal, mentre Luigi Diberti ricopre il ruolo di Padre Anatol. Alessandro Averone, vero trascinatore della storia, ha un curriculum di tutto rispetto come attore teatrale ed è stato scelto tra i tanti candidati per la commistione tra forza e fragilità che è riuscito a infondere al personaggio di Max. La vicenda a cui sono stati ispirati il libro e ora il film per la TV è una storia vera, fatto che rende ancora più emozionante e suggestiva la visione di questa fiction. Il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, ha definito questo lavoro come un’opera di straordinaria umanità, che fa luce su un interrogativo morale molto complesso e sempre molto attuale, quello della differenza tra giustizia e vendetta.

Il film per la TV “Max e Hélène” è solo uno dei numerosi appuntamenti che la Rai dedicherà al settantesimo Giorno della Memoria, allestendo un palinsesto che toccherà in maniera trasversale tutte le reti, sia i canali generalisti sia quelli specializzati, con proiezioni di diverso genere. Vediamo la trama. Il ricordo dellOlocausto in questa prova cinematografica passa attraverso la storia damore impossibile di due giovani nellItalia colpita dal razzismo antisemita durante la seconda guerra mondiale. Max Sereni è uno studente di origine ebrea, mentre Hélène Blondel è la figlia di un convinto cultore della superiorità della razza ariana. Il loro incontro avviene a Venezia nel 1944, dove il ragazzo sta studiando medicina, costretto a vivere in una soffitta per sfuggire ai nazisti che hanno già deportato nei campi di concentramento la sua famiglia. A trattenerlo sulla laguna è solo il disperato amore per Hélène, figlia di un console francese antisemita in servizio in Italia.

Quando Max viene catturato, Hélène compie un disperato gesto damore, scegliendo di seguirlo. I due giovani si uniscono in matrimonio sul treno che li conduce alla prigionia e, mentre il convoglio attraversa la Polonia, riescono a fuggire, ma vengono subito intercettati da una squadra nazista. Lufficiale Köller condanna Max alla fucilazione pubblica, risparmiando Hélène solo perché non ebrea, ma costringendola ad assistere alluccisione del suo amato, che, creduto morto, viene gettato nella fossa comune. Max in verità è rimasto solo ferito.

Con il tempo può riprendersi e unirsi alla resistenza polacca. Durante la guerriglia viene, però, nuovamente catturato e deportato in un gulag sovietico. Nel frattempo Hélène è costretta a subire gli abusi di Köller che si lega alla donna in modo insano e ossessivo. Dopo quindici anni, Max viene liberato e torna in Polonia alla ricerca della donna che non ha mai smesso di amare. Scopre però che Hélène è stata uccisa da Köller: di fronte alla tragica notizia, sconvolto dal dolore, mette in atto con assoluta determinazione un piano di vendetta. La prima cosa da fare è ritrovare Köller che è scomparso.

Per rintracciarlo, Max cambia identità e si infiltra nei circoli formati dagli ex funzionari delle SS e dai neonazisti austriaci: sa che uno di essi, Hans Berk, potrà portarlo sullo tracce del vecchio ufficiale. Max inizia allora una vera e propria caccia a quell’uomo che ha spezzato per sempre il suo sogno d’amore. In questa avventura il suo destino si incrocia con quello di Simon Wiesenthal, leggendario cacciatore di nazisti anche lui alla ricerca del criminale. I due sono mossi però da motivazioni diverse: Wiesenthal cerca giustizia, Max vendetta. Sarà Max a trovare Köller ma, mentre si prepara a ucciderlo, Wiesenthal scoprirà una verità sconvolgente.

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