Robocop 3/ Su Rai 4 il film con Robert John Burke, gli errori nella pellicola. Trailer e diretta streaming

- La Redazione

Robocop 3 è il film diretto da Fred Dekker con John Castle, Robert John Burke e Nancy Allen che andrà in onda su Rai 4 stasera, venerdì 13 novembre 2015. Gli errori nella pellicola

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Il film in onda su Rai 2

Di saghe ne siamo davvero pieni nel nostro cinema eppure ci appassionano sempre di più dopo anche molti anni: è il caso di Robocop 3 che a breve va in onda su Rai 4 in prima serata, una terza tappa di questa grande saga dell’umanoide più famoso della storia del cinema. Diretto dal regista Fred Dekker e con Robert Burke. Nancy Allen e Rip Torn. Il trailer mostra una città americana alle prese con il problema delinquenza che tuttavia viene risolto grazie agli ottimi servigi resi da Robocop. Tutto sembra andare per il meglio fino a che un ricco magnate non si mette in testa di volersi impadronire con la forza e la corruzione di una zona povera della città per poi ottenere vantaggi economici. Nel corso della contesa verrà uccisa la collega di Robocop a cui l’umanoide promette giustizia. Il film può essere visto in tv oppure fruendo del servizio di diretta streaming gratuito da poco attivo sul portale online di Rai.tv, nella pagina dedicata a Rai 4 (clicca qui). Ecco il trailer del film.

Diversi gli errori presenti nel film “RoboCop 3” che Rai 4 trasmette questa sera. Come riportato dal sito “bloopers.it” che si occupa di individuare sviste più o meno clamorose nei film, a un certo punto della pellicola la polizia spara a RoboCop davanti a una chiesa: lui cade a terra, ma sotto la pesante armatura appaiono le suole di due scarpe da ginnastica. A seguire, quando il ninja taglia un braccio a RoboCop, in realtà si vede che l’arto è nascosto dietro la sua schiena. Infine, nella scena in cui i ribelli tentano di riparare il celebre cyborg, lo si vede respirare in modo un po’ troppo evidente.

Rai 4 manda in onda questa sera “RoboCop 3“, pellicola diretta nel 1993 da Fred Dekker, terzo atto della saga iniziata da Paul Verhoeven nel 1987. La trama ci porta a Detroit, dove risiede la Kanemitsu Superprodotti, una potente multinazionale nipponica che ha appena acquistato la OCP. La città, peraltro, è ormai diventata privata e nei piani di Kanemitsu dovrebbe essere abbattuta per lasciare posto a Delta City, un nuovo abitato riservato esclusivamente a persone facoltose. Per poterlo fare, però, la multinazionale ha bisogno di scacciare i residenti e non esita ad assoldare un gruppo di mercenari alle dipendenze del capitano Paul McTaggett (John Castle), a sua volta dirigente dell’OCP. Un compito assolto con grande violenza dai mercenari, i quali non esitano ad eliminare chiunque cerchi di ostacolarne l’operato. Ben presto, però, i residenti decidono di restituire colpo su colpo, formando una serie di bande ribelli che non esitano ad attaccare mercenari e forze dell’ordine che li affiancano. Lo stesso Alex Murphy (Robert John Burke), più noto come Robocop, è a sua volta impiegato nella lotta contro i ribelli. Mentre si trova alla caccia di alcuni di loro, che hanno sottratto armi dal deposito della polizia, intercetta una chiamata radio da parte di Anne Lewis (Nancy Allen), la sua vecchia amica che è in grave pericolo, essendo rimasta praticamente isolata in un quartiere dominato dalla gang più temuta della città, gli Splatterpunks. Quando il capo sicurezza della OCP viene a sapere che per soccorrerla ha lasciato liberi i ribelli, la sua reazione è durissima: decide infatti di ordinare l’immediata cancellazione della memoria umana residua in Alex tramite un chip neuronale. Un ordine che però la scienziata incaricata di provvedere alla manutenzione delle macchine della compagnia decide di sabotare. Nel frattempo è però arrivato dal Giappone un certo Otomo (Bruce Locke), inviato appositamente da Kanemitsu, il cui compito è quello di localizzare la sede centrale da cui vengono coordinate le azioni dei ribelli. Quando Robocop e Lewis scoprono un gruppo di sfollati in una cattedrale, riparatisi nel luogo a causa delle violenze dei mercenari, McTagget ordina alla sua squadra di arrestarli, credendoli teppisti. Al rifiuto dell’ordine, Lewis viene immediatamente uccisa, mentre Murphy non può fare nulla in quanto uno dei comandi programmati per lui impedisce di sparare ai componenti della sua squadra. Danneggiato dai proiettili dei mercenari, viene però recuperato dai ribelli, che provvedono anche a metterlo in sicurezza. E’ proprio la scienziata che aveva rifiutato di espiantargli i ricordi, nel frattempo contattata dai ribelli, a operarlo in modo da cancellare la direttiva che gli impedisce di combattere contro i mercenari. L’operazione lo trasforma quindi in una vera macchina da guerra a disposizione dei ribelli, in quanto il desiderio di Murphy è quello di vendicare l’amica morta. Il suo primo atto è quello di recarsi alla centrale di polizia, al fine di distruggere in via definitiva la sezione dei mercenari. Mentre lui svolge il compito che si era prefisso, McTagget è però riuscito a sua volta a corrompere un ribelle, ricevendo l’informazione sull’ubicazione del rifugio. Grazie alla sorpresa, riesce così ad eliminare quasi del tutto la resistenza, e quando Robocop torna trova sul posto soltanto Otomo. Il duello che ne consegue è all’ultimo sangue e alla fine Murphy ha la meglio, scoprendo peraltro che si tratta in realtà di un androide di ultima generazione. Intanto, però, le forze di polizia hanno iniziato a prendere coscienza dell’assurdità della situazione, decidendo di ammutinarsi quando McTaggett ordina di aiutarlo nelle operazioni di sfollamento. Mentre loro si schierano ai pochi ribelli sopravvissuti all’attacco di qualche giorno prima, i mercenari vengono affiancati da bande di teppisti, facendo pendere le sorti dello scontro dalla parte di McTaggett. La situazione viene infine riequilibrata da Robocop, il quale dopo aver fatto a pezzi i propri nemici decide di recarsi al palazzo della OCP per affrontare McTaggett e due replicanti di Otomo. I due automi, però, sono nel frattempo stati alterati da una amica di Murphy, detenuta all’interno della struttura, con un programma che li spinge infine a distruggersi a vicenda, insieme a McTagget, il quale a differenza di Robocop non fa in tempo a scappare. Con la sua morte il progetto di Kanemitsu è praticamente fallito.



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