PAOLO ARMANDO/ Chi è il concorrente catechista di Masterchef Italia 4

- La Redazione

Anche la città di Cuneo è rappresentata in Masterchef 4 Italia, grazie alla presenza tra i prescelti di Paolo Armando, un informatico di 42 anni. Ecco la sua scheda

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I giudici di MasterChef Italia 4

ormai entrata nel vivo la quarta edizione di MasterChef, il talent show culinario di Sky. Anche la città di Cuneo è rappresentata in questa particolare occasione, grazie alla presenza tra i concorrenti di Paolo Armando, un informatico di 42 anni. Paolo è figlio unico, ma ha un gran numero di cugini che non lo hanno mai fatto sentire solo. Da piccolo era molto timido, tanto da avere grandi difficoltà a interagire con gli altri della sua età. In conseguenza di questa difficoltà a intrecciare rapporti, si è quindi rifugiato nella lettura, con una particolare predilezione per scrittori come Emilio Salgari o Charles Dickens.

Proprio il senso di grande religiosità presente in famiglia, lo ha spinto da giovane ad accostarsi alla comunità di Taizè, ove è finalmente riuscito ad affrontare i problemi adolescenziali che lo avevano sino ad allora schiacciato. Negli anni successivi ha poi contratto un vero e proprio virus per l’informatica, soprattutto nel periodo seguente al liceo, tanto da spingerlo a studiarla a livello universitario, sino a raggiungere la laurea. Una scelta molto accorta, considerato il boom di quegli anni e la grande necessità di trovare personale adeguato da parte delle aziende. Arrivato a Milano per motivi di lavoro, ha quindi iniziato a lavorare in posti da lui stesso definiti bellissimi. Proprio le nuove opportunità lavorative, gli hanno peraltro consentito di scacciare finalmente via gli ultimi rimasugli di timidezza che ancora lo affliggevano.

Nei momenti liberi, ha poi iniziato a fare la spola con la città natia, ove ha cominciato a misurarsi con l’attività di animatore in parrocchia e nei campeggi. Proprio durante queste occasioni ha conosciuto Paola, la donna che ha sposato dopo due anni. I due hanno poi deciso di tornare stabilmente a Cuneo e di allargare la famiglia, con tre bellissimi figli. Ormai da quattro anni Paolo Armando è catechista, una attività che gli consente di stare a contatto coi bambini, ai quali cerca di trasmettere gli stessi valori che ne hanno caratterizzato la crescita e ai quali ha sempre cercato di ispirarsi. Tra le cose che gli fanno paura, la lontananza dai figli e dalla moglie Paola.

Per quanto concerne la sua passione per la cucina, essa è iniziata quando ha cominciato a preparare per i compagni di università. A casa sua invece era il padre a cucinare, con le tipiche modalità della cucina di montagna, ricca di patate, cipolla e aglio. Naturalmente adora cucinare per gli altri, vedendo nella preparazione dei cibi un modo di donare felicità e di far assimilare qualcosa di sé stesso agli altri. Una passione diventata sempre più divorante, affiancandosi all’informatica sino addirittura a superarla, tanto da vedere il suo futuro proprio tra i fornelli. Tanto da spingerlo a dichiarare di sognare un futuro in una grande cucina ove le attività di preparazione dei cibi vengono portate avanti con il sorriso sulle labbra e l’ambizione di sperimentare una sorta di Paradiso in terra.

Un Paradiso cui ad accedere per primi sarebbero naturalmente i poveri, le persone in difficoltà non solo per motivi economici, ma anche di salute in genere. Il suo piatto forte è il risotto, in ogni possibile variante, mentre tra gli chef cui dichiara di ispirarsi, c’è Luisa Valazza, non solo in cucina, ma anche nella vita. Tanto da non vergognarsi assolutamente a dire di aver pianto a dirotto quando le è stata ritirata la terza stella. Quando cucina gli piace sentire musica hard rock e la techno degli anni Novanta. Ora arriva la grande occasione di realizzare i suoi sogni a MasterChef e anche per lui, naturalmente, sarà necessario resistere da un punto di vista emotivo alle intemperanze che hanno reso celebre la giuria.

Per Paolo Armando si tratta soprattutto di una sfida con se stesso, in cui dichiara di avere come obiettivo il superamento dei suoi limiti. Gli piacerebbe che chi lo vede alle prese coi fornelli durante la trasmissione, si formasse l’idea di uno chef in grado di trasmettere rispetto e amore, sia per la terra che per i suoi prodotti. In attesa del giudizio di Barbieri, Cracco e Bastianich, si premia con un rotondo otto come cuoco.

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