DODI BATTAGLIA/ Chi è il chitarrista italiano ospite a Che tempo che fa. Sul palco a Mondragone insieme alla moglie, foto (oggi, 4 ottobre)

- La Redazione

Dodi Battaglia, chi è il chitarrista italiano ospite questa sera a Che tempo che fa, la puntata in onda su Rai 3 alle ore 20.10. La carriera e la biografia del cantante

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Dodi Battaglia (Immagine dal web)
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Questa sera a presenziare accanto agli altri Pooh nel programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, vi sarà anche Dodi Battaglia, storico chitarrista della band, da qualche tempo impegnato nel tour da solista che segue la pubblicazione dell’album “Dov’è andata la musica”. A dare nota del suo impegno da cantante solista nelle piazze italiane è stato lo stesso Dodi Battaglia, che qualche giorno fa ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto che lo vedeva sul palco accanto alla moglie dinanzi ad una grande folla di persone. Questo il messaggio pubblicato da Battaglia a margine dello scatto:”Ciao a tutti, ecco una foto con mia moglie Paola a Mondragone. Era venuta l’1 maggio al debutto del mio tour ed è tornata a trovarmi alla fine”. A ridosso dei 50 anni dalla nascita della band, è dunque il momento di mettere da parte le ambizioni da solista, tornando a indossare i panni di uno dei membri storici di quella che rimane una delle band italiane più amate di sempre. Clicca qui per vedere la foto.

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Questa sera, domenica 4 ottobre, va in onda la seconda puntata di Che tempo che fa, programma con Fabio Fazio, in onda su Rai 3 alle 20.10. Ospite della serata il chitarrista Dodi Battaglia. La stima, il rispetto e lamore per la musica. Ingredienti apparentemente semplici da trovare ma nella pratica non così facili da amalgamare. I Pooh questa giusta alchimia l’hanno certamente trovata, come dimostra una grande carriera quasi cinquantennale. A evidenziare la giusta ricetta per una così grande longevità è Dodi Battaglia, chitarrista del gruppo, che ne ha condiviso le vicissitudini da così tanto tempo che spesso si fatica anche a ricordare che non è un Pooh “della prima ora”. Già, perchè Donato “Dodi” Battaglia, bolognese classe 1951, non ha cominciato con i Pooh. Cresciuto a pane e sette notte (nonno, padre e zio tutti musicisti), Dodi comincia prestissimo con la fisarmonica, prima di convertirsi nella preadolescenza al pianoforte e soprattutto alla chitarra, che diventerà il suo strumento principe. Si immerge nel panorama musicale bolognese militando in alcuni piccoli gruppi locali tra cui i Meteors, spalla di Gianni Morandi, e i Judas. Questi ultimi erano considerati i rivali di un altro gruppo emergente, i Jaguars, primo nucleo di quelli che in futuro diventeranno i Pooh.

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Artefice dell’incontro sarà l’amico Valerio Negrini, fondatore e paroliere degli stessi Pooh, che per sostituire il dimissionario Mario Goretti subito dopo il successo di Piccola Katy sottopone proprio l’allora 17enne Dodi a un periodo di prova, brillantemente riuscito. Il gruppo si distingue per la sua “democrazia”. Tutti finiscono per avere il proprio spazio all’interno degli album. Una bella responsabilità per il giovane Battaglia, che però si fa trovare pronto prestando la voce ai primi successi storici anni ’70 del gruppo, come Tanta Voglia di Lei e Noi due nel mondo e nell’anima. Nel 1973 comincia a farsi conoscere anche per una notevole tecnica e virtuosità chitarristica grazie all’album Parsifal, che sarà anche il primo senza il cantante e bassista Riccardo Fogli, e si farà largo anche come valido compositore. Il successo è inarrestabile, con la massima soddisfazione negli anni ’80. Dopo il successo con Rotolando Respirando del 1977, con l’album Buona Fortuna del 1981 Battaglia ottiene infatti addirittura il titolo di miglior chitarrista europeo secondo il tedesco Die Zeitung, trascinato da singoli di successo come Chi fermerà la Musica e la stessa Buona Fortuna.

Anche il 1986 sarà un anno decisamente fortunato per Dodi. La rivista tedesca Stern gli assegnerà il premio di miglior chitarrista europeo del mese, in contemporanea con il premio di miglior chitarrista italiano e il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferitogli dall’allora presidente Francesco Cossiga. Assieme alla sua prolifica avventura con i Pooh non disdegna la pubblicazione di alcuni album da solista. Nel 1985 esce Più in alto che c’è, con la collaborazione tra gli altri anche di Vasco Rossi e dell’amico di sempre Valerio Negrini. Nel 2003 dà vita invece a D’Assolo, un album interamente strumentale che “covava” in Dodi già da tempo, e la cui pubblicazione viene incoraggiata dal suo collega Pooh e Roby Facchinetti.

Infine, proprio nel 2015, pubblica Dov’è Andata la Musica, con la collaborazione del grande virtuoso australiano Tommy Emmanuel. Come Emmanuel, si può vedere a volte anche Battaglia usare la propria chitarra come strumento a percussione, sfruttando una cassa rinforzata ad hoc. Dov’è Andata la Musica ha un animo rock, più volte espresso anche nella discografia degli stessi Pooh, anche se non disdegna contaminazioni con sonorità etniche australiane (influenza di Emmanuel) e addirittura flamenco. Insomma, una carriera multiforme e piena di successi che pone Battaglia certamente nell’Olimpo della musica italiana.

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