Paolo Mieli / L’editorialista del Corriere della Sera torna a Che tempo che fa (oggi, 1 novembre 2015)

- La Redazione

Paolo Mieli, ex direttore e ora editorialista del Corriere della Sera, sarà ospite questa sera di Fabio Fazio a Che tempo che fa, il programma in onda su Rai Tre alle 20.10

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Paolo Mieli (Infophoto)

Ritorna nella prima serata domenicale di Rai Tre l’appuntamento con il talk show televisivo Che tempo che fa, condotto dall’inappuntabile Fabio Fazio. Tra i tanti ospiti annunciati per questa puntata c’è anche l’illustre giornalista, saggista nonché attuale direttore de Il Corriere della Sera, Paolo Mieli. Per Mieli non è la prima ospitata nella trasmissione di Fazio. Infatti, in una puntata del 7 dicembre 2013, Mieli fu intervistato dal conduttore genovese presentando anche quello che era il suo ultimo lavoro letterario, I conti con la storia – Per capire il nostro tempo. Clicca qui per vedere il video dell’intervista

Tra gli ospiti che saranno presenti in questa puntata di Che tempo che fa, in onda oggi domenica 1 novembre in onda sulle frequenze di Rai Tre, c’è anche il noto giornalista e saggista italiano Paolo Mieli. Le ultime notizie su di lui riguardano il pesante attacco a mezzo stampa contro il Movimento 5 stelle, lanciato un paio di settimane fa: il titolo del suo editoriale era infatti “Vaccini e falsi complotti, il caso Cinquestelle” e cominciava con il “rammarico” di Mieli per il fatto che dal palco di Imola i 5 Stelle non avessero compiuto “una Bad Godesberg contro i cospirazionisti”. A inizio ottobre il giornalista è stato invece protagonista di un’interessantissima lectio magistralis al Palazzo della Regione di Padova, mentre intorno a metà del mese scorso Mieli ha rivolto una accorato appello agli italiani, invitandoli a visitare la regione Calabria.

Scopriamo qualche passaggio fondamentale della vita e della carriera professionale di Paolo Mieli. Paolo Mieli è nato a Milano il 25 febbraio 1949 ma è di origini ebraica da parte del proprio padre Renato. Dopo aver seguito il classico percorso studentesco nella prima parte della propria adolescenza, incomincia a mostrare un certo interesse e passione per il mondo del giornalismo. Infatti, non ha neppure 18 quando incomincia a collaborare con L’espresso. Una collaborazione che peraltro si dimostrerà essere piuttosto longeva visto che Paolo Mieli vi rimarrà per circa venti anni di fila. Dal punto di vista ideologico Paolo Mieli è stato certamente influenzato dal fatto di aver preso parte ai movimenti studenteschi di protesta che ebbero luogo in Italia ma non solo nel corso del 1968. Nel 1971 è tra le persone che firmano la lettera aperta pubblicata sull’Espresso in relazione al cosiddetto caso Pinelli, dando sostegno e solidarietà ad alcuni militanti e direttori di giornali che erano stati inquisiti dalle forze dell’ordine con l’accusa di istigazione a delinquere. Nel corso degli anni Paolo Mieli matura una posizione giornalistica ed ideologica meno estremista e quindi più moderata. Nel 1985 Paolo Mieli lascia L’Espresso dopo una lunga collaborazione e passa al quotidiano La Repubblica per un periodo di tempo pari ad un anno e mezzo per poi arrivare nella redazione del quotidiano torinese La Stampa.

Il suo lavoro a La Stampa viene particolarmente apprezzato tant’è che nel 1990 ne diventa il direttore. Due anni più tardi Paolo Mieli arriva nel più prestigioso quotidiano italiano ed ossia Il Corriere della Sera assumendone la direzione. Il suo arrivo porta una ammodernamento del quotidiano anche per quanto concerne le tematiche affrontante dando maggiore attenzione a quello che è il gergo utilizzato dalla televisione che stava portando via lettori alla carta stampata. Nel 1997 lascia la direzione de Il corriere della sera per diventare il direttore del gruppo editoriale della RCS. Nel 2003 viene nominato presidente della Rai mentre nella fine del 2004 ritorna alla direzione de Il Corriere della Sera. Per quanto concerne la sua vita privata, Paolo Mieli è stato sposato con la giornalista Barbara Parodi Delfino dalla quale ha avuto tre figli chiamati Lorenzo, Andrea ed Oleandra e tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Mario Pannunzio nel 1998 ed il premio letterario della città di Palmi nel 2001.







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