POLI OPPOSTI/ Un pasticcio di film “nonostante” Luca Argentero

Max Croci dirige una commedia che vuol essere romantica e rosa dall’umorismo sottile, quasi britannico. Il risultato, spiega CLAUDIA CABRINI, non è però dei migliori

14.10.2015 - Claudia Cabrini
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Una scena del film

Due erano le cose di cui mai avrei pensato, un giorno, di poter dubitare: la bontà della crostata di mele di nonna, e la goduria provata nel vedere i film in cui tra i protagonisti fa capolino anche Luca Argentero. Ma, ahimè, lo ammetto, dopo aver visto Poli opposti – nuovo film di Max Croci – della seconda istanza sì, comincio a dubitare moltissimo. E, capirete bene, il mio universo femminile di conseguenza inizia un pochino a tintinnare. Perché, chiedo a voi, se non possiamo nemmeno più dirci appagate e soddisfatte dalle prestazioni del bell’Argentero, allora che senso può davvero avere questa nostra quotidianità?

Nonostante certo i giovani registi, nuovi sulla scena cinematografica italiana ed europea, io sostenga sempre li si debba appoggiare- e Max Croci, badate bene, è uno di questi – stavolta non posso far altro che discostarmi in fatto di cuore, e metterci un pizzico di testa in più. Perciò con sincerità oggi affermo che, e mi dispiace, Poli opposti non mi è proprio piaciuto.

Con Sara Felberbaum, Luca Argentero, Giampaolo Morelli, e Anna Safroncik tra gli altri, la sinossi forse non è nemmeno malissimo. Lei, Claudia (Sara Felberbaum), avvocato divorzista spietata nei confronti degli uomini, che ritiene traditori, vigliacchi e pure un po’ porci. Lui, Stefano, che le coppie anziché separarle cerca di farle riunire con le sue sedute di terapia. Un incontro-scontro sul pianerottolo li obbligherà a una convivenza forzata inizialmente tanto odiata quanto poi… scoppiettante! 

Bella la fotografia – con il misterioso fascino di Roma a farla da padrone – e divertenti i colori, caldi e frizzanti al tempo stesso. Quello che però lascia perplessi è proprio la capacità recitativa degli attori in scena. In tutta sincerità questa lascia proprio a desiderare, e aggiungo sia causa di una degenerazione catastrofica del racconto. Quello che probabilmente Max Croci ha desiderato è stato portar su grande schermo una commedia romantica e rosa dall’umorismo sottile, quasi britannico. Ma ciò che in realtà ha ottenuto è stato un susseguirsi di gag dall’ironia forzata, talvolta addirittura imbarazzanti, ma nel senso meno offensivo del termine. Come quando vorresti far ridere gli amici ma la tua barzelletta invece li fa solo arrossire perché non fa divertire per nulla.

Certo è molto più difficile far i comici piuttosto che far commuovere il pubblico intero, nonostante spesso in veste di spettatore non ce se ne renda conto. Ma Argentero, così come Morelli più di tutti gli altri, di prove recitative difficili ne hanno superate diverse, egregiamente peraltro. Allora la domanda alla quale cerco di trovare una risposta è come mai, stavolta, in Poli opposti la qualità del prodotto finale si possa dire sia andata perdendosi un pochino per strada, minuto dopo minuto, una sequenza dopo l’altra. Sconvolgente pensando, infatti, al fatto che il cast sembrava assolutamente ben preparato e certo all’altezza di un prodotto quale questo.

Moltissimi i primi piani al bel Luca che, lo ammetto, ha sicuramente contribuito probabilmente nel più completo dei modi a far diventare questo un film capace di salvarsi dalla totale insufficienza. Interessante, oserei, il dettaglio del bacio alla francese fra Argentero e Felberbaum a precedere i titoli di coda – probabilmente unica sequenza in cui i due mostrano un affiatamento tale da far credere di conoscere i decaloghi del perfetto attore meglio di chiunque altro. Simpatica e immatura la recitazione del giovane (anche Ivan ne “I Cesaroni 6”) Riccardo Russo. Prova superata per il monello classe ’97, che viene perdonato della prestazione poco ottimale forse proprio per la giovane età. Insoddisfacente Sara Felberbaum e Safroncik soprattutto. Insomma, Poli opposti, che gran pasticcio! 

Allora sì a Poli opposti solo se passa in tv una sera in cui non avete niente di meglio da fare. No in tutti gli altri casi. 

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