VIRUS – IL CONTAGIO DELLE IDEE/ Si discute su terrorismo e sicurezza nel nostro Paese. Replica e riassunto puntata 1 ottobre 2015: video streaming

- La Redazione

Virus – Il contagio delle idee, replica e riassunto della puntata dell’1 ottobre 2015: ecco come vederla in video streaming sul web grazie al servizio offerto da Rai.tv

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Virus - Il contagio delle idee

Ieri sera, giovedì 1 ottobre 2015, su Rai 1 è andata in onda in prima serata la quarta puntata di Virus – Il contagio delle idee. Il programma, condotto da Nicola Porro, è stato come sempre ricco di argomenti. Il titolo di questa puntata era “Guerre e segreti” e si è parlato ancora una volta di immigrazione e terrorismo. La notizia di partenza, che merita attenzione in questi giorni, è quella relativa all’omicidio di Cesare Tavella a Dacca. Si è parlato però nel corso della trasmissione anche del prossimo Giubileo a Roma che ovviamente sta mettendo in allarme tutta l’Europa per via del rischio terrorismo. Mario Giordano, direttore del Tg4, ed Emanuele Fiano, deputato del PD, erano gli ospiti di questa puntata. Putin dice che occorre bombardare la Siria, perchè altrimenti sarà l’Isis a prendere noi. La Presidente della Camera Laura Boldrini non è d’accordo e sostiene che con le bombe non si è mai risolto nulla. Secondo gli inglesi noi siamo al secondo livello di pericolo rispetto a Inghilterra e Francia. In ogni caso siamo un obiettivo.

In un servizio abbiamo visto quali sono i pericoli che corriamo a casa nostra. Magdi Allam pensa che l’Italia sia molto a rischio e le zone più calde sarebbero Napoli e la Sicilia. Edward Luttwak è d’accordo e dice che l’entrata totalmente incontrollata di gente da tutte le parti ha impedito il controllo del terrorismo da parte delle autorità italiane. Ora invece gli sbagli della politica italiana hanno sovvertito l’abilità di chi si occupava di sicurezza. Ora sarà molto più difficile gestire il problema rispetto a quanto non si potesse fare prima. Emanuele Fiano condivide solo in parte il discorso di Luttwak. L’Italia ha dimostrato finora di avere il miglior sistema di repressione del terrorismo, ma ovviamente con l’aumento delle presenze aumenta anche il rischio. In un servizio specifico abbiamo ascoltato il racconto di un fiume di denaro arrivato dal Qatar. Si tratta di fondi di un’associazione di beneficienza che avrebbe dovuto costruire centri islamici in Italia. Su questi fondi però non c’è alcun controllo. Trattandosi di associazioni culturali, i centri islamici non sono tenuti a rendere pubblici i propri bilanci. Ci sono dei soldi che mancano all’appello ma pare che nessuno ne sappia nulla. L’ufficio stampa della fondazione non dà il permesso di rivolgere domande a chi si trova fuori il Qatar.

Insomma non è proprio un esempio di trasparenza. Il problema è che se arrivano 700.000 euro e se ne spendono solo 200.000, dove sono finiti gli altri 500.000? I capo della comunità islamica di Sicilia, Keith Abdel Afid, però si difende dicendo che è tutto in regola, che esistono dei bilanci verificati e che il servizio di Virus non si è basato su fatti reali ma su dati presi dai giornali. In tema di guerra all’Islam Fiano ha assunto una posizione molto simile a quella della Boldrini, affermando che i conflitti contro l’Islam non hanno mai portato da nessuna parte. Lo storico Luttwak, dal canto suo, afferma che attaccare l’Islam non può essere la diretta conseguenza della sua illiberalità. Uno dei problemi dell’Italia rimane quello dell’accoglienza degli immigrati. Secondo Mario Giordano la soluzione messa in atto dai prefetti non sarebbe efficace. In sostanza, da una parte ci sono gli immigrati che devono essere sistemati e dall’altra ci sono i cittadini che si lamentano. Proprio questo è quanto è accaduto a Sant’Angelo Lodigiano, dove sono stati collocati sei immigrati e dove coloro che vivono nello stesso condominio si sono subito ribellati. Il livello di sopportazione è davvero minimo e anche sei persone possono dare fastidio. Giordano e Fiano hanno poi discusso in merito alle tempistiche relative alla risposta per chi chiede asilo in Italia. Secondo Giordano ci vogliono dai 12 ai 18 mesi perchè si prenda una decisione, mentre Fiano sostiene che da quest’anno si riesce a rispondere anche in 6 mesi. Intanto, sottolinea Giordano, ci sono le cooperative che continuano a guadagnare sulle persone che arrivano nel nostro Paese e questo non va bene. Per il tradizionale corpo a corpo che si tiene ogni settimana a Virus, sono intervenuti questa sera Salvatore Tramontano e Alfonso Sabella. L’argomento era il viaggio negli USA di Ignazio Marino, il sindaco di Roma. Il sindaco di Roma si è recato negli USA per prendere parte a una conferenza a Philadelphia, ha detto Sabella, ad invitarlo era stato anche un cardinale, ma non certo il Pontefice, e nessuno l’ha mai detto. Il viaggio è stato pagato proprio dall’Università di Philadelphia e non dai cittadini romani, ci ha tenuto inoltre a sottolineare Sabella. A confermare ciò è intervenuto anche Antonio Giordano, della Temple University. Sabella ha aggiunto anche che il viaggio in America aveva uno scopo ben preciso, cioè quello di parlare del piano anti corruzione.

Non certo della stessa opinione è Tramontano, il quale ha tenuto a porre l’accento sul fatto che poi Marino da Philadelphia si è spostanto anche a New York. Egli sostiene inoltre che sia inutile andare a trovare il Papa a Philadelphia visto che il Pontefice si trova normalmente a Roma. In ogni caso Sabella afferma che chiedere le dimissioni di Ignazio Marino in questo momento sarebbe come volere la fine della città di Roma, che ora ha bisogno più che mai di una guida. Tramontano invece insiste sul fatto che Marino dovrebbe dimettersi subito perchè tra l’altro starebbe facendo fare una brutta figura a Renzi, che lo starebbe tenendo con sè solo per non cedere Roma ai Cinque Stelle o a Marchini. In chiusura Nicola Porro ha intervistato Michele Foppiani che come imprenditore dice di aver regolarizzato molti dipendenti grazie al Jobs act e nello stesso tempo afferma che in Italia c’è troppa burocrazia.  

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